Lucasfilm, Kathleen Kennedy lascia Star Wars dopo 14 anni: le sue parole dopo l'addio

Kathleen Kennedy lascia Lucasfilm dopo 14 anni. Dave Filoni nuovo presidente. Tutti i dettagli sull'addio e sul futuro di Star Wars sotto la nuova guida.

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Si chiude un capitolo nella storia di Lucasfilm. Dopo 14 anni alla guida dello studio, Kathleen Kennedy ha ufficialmente lasciato la carica di Presidente, passando il testimone a Dave Filoni, che assumerà il ruolo di President e Chief Creative Officer, affiancato da Lynwen Brennan come Co-President. Una notizia che arriva dopo anni di speculazioni, voci di corridoio e indiscrezioni mai confermate, e che segna la fine dell'era Kennedy in quella che è stata una delle gestioni più discusse e polarizzanti nella storia di Star Wars.

Kennedy è arrivata in Lucasfilm nel 2012, quando George Lucas decise di vendere la sua creatura a Disney e di ritirarsi dall'attività creativa quotidiana. Il fondatore di Star Wars scelse proprio lei, produttrice veterana con un curriculum stellare costruito al fianco di Steven Spielberg e attraverso The Kennedy/Marshall Company, la società di produzione fondata con il marito Frank Marshall. La missione era chiara ma titanica: riportare in vita una saga che giaceva dormiente sul grande schermo dal 2005, espanderla, modernizzarla, renderla rilevante per una nuova generazione.

E in effetti, sotto la sua guida, Star Wars è tornato a dominare il box office. Il risveglio della Forza del 2015 ha segnato il ritorno trionfale del franchise, stabilendo il record per il maggior incasso domestico della storia. La trilogia sequel, nel suo complesso, ha generato 4,477 miliardi di dollari a fronte di budget produttivi combinati di 1,163 miliardi. Numeri che parlano da soli e che certificano il successo commerciale dell'operazione Disney-Lucasfilm. A questi si sono aggiunti i film spin-off come Rogue One e Solo, oltre a un'impressionante espansione televisiva su Disney+, con serie come The Mandalorian, Andor, Ahsoka e molte altre che hanno ridefinito il modo di raccontare storie nell'universo creato da Lucas.



Eppure, nonostante i risultati al botteghino, il mandato di Kennedy è stato tutt'altro che privo di controversie. I fan più accaniti hanno spesso criticato le scelte creative della cosiddetta "era Disney", dividendosi in fazioni che hanno trasformato il dibattito su Star Wars in qualcosa di tossico e polarizzato. Le decisioni narrative della trilogia sequel, in particolare, hanno generato reazioni viscerali, con una parte del pubblico che ha accusato la gestione Kennedy di tradire lo spirito originale della saga. Per anni, sono circolate voci sulla sua possibile uscita, puntualmente smentite mentre lei continuava a delineare piani ambiziosi per il ritorno del franchise sul grande schermo.

Ora, con l'annuncio ufficiale, Kennedy ha rotto il silenzio con una dichiarazione che riflette sui suoi anni alla guida dello studio. "Quando George Lucas mi ha chiesto di prendere in mano Lucasfilm al momento del suo ritiro, non avrei potuto immaginare cosa ci aspettava", ha affermato. "È stato un vero privilegio trascorrere più di un decennio lavorando al fianco del talento straordinario presente in Lucasfilm. La loro creatività e dedizione sono state fonte di ispirazione, e sono profondamente orgogliosa di ciò che abbiamo realizzato insieme. Sono entusiasta di continuare a sviluppare film e televisione con collaboratori di lunga data e nuove voci che rappresentano il futuro della narrazione".

Un messaggio che, pur segnando la fine del suo ruolo presidenziale, non chiude completamente la sua collaborazione con lo studio. Kennedy rimane infatti coinvolta come produttrice su The Mandalorian and Grogu, il film che porterà sul grande schermo i personaggi della serie più amata dell'era Disney, in uscita il 22 maggio prossimo. Sarà inoltre produttrice di Star Wars: Starfighter, il progetto diretto da Shawn Levy con Ryan Gosling, le cui riprese si sono concluse a dicembre e che è atteso per il 28 maggio 2027.

Il passaggio di consegne a Dave Filoni rappresenta un momento simbolico per molti fan. Filoni, celebrato per il suo lavoro su The Clone Wars, Rebels e The Mandalorian, è visto da molti come il custode più fedele dell'eredità di George Lucas, capace di bilanciare innovazione e rispetto per la mitologia originale. La sua nomina, insieme a quella di Lynwen Brennan, veterana con 27 anni di esperienza nello studio, suggerisce una continuità operativa ma anche una possibile evoluzione creativa.

Al di là delle polemiche e delle divisioni, è innegabile che Kathleen Kennedy abbia avuto il secondo impatto più significativo su Star Wars dopo George Lucas stesso. Ha trasformato un franchise cinematografico in un universo narrativo multimediale, ha aperto le porte a nuovi talenti, ha scommesso sulla serialità televisiva quando non era affatto scontato farlo. Ha gestito un'eredità culturale monumentale in un'epoca in cui ogni scelta viene amplificata, analizzata e spesso attaccata dai social media.

Ora, con Filoni al comando e nuovi progetti all'orizzonte, Star Wars entra in una nuova fase. Ma la storia ricorderà che, per oltre un decennio, è stata Kathleen Kennedy a tenere il timone di quella galassia lontana lontana, attraverso tempeste e celebrazioni, successi commerciali e battaglie culturali. Il suo addio segna la fine di un capitolo controverso ma indiscutibilmente significativo nella saga più iconica del cinema.

Fonte / ScreenRant.com
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