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Luisa Ranieri nella scuola più pericolosa d'Europa, in questa serie su Netflix tratta da una storia vera

La storia vera di Eugenia Carfora che a Caivano ha salvato centinaia di ragazzi dalla dispersione scolastica.

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Su Netflix è disponibile una fiction che non è solo intrattenimento televisivo, ma il racconto di una battaglia civile combattuta tra i banchi di scuola. La Preside, con Luisa Ranieri protagonista assoluta, porta sul piccolo schermo la storia di Eugenia Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo nazionale di coraggio e determinazione nella lotta contro la dispersione scolastica e il degrado sociale. La serie, prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction, si ispira liberamente alle vicende reali di una donna che ha trasformato la scuola in uno strumento di riscatto, dimostrando che l'istruzione può ancora fare la differenza anche nei contesti più difficili. Non si tratta di retorica pedagogica, ma di una missione concreta portata avanti giorno dopo giorno in uno dei territori più complessi d'Italia.

La trama segue Eugenia Liguori, al suo primo incarico da preside, che sceglie deliberatamente di guidare l'Istituto Anna Maria Ortese a Napoli. Non un incarico qualsiasi, ma quello che molti considererebbero l'inferno in terra: una scuola posizionata al centro di una delle più grandi piazze di spaccio d'Europa, tristemente famosa per l'assenteismo degli studenti e la totale mancanza di risorse. Dove altri vedrebbero un fallimento annunciato, Eugenia vede una possibilità: "Quando le cose sono così brutte, è facile immaginarsele più belle". La preside non si limita a gestire la burocrazia scolastica. Il suo approccio è diretto, personale, spesso al limite della temerarietà. Eugenia mette continuamente a rischio la propria incolumità per salvare i ragazzi da un destino che sembra già scritto, fatto di criminalità organizzata e analfabetismo. La sua ostinazione nel credere che nessun caso sia disperato, che ogni studente meriti una seconda possibilità, diventa il motore narrativo della serie.

Accanto a lei c'è Vittorio Leoni, interpretato da Alessandro Tedeschi, insegnante di italiano arrivato dal nord Italia proprio perché attratto dalla storia di Eugenia. È l'unico a condividere pienamente i suoi metodi non convenzionali, diventando un alleato fondamentale in questa battaglia quotidiana. Il personaggio rappresenta quello sguardo esterno che sceglie di non voltarsi dall'altra parte, di non limitarsi a leggere le notizie ma di esserne parte attiva. La serie non si sottrae dal rappresentare le sfide più delicate della scuola contemporanea. Salvatore Cominale interpreta Mario Rescigno, studente vittima di bullismo legato alla sua identità, fragile ma determinato. Brunella Cacciuni è Marita, ragazza intrappolata in una relazione violenta e possessiva, per cui il problema non è la scuola in sé, ma la libertà stessa. Alessandro De Renzi dà volto a Gino Satriano, studente spesso assente che la preside riesce a recuperare con un approccio diretto e personalizzato, dimostrando come le barriere non siano solo scolastiche ma anche sociali e familiari.

La fiction intreccia storie personali, conflitti familiari e battaglie civili, mettendo al centro il valore dell'impegno e della responsabilità educativa. Con metodi innovativi e una presenza costante, la preside trasforma la scuola in un presidio di legalità e speranza, sfidando pregiudizi, pressioni esterne e minacce pur di garantire ai ragazzi un futuro diverso da quello che il territorio sembra aver loro riservato. La Preside porta sul piccolo schermo una storia che è cronaca, impegno sociale e racconto umano. Luisa Ranieri, con la sua interpretazione intensa e credibile, dà corpo a una figura che ha saputo dimostrare come l'istruzione possa ancora essere un vero strumento di riscatto sociale, anche quando tutto sembra perduto.

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