FILM

L'ultimo capolavoro di Miyazaki (su Netflix) ha conquistato il pubblico senza trailer né locandine

70 milioni incassati senza pubblicità. Analisi del film, trama, produzione e significato dell'ultima opera del maestro Miyazaki.

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A distanza di dieci anni da Si alza il vento, Hayao Miyazaki torna al cinema con quello che lui stesso ha definito il suo ultimo lungometraggio. Il ragazzo e l'airone, disponibile su Netflix, rappresenta un caso più unico che raro nel panorama cinematografico contemporaneo: un film che ha sfidato ogni regola del marketing moderno, arrivando nelle sale giapponesi senza alcuna campagna promozionale, senza trailer, senza locandine. Eppure ha incassato oltre settanta milioni di dollari, conquistando il pubblico con la sola forza del nome del maestro e della qualità dell'opera. La storia si svolge nel 1943, in piena Guerra del Pacifico. Mahito è un ragazzino di dodici anni la cui vita viene spezzata da un terribile incendio in un ospedale che uccide sua madre Hisako. Il padre Shoichi si risposa con Natsuko, zia del bambino, e la famiglia decide di trasferirsi lontano da Tokyo. In Mahito cresce un desiderio profondo e doloroso: poter rivedere sua madre, anche solo per un istante.

Un giorno, giocando tra le rovine di una torre, il ragazzo incontra un Airone grigio che gli presta le sue piume per costruirsi delle frecce. Quando trova un libro che sua madre voleva regalargli, con annotazioni scritte dalla sua mano, Mahito inizia a interrogarsi sulla vita e sulla morte, parlando con lo zio, riflettendo sul senso dell'esistenza. Sarà proprio l'Airone a mostrargli la strada per un mondo fantastico, un regno abitato dai vivi e dai morti, dove la morte finisce e la vita trova un nuovo inizio. Sette anni di lavorazione, costi di produzione elevati e una collaborazione stretta tra Studio Ghibli, Toho e Studio Ponoc hanno dato vita a un'opera che prende spunto dall'infanzia dello stesso Miyazaki e dal romanzo E voi come vivrete, scritto da Genzaburō Yoshino nel 1937. Sebbene nella versione originale il film sia intitolato proprio come il romanzo, la storia non ne riprende la trama ma le tematiche profonde: la ricerca di senso, il confronto con il dolore, la responsabilità verso il futuro.

Il ragazzo e l'airone è stato scelto come film d'apertura del Toronto International Film Festival 2023, preceduto da un'introduzione di Guillermo del Toro, regista e grande estimatore dell'animazione giapponese. Ha poi trovato spazio alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public, confermando l'interesse internazionale verso un'opera che va ben oltre i confini del cinema d'animazione per ragazzi. Miyazaki concepisce questo film come un sipario non solo sulla sua carriera, ma sulla sua stessa vocazione. È una metafora complessa e stratificata che richiede attenzione e riflessione, ma sa ripagarle generosamente. L'animazione è meticolosa, il sound design curato in ogni dettaglio, la musica avvolgente. Ma è nel messaggio sul ricambio generazionale, sull'arte come creazione e fuga dalle regole del reale, che risiede il vero nucleo dell'opera.

Il film dura centoventicinque minuti durante i quali Miyazaki accompagna lo spettatore in un viaggio iniziatico attraverso mondi paralleli, creature fantastiche e simboli che affondano le radici nella cultura giapponese ma parlano un linguaggio universale. La torre in rovina, l'airone parlante, il regno dei morti che si intreccia con quello dei vivi: ogni elemento visivo costruisce un cinema mentale potente, capace di lasciare immagini indelebili nella memoria. Come da tradizione dello Studio Ghibli, nulla è lasciato al caso. Ogni inquadratura è un dipinto, ogni movimento dei personaggi segue una logica emotiva prima che narrativa. Il risultato è un'esperienza che soddisferà chi ama Miyazaki per la sua capacità tecnica straordinaria, ma lascerà anche a chi si impegnerà nell'interpretazione un messaggio intelligente e personale sul passaggio del testimone tra generazioni, sulla creazione artistica come forma di resistenza alla brutalità del mondo.

Che questo sia davvero l'ultimo film del maestro ottantatreenne o l'ennesimo ritiro annunciato e poi smentito, Il ragazzo e l'airone si pone come un testamento spirituale. Un'opera che parla del mistero della vita, dell'amicizia, della capacità dell'immaginazione di lenire il dolore più profondo. E lo fa con la voce di chi ha dedicato un'intera esistenza a raccontare storie attraverso il disegno animato, conquistando generazioni di spettatori in tutto il mondo.

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