L’Umpa Lumpa originale commenta l'agghiacciante ritorno di Gene Wilder nel reality Netflix
Rusty Goffe torna nel mondo di Willy Wonka 55 anni dopo il film di Gene Wilder e racconta il suo legame con l'iconica Fabbrica di cioccolato.
Il ritorno di Gene Wilder nel mondo di Willy Wonka ha emozionato anche chi quella Fabbrica l'ha conosciuta per davvero. Rusty Goffe, storico interprete di uno degli Umpa Lumpa nel film del 1971, è infatti tornato sul set di Wonka's The Golden Ticket. E proprio durante le riprese ha potuto ascoltare nuovamente la voce di Wilder, ricreata con l'intelligenza artificiale. Una scelta che ha suscitato discussioni tra i fan, ma che per Goffe ha avuto soprattutto un significato personale. L'attore ha raccontato di aver vissuto quel momento con particolare commozione.
Il legame con Wilder, però, è l'aspetto che ha reso l'esperienza particolarmente intensa. La produzione non ha scelto un nuovo interprete per la voce di Wonka, ha ricreato quella di Gene Wilder attraverso l'AI, lavorando con l'eredità dell'attore e con la moglie Karen Wilder. Secondo Netflix, il processo ha utilizzato registrazioni e materiali audio di Wilder per cercare di riprodurne tono, inflessioni e modo di parlare.
Per Goffe, ascoltare quella voce sul set ha significato ritrovare una persona con cui aveva condiviso un'esperienza fondamentale della sua carriera. L'attore ha raccontato di essersi commosso al primo ascolto e di aver inizialmente avuto dei dubbi sull'idea di partecipare al progetto. Poi ha cambiato prospettiva, secondo Goffe, Wilder avrebbe voluto che continuasse a fare il suo lavoro e tornasse a essere un Umpa Lumpa. Il suo commento restituisce quindi un punto di vista personale sulla scelta di Netflix, distinto dalle discussioni più generali sull'impiego dell'intelligenza artificiale per riportare in vita una voce appartenuta a un attore scomparso.