TV

M – Il figlio del secolo, dove è stata girata la serie? I luoghi delle riprese non sono quelli che sembrano

Dove è stata girata M – Il figlio del secolo? Da Roma a Napoli, scopri le location della serie con Luca Marinelli e i luoghi trasformati per le riprese.

Condividi

M – Il figlio del secolo non è soltanto una delle produzioni televisive italiane più ambiziose degli ultimi anni, ma anche una serie capace di trasformare alcuni dei luoghi più celebri del nostro Paese in scenari completamente diversi da quelli che conosciamo. Dietro la ricostruzione dell'ascesa al potere di Benito Mussolini, interpretato da Luca Marinelli, si nasconde infatti un lavoro scenografico particolarmente complesso, che ha portato la troupe a girare tra Roma, Napoli, il Lazio e il Friuli-Venezia Giulia. E alcuni degli edifici utilizzati per raccontare la storia del fascismo potrebbero sorprendere anche gli spettatori più attenti.

Diretta da Joe Wright e tratta dall'omonimo romanzo di Antonio Scurati, vincitore del Premio Strega, la serie Sky Original racconta in otto episodi gli anni compresi tra il 1919 e il 1925, dalla fondazione dei Fasci italiani di combattimento fino al discorso pronunciato da Mussolini dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti. Per ricreare l'Italia di quel periodo, la produzione non si è limitata a utilizzare edifici storici realmente esistenti, ma ha ricostruito interi ambienti e trasformato palazzi, chiese e teatri in luoghi simbolo del potere politico. Roma rappresenta uno dei principali punti di riferimento delle riprese, a cominciare dagli studi di Cinecittà, dove sono stati ricreati gli esterni delle redazioni dei quotidiani Il Popolo d'Italia e Avanti!, insieme alle strade circostanti e ad alcuni ambienti interni.

Una scelta che ha permesso alla produzione di controllare ogni dettaglio delle scenografie, restituendo l'atmosfera di un'epoca ormai lontana. Ma la Capitale compare anche attraverso numerose location autentiche, dove tra queste figurano il Parco degli Acquedotti, utilizzato per una grande adunata fascista, e il casale di Roma Vecchia, trasformato in una trattoria dove si verifica uno scontro tra fascisti e socialisti. Altre sequenze sono state realizzate nei pressi di Ponte Sisto, del Teatro di Marcello, delle Terme di Caracalla e del quartiere Coppedè, mentre il Palazzo di Giustizia è stato scelto per una scena legata alle tensioni interne al movimento fascista.

M – Il figlio del secolo, fonte: Sky

Particolarmente interessante è anche il caso della Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, che nella finzione rappresenta un edificio religioso milanese frequentato da Rachele Guidi, interpretata da Benedetta Cimatti. Il Parlamento, invece, non è stato ripreso nella sua sede reale: gli ambienti parlamentari sono stati ricostruiti nei Lumina Studios di Labaro, sempre a Roma. Ma una delle curiosità più sorprendenti riguarda proprio il Quirinale, la residenza del Presidente della Repubblica, visto che nella serie alcuni ambienti del palazzo vengono rappresentati attraverso due edifici completamente differenti: Palazzo Reale di Napoli e Palazzo Doria Pamphilj a Roma.

Il monumentale scalone della residenza napoletana diventa così l'ingresso del palazzo di Vittorio Emanuele III, mentre la Galleria degli Specchi di Palazzo Doria Pamphilj ospita alcuni incontri tra Mussolini e il sovrano. Anche l'ufficio di Mussolini da presidente del Consiglio è stato ricreato altrove, utilizzando la Sala dell'Udienza di Palazzo Ricci Sacchetti, conosciuta anche come Salone dei Mappamondi. È uno degli esempi più evidenti del lavoro compiuto dalla scenografia per costruire un mondo coerente senza limitarsi a riprodurre fedelmente i luoghi originali. Spostandosi fuori Roma, un'altra location fondamentale è Palazzo Farnese a Caprarola, in provincia di Viterbo.

Il celebre edificio rinascimentale è stato utilizzato per alcune sequenze legate alla Marcia su Roma del 1922, ma nasconde anche un particolare difficile da riconoscere sullo schermo: una parte della facciata è stata modificata digitalmente, aggiungendo un elemento architettonico che nella realtà non esiste. I giardini di Palazzo Farnese hanno inoltre ospitato una delle sequenze dedicate a Giacomo Matteotti, interpretato da Gaetano Bruno, durante il suo ultimo giorno di vita. Il percorso del personaggio prosegue poi attraverso altri scorci della Capitale, tra il Teatro di Marcello e le rive del Tevere, dimostrando come la produzione abbia unito luoghi geograficamente differenti per costruire una continuità narrativa. Napoli ha avuto un ruolo altrettanto importante nelle riprese, iniziate in città nel dicembre 2022.

M – Il figlio del secolo, fonte: Sky

Oltre a Palazzo Reale, la troupe ha utilizzato il Teatro di San Carlo, dove è ambientata una rappresentazione della Madama Butterfly di Giacomo Puccini alla quale assiste Mussolini. Le riprese hanno coinvolto anche via Foria, il lungomare, il rione Sanità e la Reggia di Portici, trasformata per l'occasione nella sede di una prefettura. Non meno significativo è il contributo del Friuli-Venezia Giulia, dove la produzione ha lavorato tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2023. Ad Aquileia, la Basilica di Santa Maria Assunta è stata scelta per una scena che coinvolge Mussolini e don Luigi Sturzo, mentre a Gorizia sono stati utilizzati Palazzo Krainer e via Rastello, quest'ultima modificata attraverso interventi scenografici. Le riprese hanno interessato anche Trieste e l'ex amideria Chiozza di Ruda, ampliando ulteriormente il numero di ambientazioni utilizzate per ricostruire l'Italia del primo dopoguerra.

È proprio questa varietà di location a rappresentare uno degli aspetti più interessanti di M – Il figlio del secolo, dato che la serie non si limita a mostrare monumenti riconoscibili, ma li trasforma continuamente, facendo interpretare a un edificio il ruolo di un altro e ricostruendo attraverso il cinema una geografia del potere che spesso non coincide con quella reale. Il risultato è un racconto nel quale Roma può diventare Milano, Napoli può trasformarsi nel Quirinale e un palazzo rinascimentale può fare da sfondo alla Marcia su Roma. Un lavoro che dimostra come, dietro ogni scena, ci sia molto più di una semplice scelta estetica: anche i luoghi diventano parte della narrazione, contribuendo a raccontare uno dei periodi più drammatici della storia italiana.

Continua a leggere su BadTaste