Marco D'Amore su Netflix, nel film italiano (da una storia vera) che racconta una Napoli diversa
Marco D'Amore nel film da una storia vera di un educatore che usa il circo per salvare i ragazzi di Napoli dalla dispersione scolastica e dalla criminalità.
Può un naso rosso diventare un'arma contro la dispersione scolastica? Possono i trampoli rappresentare un'alternativa concreta alla strada e al richiamo della criminalità organizzata? La risposta arriva da Criature, il film diretto da Cécile Allegra che porta sul grande schermo una storia di resistenza civile ambientata nel cuore pulsante e contraddittorio di Napoli. Uscito nelle sale il 5 dicembre 2024 e attualmente disponibile su Netflix, il film racconta la vicenda di Mimmo Sannino, ex insegnante diventato educatore di strada, interpretato con passione civile da Marco D'Amore. Il suo obiettivo è tanto ambizioso quanto necessario: recuperare i ragazzi in dispersione scolastica del quartiere napoletano di Barra, riportarli sui banchi e accompagnarli fino al diploma di terza media. Il suo strumento principale non è la cattedra tradizionale, ma l'arte circense, quella disciplina che gioca sull'apparenza, il sogno e la solidarietà.
Il cast di Criature mescola volti noti del cinema italiano e giovani talenti. Accanto a Marco D'Amore e Marianna Fontana troviamo Maria Esposito nel ruolo di Margherita, Alessio Gallo, Giuseppe Pirozzi, Antonio Guerra, Ciro Minopoli, Martina Abbate, Catello Buonocore, Vittorio Edet e Gennaro Filippone. Tutti contribuiscono a costruire un affresco corale dove nessuna storia è di contorno, ma ogni ragazzo porta con sé un pezzo di realtà difficile da ignorare. Il coraggio di questi ragazzi, con i loro trampoli e i loro nasi rossi, si scontra inevitabilmente con la durezza del contesto. L'operato di Mimmo non viene accolto con favore dalle famiglie del quartiere, che spesso vedono la scuola come un lusso inutile o addirittura una minaccia agli equilibri economici e sociali consolidati. La camorra resta un'ombra costante, un sistema parallelo che offre alternative apparentemente più immediate e redditizie.
Criature si inserisce in quel filone di cinema italiano che guarda alle periferie non come set pittoreschi, ma come luoghi di vita, resistenza e possibilità. Non si limita a denunciare il degrado, ma sceglie di raccontare chi, ogni giorno, costruisce alternative concrete. L'arte circense diventa metafora di equilibrio precario, di sfida alla gravità sociale, di bellezza che nasce dove meno te l'aspetti. Napoli torna al cinema, ancora una volta, ma non con gli stereotipi usurati della cartolina o della criminalità fine a se stessa. Criature sceglie di raccontare chi resiste, chi educa, chi crede che anche in un contesto dominato dal degrado e dalla camorra sia possibile costruire alternative. I trampoli diventano strumento di elevazione concreta e simbolica, il circo si trasforma in scuola di vita, il naso rosso in maschera di resistenza.