Marty Supreme: il trucco prostetico estremo di Timothée Chalamet che non gli faceva vedere nulla
Josh Safdie ha trasformato Timothée Chalamet in Marty Supreme con 5 protesi facciali e lenti +10 che lo hanno reso quasi cieco.
di Alba Rossi
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Quando pensi a Timothée Chalamet, l'immagine che ti viene in mente è probabilmente quella di un volto perfetto, quasi etereo, scolpito per il grande schermo. Eppure in Marty Supreme, il film di Josh Safdie, quel volto è stato completamente stravolto. Non parliamo solo di un cambio di look superficiale, ma di una trasformazione radicale che ha richiesto cinque protesi facciali, un'ora di trucco quotidiana e una scelta registica così estrema da lasciare l'attore letteralmente incapace di vedere chiaramente durante le riprese.
La sfida per Fontaine e il suo team non era solo creare le protesi, ma renderle invisibili. Dovevano integrarsi così perfettamente con la pelle di Chalamet da risultare parte di lui, non un effetto speciale da ammirare. Per questo, prima dell'inizio delle riprese vere e proprie, sono stati condotti test estensivi con il direttore della fotografia Darius Khondji. Le prove su set sono state fondamentali: dopo aver visionato i primi filmati insieme a Chalamet e Safdie, Fontaine si è reso conto che il makeup era troppo marcato, troppo presente. Ha dovuto riscolpire e rifare tutto da capo.
Durante le intense partite di ping-pong che punteggiano il film, Fontaine doveva anche "inzuppare Timothée di sudore finto", aggiungendo un ulteriore strato di realismo fisico a quelle sequenze sportive. Ma è la scelta più radicale di Safdie a rivelare quanto il regista sia disposto a spingersi per l'autenticità. Non si è accontentato di occhiali da vista scenici. Ha voluto distorcere realmente la visione di Chalamet. Il piano era questo: inserire lenti a contatto +10 negli occhi dell'attore per rendere tutto sfocato, e poi aggiungere occhiali con lenti -10 davanti a esse. Il risultato ottico creava l'illusione che gli occhi di Marty fossero davvero piccoli e ravvicinati, ma soprattutto significava che quando gli occhiali cadevano durante una scena, Chalamet non poteva letteralmente vedere nulla.
Safdie ha raccontato a Variety l'episodio della prova. Dopo aver indossato le lenti +10, Chalamet lo ha chiamato: "Ho le +10 dentro adesso, e sono piuttosto stordito". L'attore ha descritto la sensazione come essere "in una boccia per pesci", una distorsione totale della percezione spaziale. Eppure, fedele alla sua reputazione di performer totalmente dedicato, Chalamet non ha esitato: "Farò qualsiasi cosa tu mi chieda di fare", ha detto al regista.
Fonte /
Variety.com