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Michele Santoro attacca la Rai in diretta da Giletti: “Sono ancora un autore quasi proibito”

Michele Santoro critica la Rai durante Lo stato delle cose di Massimo Giletti. Al centro della polemica il ritorno di Annozero su RaiPlay e la scarsa promozione.

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Un ritorno negli studi della televisione pubblica, una polemica che sembrava appartenere al passato e una dichiarazione destinata a riaccendere il dibattito. Michele Santoro è tornato ad attaccare la Rai, questa volta direttamente durante una trasmissione dell'azienda, sorprendendo anche Massimo Giletti, che lo aveva invitato a partecipare a Lo stato delle cose. Il giornalista ha accusato il servizio pubblico di non aver dato sufficiente visibilità a un progetto dedicato alla sua storica trasmissione Annozero, arrivando a definirsi ancora oggi un autore quasi proibito.

L'episodio è avvenuto lunedì 2 novembre 2026, durante la puntata del programma di Rai 3. Santoro era stato invitato per commentare alcuni temi dell'attualità italiana e internazionale, ma ha deciso di dedicare parte del proprio intervento a una questione personale, legata al difficile rapporto che da decenni intrattiene con i vertici di Viale Mazzini. Il punto di partenza è stato proprio l'invito ricevuto da Giletti, al quale il giornalista aveva posto una condizione particolare. Santoro non voleva che il suo ritorno fosse considerato soltanto un'iniziativa del conduttore, ma desiderava un segnale concreto di riconoscimento da parte dell'azienda.

Per spiegare la propria posizione, ha ricordato di aver trascorso una parte fondamentale della carriera negli studi Rai, contribuendo alla nascita di programmi che hanno segnato la storia dell'informazione televisiva italiana, ma il vero motivo della polemica riguarda Annozero, il celebre talk show trasmesso su Rai 2 dal 2006 al 2011, destinato a tornare protagonista attraverso un progetto speciale disponibile in streaming. Dal 4 novembre 2026, infatti, RaiPlay propone Mi consenta Annozero, una produzione composta da dieci episodi nella quale Michele Santoro ripercorre il proprio rapporto con Silvio Berlusconi, raccontando incontri, scontri e retroscena di una delle rivalità più discusse della televisione italiana.

L'iniziativa arriva in occasione del ventesimo anniversario della prima puntata di Annozero e comprende anche materiali d'archivio che permettono di rivivere alcuni dei momenti più significativi del programma. Un progetto che dovrebbe rappresentare un riconoscimento importante per la carriera del giornalista, ma che, secondo Santoro, sarebbe stato accompagnato da un atteggiamento poco convincente da parte della Rai. Il conduttore ha infatti raccontato quanto sia stato complicato arrivare alla realizzazione dell'iniziativa, lamentando soprattutto la scarsa promozione dedicata alla sua uscita sulla piattaforma. Con il consueto tono provocatorio, Santoro ha dichiarato di sentirsi ancora un autore semi-proibito, ironizzando sul fatto che, per scoprire i contenuti disponibili su RaiPlay, gli spettatori avrebbero dovuto impegnarsi in una vera e propria ricerca.

“Sono ancora un autore quasi proibito. Per trovare questo materiale servirà una caccia al tesoro, visto che l'operazione non è stata pubblicizzata”. - Michele Santoro

Una battuta che nasconde però una critica precisa: secondo Santoro, la Rai avrebbe scelto di rendere disponibili i contenuti senza valorizzarne adeguatamente il ritorno. Massimo Giletti ha provato a intervenire, offrendo al collega la possibilità di utilizzare proprio lo spazio televisivo della trasmissione per promuovere il nuovo progetto. Santoro, tuttavia, non ha rinunciato alla propria ironia, ribadendo che gli spettatori interessati avrebbero dovuto cercare autonomamente il materiale sulla piattaforma. La questione assume un significato particolare considerando la storia professionale del giornalista, segnata da successi televisivi ma anche da numerosi scontri con i vertici dell'azienda.

Massimo Giletti, fonte: YouTube

Dopo aver rivoluzionato il linguaggio dell'approfondimento giornalistico attraverso trasmissioni come Samarcanda, Il rosso e il nero e Tempo reale, Santoro diventò uno dei protagonisti di una delle vicende più controverse della televisione italiana. Il 18 aprile 2002, durante una conferenza stampa a Sofia, l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi criticò duramente Santoro, Enzo Biagi e Daniele Luttazzi, accusandoli di utilizzare impropriamente gli spazi del servizio pubblico. Quelle dichiarazioni passarono alla storia come “editto bulgaro” e furono seguite dall'allontanamento dei tre protagonisti dai palinsesti Rai, dando origine a polemiche e controversie giudiziarie.

Santoro riuscì a tornare stabilmente in televisione nel 2006 proprio grazie ad Annozero, che divenne uno dei programmi di approfondimento più seguiti del periodo. Il rapporto con l'azienda rimase comunque difficile e si concluse nel giugno 2011 con una risoluzione consensuale del contratto. Da quel momento il giornalista proseguì la propria carriera attraverso nuove esperienze editoriali e televisive, tra cui Servizio Pubblico. A distanza di quindici anni, il ritorno di Annozero su RaiPlay rappresenta quindi un passaggio dal forte valore simbolico, soprattutto per il pubblico che aveva seguito il programma durante gli anni più accesi del confronto politico italiano.

Le accuse sulla scarsa promozione restano naturalmente la valutazione espressa da Santoro, mentre la Rai aveva già diffuso una comunicazione ufficiale per annunciare il progetto. La polemica, dunque, non riguarda la mancata pubblicazione dei contenuti, ma il modo in cui il giornalista ritiene che la propria storia televisiva venga ancora oggi trattata dall'azienda. E proprio questa contraddizione ha trasformato il ritorno di Santoro negli studi Rai in un nuovo momento di confronto pubblico, dimostrando come il rapporto tra il giornalista e il servizio pubblico continui a far discutere anche a vent'anni dalla nascita di Annozero.

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