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Millie Bobby Brown e Chris Pratt nel film dei Russo più costoso di Netflix, che divide pubblico e critica

Il film su Netflix che divide critica e pubblico: 15% su Rotten Tomatoes vs 74% degli spettatori. Analisi del fenomeno del film dei fratelli Russo.

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Raramente si assiste a una spaccatura così netta tra il giudizio della critica specializzata e quello del pubblico. The Electric State, l'ultima fatica dei fratelli Russo disponibile su Netflix, ha generato uno dei divari più marcati nella storia recente della piattaforma: appena il 15% di approvazione dai critici su Rotten Tomatoes, contro un robusto 74% da parte degli spettatori. Una differenza che non è solo numerica, ma racconta due modi completamente diversi di guardare al cinema. Il film è un'opera di fantascienza ambientata in una realtà alternativa degli anni Novanta, dove umani e robot convivono dopo una guerra devastante. La protagonista Michelle, interpretata da Millie Bobby Brown, è un'adolescente in conflitto con il mondo che la circonda.

Quando scopre che il fratello potrebbe essere ancora vivo, intraprende un viaggio attraverso il paese insieme a Keats, un veterano interpretato da Chris Pratt. Lungo il percorso, il duo incontra una galleria di personaggi umani e robotici, in un'avventura che mescola azione, momenti umoristici e una riflessione sulla dipendenza dalla tecnologia. The Electric State è tratto dall'omonimo romanzo grafico, ma la trasposizione cinematografica prende decisioni drastiche rispetto al materiale originale, cambiando completamente il tono dell'opera. Il cast stellare include nomi del calibro di Giancarlo Esposito, Stanley Tucci, Anthony Mackie, Ke Huy Quan e Woody Norman, una formazione che sulla carta garantirebbe un prodotto di qualità.

Il film vanta anche un altro primato meno lusinghiero: con un budget stimato che supera i 320 milioni di dollari, è la produzione più costosa mai realizzata da Netflix, posizionandosi tra i film più dispendiosi della storia del cinema. Una cifra che ha alimentato le polemiche, considerando che l'assenza di distribuzione cinematografica tradizionale rende impossibile il recupero di tale investimento attraverso il botteghino. Cosa non ha convinto la critica? Le recensioni professionali convergono su un punto centrale: il film manca di anima. Secondo i critici, i fratelli Russo hanno applicato una formula collaudata per intrattenere il pubblico generalista, ma senza apportare alcuna visione personale o creativa. La narrazione viene descritta come un assemblaggio di riferimenti pesanti ad altri film di fantascienza e avventura del passato, senza riuscire a costruire una voce propria.

Le famiglie sembrano aver trovato in The Electric State un prodotto raro: un film che funziona sia per adulti che per bambini, offrendo livelli di lettura diversi senza annoiare nessuna delle due categorie. Molti spettatori hanno apprezzato proprio quei riferimenti nostalgici agli anni Novanta che i critici hanno giudicato pesanti, trovandoli invece divertenti e ben integrati nella narrazione. Anche le performance degli attori ricevono giudizi opposti. Dove i recensori professionali hanno visto scarso coinvolgimento, il pubblico ha apprezzato il carisma di Chris Pratt e la maturità interpretativa di Millie Bobby Brown. La componente action viene descritta come ben orchestrata, mentre l'aspetto visivo del film e la realizzazione dei robot ricevono elogi diffusi.

Cosa ci dice questa divisione sul futuro del cinema? Probabilmente che stiamo assistendo alla definitiva separazione tra due concezioni del medium. Da una parte c'è un cinema che aspira a essere arte, ricerca formale e riflessione culturale. Dall'altra, un cinema concepito come intrattenimento su scala industriale, prodotto seriale destinato al consumo domestico rapido. The Electric State rappresenta perfettamente questo secondo filone. Non è un film pensato per essere discusso nei festival o studiato nelle università, ma per essere guardato sul divano di casa, magari mentre si cena, possibilmente in compagnia. Un prodotto che soddisfa l'esigenza immediata di evasione senza richiedere particolare impegno cognitivo o emotivo.

La domanda che rimane aperta è se queste due concezioni possano coesistere o se assisteremo a una progressiva marginalizzazione del cinema d'autore a favore di produzioni sempre più standardizzate e orientate all'intrattenimento di massa. Netflix e le altre piattaforme stanno ridefinendo i parametri di successo, rendendo sempre meno rilevante il giudizio della critica tradizionale. Per ora, The Electric State continua a macinare visualizzazioni, confermando che nel confronto tra qualità artistica percepita e capacità di intrattenimento, almeno nell'ecosistema dello streaming, è la seconda a vincere. I fratelli Russo possono dormire sonni tranquilli: il loro film potrebbe non entrare nella storia del cinema, ma sta facendo esattamente ciò per cui è stato concepito.

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