TV

I disastri dei dating e delle app di incontri, in questa perla svedese in uscita prossimamente su Netflix

Questa serie su Netflix dall'11 settembre racconta con onestà i disastri del dating moderno e delle app di incontri.

Condividi

Netflix continua a esplorare il territorio minato delle relazioni moderne con Diary of a Ditched Girl - Diario dei miei due di picche, l'ultima commedia drammatica svedese che arriva sulla piattaforma il prossimo 11 settembre. Tratta dal libro "Half of Malmö's Men Have Dumped Me" di Amanda Romare, la serie si inserisce in un filone ormai consolidato: quello delle storie che trasformano le umiliazioni del dating contemporaneo in intrattenimento. Ma sarebbe riduttivo liquidarla come l'ennesima variazione sul tema della giovane donna alla ricerca dell'amore. La protagonista Amanda, interpretata da Carla Sehn, è un archetipo che riconosciamo immediatamente: la trentenne un po' fuori dagli schemi, alle prese con le insidie delle app di incontri e con una serie di appuntamenti che vanno dal mediocre al disastroso. Sulla carta, nulla di nuovo sotto il sole dello streaming.

Eppure Diary of a Ditched Girl riesce a guadagnarsi uno spazio nel cuore dello spettatore proprio accettando la propria natura di storia universale, invece di cercare a tutti i costi l'originalità forzata. La forza della serie risiede nella profondità inaspettata che conferisce ad Amanda. Non è solo l'ennesima single disperata da compatire o da cui prendere le distanze. È un personaggio complesso, con una vita ricca di relazioni che vanno ben oltre la ricerca spasmodica dell'anima gemella. Il suo rapporto con la sorella Adina, interpretata da Moah Madsen, diventa progressivamente il vero cuore pulsante della narrazione. Mentre Amanda insegue fantasmi romantici e si perde in situazioni sempre più cringe, è Adina a sopportare il peso delle realtà che la protagonista non riesce ad affrontare.

Guardare Amanda ripetere gli stessi errori episodio dopo episodio può risultare frustrante, ma è proprio questo il punto. La serie mostra con lucidità come la ricerca ossessiva di una relazione non sia tanto una questione di trovare la persona giusta, quanto un tentativo disperato di usare l'amore come cerotto per ferite ben più profonde legate all'identità e all'autostima. Amanda cerca negli altri quella compassione e quella validazione che non riesce a dare a se stessa. Anche gli uomini che popolano il percorso sentimentale di Amanda sono trattati con una certa profondità, pur essendo spesso fonte di momenti comici. La loro crudeltà, a volte comica e a volte semplicemente casual, viene presentata come sintomo di un problema più ampio: quello di una cultura del dating mediata dalle app che trasforma le persone in profili bidimensionali, facendo dimenticare che dall'altra parte dello schermo c'è un essere umano reale verso cui dovremmo sentire un minimo di responsabilità.

È inevitabile il confronto con altre serie che hanno affrontato l'amore contemporaneo, da Fleabag a Too Much. Diary of a Ditched Girl si muove in territori simili ma riesce a mantenere una propria identità, evitando l'eccesso di riferimenti metatestuali che caratterizzano molto del panorama televisivo attuale. La regia di Emma Bucht e Susanne Thorson conferisce alla serie un'estetica realista che si sposa perfettamente con la vulnerabilità dei personaggi e la scrittura diretta. Con soli sette episodi, la serie procede spedita senza trascinare inutilmente la storia. In questo arco narrativo compatto, Amanda attraversa più trasformazioni di quanto ci si potrebbe aspettare. Il vero obiettivo non è farle trovare l'uomo perfetto, ma accompagnarla in un percorso di crescita personale. La serie gradualmente restituisce ad Amanda, e allo spettatore, la consapevolezza di avere più potere e controllo su queste situazioni di quanto si pensi.

Per chi cerca una serie leggera ma non superficiale, che sappia alternare momenti di umorismo a riflessioni genuine sulle dinamiche affettive contemporanee, Diary of a Ditched Girl si rivela una scoperta piacevole. Non è per tutti, e la serie lo sa. Ma per chi ha vissuto sulla propria pelle le assurdità del dating moderno, per chi si è ritrovato a chiedersi perché continui a ripetere gli stessi schemi disfunzionali, per chi cerca conforto nel sapere che anche altri stanno affrontando le stesse battaglie, questa piccola serie svedese può diventare un compagno di visione sorprendentemente coinvolgente.

Continua a leggere su BadTaste