Mindhunter: la verità sulla cancellazione della serie TV con un rating del 99% su Rotten Tomatoes
Netflix ha cancellato Mindhunter nonostante il 99% su Rotten Tomatoes. David Fincher spiega perché: costi elevati e rifiuto di renderla "più pop".
di Alba Rossi
Seguici su
Condividi
Tra le cancellazioni più dolorose nella storia recente delle serie TV, quella di Mindhunter continua a bruciare. Non stiamo parlando di uno show mediocre salvato dall'oblio, ma di un thriller psicologico acclamato dalla critica, con un 99% di gradimento su Rotten Tomatoes per la seconda stagione e un pubblico devoto che ancora oggi scopre la serie chiedendosi perché diavolo non ci sia una terza stagione. La risposta, come spesso accade nel mondo dello streaming, si riduce a una questione di soldi e visione artistica incompatibile.
Proprio questa natura cerebrale e meticolosa, però, nascondeva costi di produzione sorprendentemente elevati. Potrebbe sembrare paradossale che una serie ambientata in stanze d'interrogatorio e uffici governativi costasse così tanto, ma la ricerca ossessiva dell'accuratezza storica aveva un prezzo. Costumi d'epoca, scenografie dettagliate, location period-accurate: ogni elemento visivo doveva trasportare lo spettatore negli anni Settanta con una precisione quasi maniacale, quella che ci si aspetta da un regista del calibro di Fincher.
La soluzione suggerita dalla piattaforma era semplice nella sua brutalità: rendere Mindhunter "più pop" per attrarre un pubblico più ampio. Tradotto dal gergo televisivo, significava alleggerire il tono, accelerare il ritmo, forse introdurre elementi più accessibili e meno impegnativi. Esattamente tutto ciò che avrebbe distrutto l'identità della serie. Fincher ha risposto con educata fermezza: "Non volevamo cambiare il nostro approccio, quindi, rispettosamente, ci hanno detto che tiravano una riga". Fine della storia.
Questa scelta difende un principio artistico che spesso viene sacrificato sull'altare degli algoritmi e delle metriche di visualizzazione. I film migliori di David Fincher, da Seven a Zodiac, da Fight Club a The Social Network, condividono un'estetica distintiva: inquadrature precise, illuminazione studiata al millimetro, una capacità di rendere anche la violenza più estrema stranamente bella da guardare. Questa stessa sensibilità permea ogni fotogramma di Mindhunter, dove le scene più disturbanti, quelle in cui i serial killer raccontano con dettagli agghiaccianti i loro crimini, sono girate con una precisione quasi chirurgica.
Il momento più frustrante della cancellazione arriva considerando dove si era fermata la storia. La seconda stagione aveva progressivamente aumentato la presenza del BTK Killer, interpretato con inquietante normalità da Sonny Valicenti. Dennis Rader, questo il suo vero nome, rappresentava il perfetto antagonista a lungo termine: un serial killer attivo per decenni, nascosto in bella vista nella sua comunità. La serie lo mostrava nella sua vita quotidiana, un uomo apparentemente ordinario che coltivava fantasie omicide tra le faccende domestiche e il lavoro da impiegato. Era chiaro che sarebbe diventato il filo conduttore delle stagioni successive, un mistero che si sarebbe dipanato lentamente, parallelamente alle indagini principali.
I numeri, almeno quelli critici, dimostravano che Mindhunter non era un esperimento fallito. La prima stagione aveva ottenuto un eccellente 96% dalla critica e un 95% dal pubblico su Rotten Tomatoes. La seconda stagione aveva migliorato ancora questi risultati, raggiungendo quel rarissimo 99% dalla critica mantenendo il 95% di gradimento del pubblico. Non stiamo parlando di una serie di nicchia incompresa, ma di un prodotto che funzionava sia per i critici specializzati che per gli spettatori comuni.
La decisione di Netflix di prioritizzare le cifre di visualizzazione sulla qualità artistica potrebbe rivelarsi controproducente nel lungo periodo. Le serie che durano nella memoria collettiva, quelle che continuano ad attrarre nuovi spettatori anni dopo la conclusione, raramente sono quelle costruite per piacere a tutti. Sono quelle che hanno una voce distintiva, un punto di vista chiaro, che non temono di essere difficili o scomode. Mindhunter era esattamente questo tipo di serie.
Fonte /
YouTube.com