Mobland: il cast della serie rivela cosa ci si può aspettare dalla seconda stagione (sarà tutto diverso)

Il cast di Mobland anticipa più azione e tensione, dopo il successo da record della prima stagione su Paramount+.

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La prima stagione di Mobland ha conquistato il pubblico con una formula che ha saputo distinguersi nel sovraffollato panorama dei crime drama britannici. Ora che la seconda stagione si avvicina, le prime dichiarazioni dal set promettono un'esperienza ancora più intensa e imprevedibile. E quando un membro del cast usa l'espressione "sotto steroidi" per descrivere ciò che verrà, è difficile non drizzare le antenne.

Emmet Scanlan, che nella serie interpreta Paul O'Donnell, capo della sicurezza di Conrad Harrigan, ha rilasciato dichiarazioni significative durante un'intervista per Hello magazine. Parlando del suo ritorno in Mobland 2, l'attore non ha usato mezzi termini: la seconda stagione sarà come la prima, ma amplificata, potenziata, portata a un livello superiore. Una promessa che suona particolarmente intrigante considerando quanto già la prima stagione avesse saputo impressionare per ritmo e colpi di scena.

La serie, prodotta da Guy Ritchie e distribuita su Paramount+, ha debuttato nel marzo 2025 con un cast di prim'ordine. Pierce Brosnan veste i panni di Conrad Harrigan, un gangster ormai maturo che si trova invischiato in una sanguinosa faida con la famiglia rivale degli Stevenson. Per fronteggiare la minaccia, Harrigan ingaggia Harry Da Souza, interpretato da Tom Hardy, un criminale di strada astuto e imprevedibile soprannominato "Fixer". Ad arricchire il quadro ci sono Helen Mirren e Paddy Considine nei ruoli di Maeve e Kevin Harrigan, oltre a una schiera di volti noti come Luke Mably, Janet McTeer e Jordi Mollà.

Una scena di Mobland - Paramount+



Il successo di pubblico non si è fatto attendere. Con 26 milioni di spettatori nella sola prima stagione, Mobland ha frantumato ogni record per Paramount+, consolidandosi come uno dei fenomeni seriali dell'anno. I numeri parlano chiaro: il pubblico ha risposto con entusiasmo a questa visione del crimine londinese che si colloca a metà strada tra la commedia nera tipica di Ritchie e il realismo cupo di molti altri crime drama britannici.

La critica, però, si è mostrata più cauta. Se su Rotten Tomatoes la serie vanta un rispettabile 76 percento di recensioni positive, il giudizio del pubblico si è fermato al 66 percento. Un divario che suggerisce come non tutti gli spettatori siano rimasti completamente soddisfatti dalla prima stagione. Alcuni hanno trovato il ritmo iniziale troppo lento, dedicato com'era alla costruzione del mondo narrativo e alla presentazione della famiglia Harrigan.

Ed è proprio qui che la seconda stagione può fare la differenza. Come molti crime drama complessi, Mobland ha dovuto dedicare tempo ed energie al world-building, un processo necessario ma che inevitabilmente sottrae spazio all'azione pura e ai momenti più spettacolari. La prima stagione ha dovuto presentare i personaggi, stabilire le dinamiche di potere, costruire l'ambientazione del sottobosco criminale londinese. Operazioni fondamentali, certo, ma che rallentano il ritmo narrativo.

Con le fondamenta ormai solide e i personaggi ben definiti nella mente degli spettatori, la seconda stagione può permettersi maggiore libertà. Il pubblico conosce già i Harrigan, sa chi è Harry Da Souza, comprende le tensioni e le alleanze. Questo significa che gli sceneggiatori possono concentrarsi su ciò che davvero conta: colpi di scena, sviluppi imprevedibili, quel tipo di intrattenimento puro che i fan del genere cercano disperatamente.

Il finale della prima stagione, pur offrendo una storia autoconclusiva e soddisfacente, ha lasciato aperte diverse porte narrative. L'universo di Mobland è abbastanza ricco e stratificato da permettere espansioni in molteplici direzioni. La domanda non è se ci sarà materiale sufficiente per una seconda stagione avvincente, ma piuttosto quanto gli autori oseranno spingersi oltre i confini già tracciati.

Le parole di Scanlan suggeriscono che la risposta sia: molto oltre. Una seconda stagione "sotto steroidi" implica un'escalation in ogni aspetto: più violenza, più tensione, più rischi per i personaggi, forse anche più sperimentazione narrativa. Il personaggio di Tom Hardy, in particolare, potrebbe finalmente esprimersi al massimo del suo potenziale ora che le presentazioni sono terminate.

Resta da vedere se Mobland 2 riuscirà a replicare, o addirittura superare, i numeri straordinari della prima stagione. La televisione è un mondo imprevedibile, dove anche i successi più clamorosi possono vedere il pubblico disperdersi alla seconda occasione. Ma le premesse ci sono tutte: un cast affiatato, una produzione solida, un'idea chiara di dove si vuole andare.

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