Montagne, maschere e orrore in questa serie thriller su Prime Video con un'atmosfera alla True Detective
Pagan Peak (Der Pass) su Prime Video: un serial killer ispirato a Krampus, detective agli antipodi e atmosfere da True Detective tra Germania e Austria.
Esiste un confine geografico dove il crimine diventa arte visiva, dove la neve copre segreti antichi e dove due detective agli antipodi devono collaborare per fermare un killer che si crede un dio pagano. Quel confine attraversa le Alpi tra Germania e Austria, ed è il teatro di Pagan Peak, conosciuto in originale come Der Pass, una serie thriller disponibile su Prime Video che ha saputo reinventare un format iconico trasformandolo in qualcosa di sorprendentemente originale.
La premessa iniziale strizza l'occhio a The Bridge, la leggendaria serie scandinava che ha definito gli standard del crime drama internazionale: un corpo viene ritrovato esattamente sul confine tra due nazioni, costringendo le autorità di entrambi i paesi a lavorare insieme. Ma Pagan Peak non è una semplice riproposizione del format. È una reinterpretazione che prende quella struttura narrativa e la porta in una direzione completamente diversa, più viscerale, più radicata nel folklore centroeuropeo, più vicina all'atmosfera opprimente di True Detective che alla freddezza nordica del suo modello di riferimento.
Il corpo inerme che apre la serie giace nella neve delle montagne vicino a Salisburgo, scoperto per prima dalla detective tedesca Ellie Stocker, interpretata con precisione chirurgica da Julia Jentsch. Ellie è l'incarnazione dell'efficienza germanica: pragmatica, metodica, razionale fino all'osso. Il suo contraltare arriva poco dopo: Gedeon Winter, detective austriaco interpretato da Nicolas Ofczarek con una presenza scenica che ricorda i primi lavori di Ólafur Darri Ólafsson. Gedeon è l'opposto di Ellie in ogni aspetto: disordinato, apatico, corroso da dipendenze e da un passato torbido che lo ha fatto esiliare da Vienna a Salisburgo come punizione. Il suo primo istinto è scaricare il caso ai tedeschi e tornare alla sua indifferenza professionale.
Ma quando un secondo corpo emerge sul territorio austriaco, Gedeon non può più sottrarsi. I due detective si trovano così costretti a collaborare nella caccia a un serial killer che non è solo spietato, ma che ha costruito attorno ai suoi omicidi un'intera mitologia personale. Il killer di Pagan Peak si ispira a Cernunnos, l'antico dio celtico della foresta spesso raffigurato con corna di cervo, e a Krampus, la figura cornuta della tradizione alpina che terrorizza i bambini disobbedienti durante il periodo natalizio. Vive nei boschi, costruisce maschere raccapriccianti con legno e corna di animali, e si considera un giustiziere che punisce gli adulti corrotti con rituali elaborati e brutali.
La sua psicologia è quella del fanatico insicuro: crede di compiere un servizio alla società eliminando chi considera moralmente indegno, ma in realtà è mosso da rabbia, frustrazione e dal dolore del rifiuto. Quando viene pubblicamente smascherato per quello che è davvero attraverso la stampa, la sua furia si intensifica e i suoi crimini si estendono anche agli innocenti, rivelando la vera natura della sua follia. Ciò che distingue Pagan Peak da molti altri crime drama europei è la sua capacità di creare un'atmosfera. La fotografia è semplicemente straordinaria: i paesaggi alpini invernali diventano personaggi a sé stanti, bellissimi e minacciosi allo stesso tempo. La neve, le foreste, le montagne imponenti creano un senso di isolamento e claustrofobia che pervade ogni scena.
La colonna sonora contribuisce a questa sensazione di disagio costante, con toni cupi che ricordano proprio quella prima stagione di True Detective che ha ridefinito il genere nel 2014. Ma al di là delle suggestioni visive, è la caratterizzazione di Gedeon Winter a rendere la serie memorabile. Non è il classico detective tormentato costruito secondo gli stereotipi del genere: è pericoloso, remoto, eticamente ambiguo, ma anche profondamente competente quando decide di applicarsi. Il suo passato nell'ambiente criminale viennese gli fornisce connessioni e metodi che risultano preziosi nelle indagini, anche se moralmente discutibili.
La sua evoluzione attraverso la serie, influenzata dalla collaborazione forzata con la rigorosa Ellie, costituisce uno degli archi narrativi più convincenti dello show. La rappresentazione del killer è un altro punto di forza. Troppo spesso, nei thriller seriali, gli assassini diventano figure quasi sovrumane, capaci di essere ovunque contemporaneamente, di prevedere ogni mossa degli investigatori, di orchestrare piani impossibilmente complessi. Il killer di Pagan Peak è invece realisticamente delirante: pericoloso e metodico, sì, ma anche umano, fallibile, mosso da impulsi comprensibili anche se aberranti.
La serie evita anche molte delle convenzioni stanche del genere crime. I segreti dei personaggi non dominano la narrazione: non tutto ruota attorno a rivelazioni shock sul passato dei protagonisti. Invece, la storia si concentra sul lavoro investigativo, sulla pressione del tempo, sulle difficoltà di cooperazione tra giurisdizioni diverse con culture investigative profondamente differenti. Questo approccio più sobrio, meno dipendente da colpi di scena artificiosi, conferisce alla serie una solidità narrativa che premia chi cerca thriller adulti e ben costruiti. Per chi ha apprezzato la stagione inaugurale di True Detective con la sua esplorazione di simbolismi pagani e oscure mitologie rurali, Pagan Peak offre un'esperienza simile, ma radicata nelle tradizioni alpine e nella complessità delle relazioni transnazionali nel cuore dell'Europa.