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Netflix può attendere: i 2 capolavori su RaiPlay che puoi vedere gratis stasera

Su RaiPlay questa settimana tre titoli da non perdere completamente gratuiti: Il Capo Perfetto con Javier Bardem, Stanlio & Ollio e Il Giro del Mondo in 80 Giorni.

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Ci sono serate in cui aprire Netflix per poi chiuderlo dopo venti minuti di scroll senza trovare nulla è una certezza quasi matematica. Quelle serate esistono un rimedio, e si chiama RaiPlay. La piattaforma streaming della Rai è gratuita, accessibile senza abbonamento e nasconde nel suo catalogo una selezione di film e serie che non avrebbe nulla da invidiare a qualsiasi servizio a pagamento. Questa settimana tre titoli in particolare meritano di essere segnalati: due film di qualità elevata, uno premiato in tutta Europa e candidato agli Oscar, l'altro un biopic che fa ridere e commuovere in egual misura, e una serie d'avventura tratta da uno dei romanzi più amati della storia della letteratura mondiale.

Il Capo Perfetto: Javier Bardem da manuale

Il primo titolo da non perdere è Il Capo Perfetto (El buen patrón), commedia nera spagnola del 2021 diretta da Fernando León de Aranoa e interpretata da un Javier Bardem in stato di grazia. Il film ha ottenuto 24 candidature ai Premi Goya — un record — ed è stato scelto dalla Spagna come candidato alla corsa agli Oscar come miglior film internazionale. È andato in onda su Rai 3 il 18 aprile nel ciclo Il grande cinema d'autore, ed è ora disponibile gratuitamente su RaiPlay.

Julio Blanco è il carismatico e manipolatore proprietario della Básculas Blanco, un'azienda di bilance industriali in una cittadina della Spagna. Si atteggia a "padre" benevolo dei suoi dipendenti, ripete spesso che l'azienda è una grande famiglia, ma in realtà è ossessionato dal controllo e dal proprio successo personale. La storia si svolge nell'arco di una settimana decisiva: la fabbrica è in lizza per un prestigioso premio di eccellenza, la commissione d'ispezione è in arrivo e tutto deve essere perfetto. Ma i problemi dei dipendenti — un operaio licenziato che protesta davanti ai cancelli, un capo reparto in crisi matrimoniale, una stagista fin troppo affascinante — cominciano a minacciare l'immagine dell'azienda. E Blanco, convinto di poter controllare tutto, si mette a sistemare le vite degli altri con metodi sempre meno presentabili.

Le bilance prodotte dall'azienda non sono solo un oggetto di scena: sono la metafora del film intero. Una di esse campeggia all'ingresso della fabbrica e non sta mai in equilibrio, nonostante i continui tentativi del protagonista. La critica lo ha accostato alla grande Commedia all'Italiana dei tempi d'oro — un Bardem che avrebbe potuto essere Alberto Sordi o Vittorio Gassman, capace di dare vita a un uomo piccolo piccolo nella sua statura morale, eppure irresistibilmente simpatico.

Steve Coogan e John C. Reilly in Stanlio & Ollio - © MoviestillDB

Stanlio & Ollio: un biopic che fa piangere di risate e di malinconia

Il secondo titolo è Stanlio & Ollio (Stan & Ollie), il film biografico del 2018 diretto da Jon S. Baird con Steve Coogan e John C. Reilly nei panni dei due comici più amati del Novecento. Candidato ai Golden Globe e ai BAFTA, il film ha incassato oltre 2,2 milioni di euro solo in Italia e ha lasciato il segno per la qualità delle interpretazioni e per il tono emotivo, sospeso tra l'ironia e la malinconia.

La storia si apre nel 1937, quando Stan Laurel e Oliver Hardy sono all'apice del successo ma i rapporti con il produttore Hal Roach sono tesi. Sedici anni dopo, nel 1953, li ritroviamo che intraprendono un tour teatrale in Gran Bretagna: acciaccati dall'età, con i problemi di salute di Hardy sullo sfondo, cominciano in sale non sempre piene per poi essere travolti dall'affetto del pubblico. Il film racconta soprattutto il dietro le quinte di un'amicizia durata una vita, le incomprensioni accumulate, la difficoltà di distinguere i personaggi dagli uomini che li interpretano, e la scoperta — arrivata quasi troppo tardi — di un legame che andava ben oltre la collaborazione professionale.

Coogan e Reilly sono credibili in modo quasi sconcertante: la loro capacità di riprodurre gag storiche sul palco e di rimanere perfettamente umani fuori dalla scena è il cuore del film. La malinconia che lo attraversa non è mai pesante: ogni sorriso, ogni battuta ironica, porta con sé un fondo di tristezza che non affonda il racconto ma lo rende indimenticabile.

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