Nicolas Cage contro i mostri nell'apocalisse: al netto dei difetti, questo horror è in Top 10 su Prime Video
Arcadian con Nicolas Cage su Prime Video, un film horror post-apocalittico da non perdere.
Nicolas Cage torna nel territorio dell'horror post-apocalittico con Arcadian, un film che sta rapidamente scalando le classifiche di Prime Video in Italia (è in Top 10) nonostante presenti difetti strutturali che ne minano l'efficacia. Diretto da Benjamin Brewer e interpretato da Jaeden Martell, Maxwell Jenkins e Sadie Soverall accanto alla star hollywoodiana, il film si inserisce nel filone dei thriller apocalittici notturni, strizzando l'occhio a successi recenti come A Quiet Place e Bird Box.
Il mondo è stato devastato da un'apocalisse di origine sconosciuta, una pandemia misteriosa che ha spazzato via la maggior parte della popolazione e fatto crollare la civiltà. Paul, interpretato da Cage, vive isolato in una fattoria irlandese insieme ai suoi due figli gemelli, Joseph e Thomas. Durante il giorno si può uscire all'aria aperta, ma al tramonto bisogna barricarsi in casa. La notte appartiene a creature fotofobiche spaventose, una nuova specie che non tollera la luce e che attacca ferocemente chiunque si trovi all'aperto dopo il calar del sole.
L'equilibrio precario della famiglia viene messo a dura prova dalle diverse personalità dei due fratelli. Joseph, interpretato da Jaeden Martell già visto in IT, è il cervello del duo: intelligente, studioso, dedito alla conoscenza del mondo circostante e capace di escogitare trappole ingegnose per i mostri. Thomas, il maggiore, ha raggiunto quell'età in cui l'indipendenza diventa un'urgenza quasi fisica e le sue scelte rischiose, specialmente le visite frequenti alla fattoria dei Rose dove vive Charlotte, minacciano la sopravvivenza di tutti. Basta un singolo errore per cancellare anni di precauzioni.
La fotografia di Frank Mobilio cattura con efficacia gli straordinari paesaggi dell'Irlanda, conferendo alla pellicola una bellezza visiva che contrasta con l'orrore della situazione. La sequenza iniziale, in cui Paul si aggira per una città americana devastata tra esplosioni e macerie prima di rifugiarsi con i suoi bambini, funziona perfettamente. Anche tutta la prima metà del film mantiene ritmo e pathos convincenti, costruendo un'atmosfera di tensione grazie soprattutto a ciò che non vediamo. Il pericolo notturno rimane parzialmente celato, stimolando l'immaginazione dello spettatore secondo la lezione dei classici del genere.
Qui però emergono i problemi principali del film. La sceneggiatura di Mike Nilon, già produttore de Il talento di Mr. C, presenta troppe lacune. Non viene mai spiegato cosa sia accaduto esattamente al mondo: batteri, alieni, esperimenti sbagliati. L'origine dell'apocalisse rimane volutamente oscura, probabilmente per lasciare aperta la porta a un prequel che narri gli eventi scatenanti, sulla falsariga della saga di A Quiet Place. Il finale aperto suggerisce anche l'intenzione di produrre un sequel, ipotesi rafforzata dal successo in termini di visualizzazioni streaming.
Ma è nella seconda metà che Arcadian spreca gran parte del potenziale accumulato. La regia di Benjamin Brewer, alla sua seconda collaborazione con Cage dopo The Trust del 2016, mostra tutta l'inesperienza del regista nel gestire il crescendo di tensione. Si passa troppo velocemente da una condizione di relativa normalità, con danni ancora recuperabili, alla catastrofe totale. Manca quella gradualità necessaria che trasforma un buon thriller in un'esperienza memorabile.
Il colpo di grazia arriva dal design delle creature. Dopo aver mantenuto saggiamente un profilo basso nelle prime scene, il film decide di mostrare i mostri in tutta la loro evidenza. E qui casca l'asino. Le creature ricordano un incrocio tra un muppet e un brutto pupazzo per bambini, con un risultato che sfiora il ridicolo anziché terrorizzare. Ideare un mostro spaventoso e originale oggi non è semplice, certo, ma dopo tutto ciò che il cinema ci ha regalato dagli xenomorfi di Alien allo squalo di Spielberg, il pubblico ha aspettative precise. Il design di Arcadian non regge il confronto.
Nicolas Cage, tornato al cinema con successo negli ultimi anni, offre qui una performance più contenuta, da padre protettivo piuttosto che da action hero. Il problema è che il suo personaggio diventa secondario proprio a metà film, la metà meno convincente. Paul ritorna brevemente per il gran finale, lasciando campo libero ai giovani protagonisti. Le performance di Jaeden Martell e Maxwell Jenkins sono solide, così come quella di Sadie Soverall nei panni di Charlotte, ma i loro personaggi non riescono a compensare le debolezze strutturali della narrazione.
Il film porta con sé un'idea interessante per il genere: la dimensione principale non è quella degli adulti ma dei giovani. Il punto di vista centrale è il futuro e ciò che i ragazzi riusciranno a progettare per costruire un mondo migliore usando la propria intelligenza. I genitori e il passato fungono solo da insegnamento, da tramite verso la ricostruzione. È un messaggio generazionale che avrebbe potuto essere sviluppato con maggiore profondità, supportato da una sceneggiatura più brillante.
Ci sono risultati peggiori nel panorama dell'horror contemporaneo, certo, ma anche film infinitamente più efficaci realizzati con budget molto inferiori. Arcadian spreca la maggior parte della tensione che sembrava intenzionato a costruire, lasciando allo spettatore più perplessità che paura. Un'occasione mancata che conferma come nel cinema di genere la qualità della sceneggiatura faccia tutta la differenza del mondo, indipendentemente dalla stella sulla locandina.