Nord Sud Ovest Est, cosa facevano gli 883 prima di Cecchetto? La serie non racconta tutta la storia
Prima del successo con Cecchetto, Max Pezzali e Mauro Repetto avevano già firmato un contratto. Un retroscena poco conosciuto degli 883, che la serie Nord Sud Ovest Est non racconta.
La storia degli 883 è indissolubilmente legata a Claudio Cecchetto, il produttore che intuì il potenziale di Max Pezzali e Mauro Repetto e contribuì a trasformare due ragazzi di Pavia in un fenomeno musicale capace di conquistare un'intera generazione. Eppure, prima dell'incontro che avrebbe cambiato le loro vite, i futuri interpreti di Hanno ucciso l'Uomo Ragno avevano già tentato di entrare nell'industria discografica. Un'esperienza poco conosciuta, caratterizzata da un contratto inatteso e da alcune canzoni inizialmente poco apprezzate, che oggi assume un significato particolare grazie al successo di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883.
All'epoca i due ragazzi non erano ancora gli 883 conosciuti dal pubblico. Sperimentavano sonorità vicine al rap, scrivevano canzoni e cercavano disperatamente un'occasione per farsi conoscere. Il problema era riuscire a entrare in contatto con qualcuno che lavorasse nel mondo della musica. Fu proprio Mauro Repetto a prendere l'iniziativa, ricorrendo a un metodo tanto semplice quanto audace: telefonare direttamente a una società musicale e cercare di ottenere un appuntamento. Secondo il racconto contenuto nella sua autobiografia, Repetto riuscì a farsi passare un responsabile della Warner presentandosi come conoscente di un importante direttore d'orchestra, il cui nome aveva sentito durante una trasmissione televisiva condotta da Raffaella Carrà.
Il tentativo funzionò e i due giovani ottennero la possibilità di presentare alcune delle loro composizioni, ma c'era un particolare fondamentale: la società contattata non era una normale casa discografica, bensì Warner Chappell, specializzata nelle edizioni musicali. Questo significava che Max e Mauro non stavano necessariamente ottenendo l'opportunità di incidere un disco come interpreti. L'accordo riguardava piuttosto il loro lavoro come autori, con la possibilità di proporre canzoni destinate anche ad altri artisti. Per due ragazzi ancora sconosciuti, tuttavia, rappresentava comunque un primo ingresso nel settore.
Il dettaglio più sorprendente riguarda però le canzoni presentate durante quel periodo. Tra i brani che non convinsero Warner Chappell ci sarebbe stato anche Hanno ucciso l'Uomo Ragno, destinato a diventare uno dei più grandi successi della carriera degli 883. A ricordare i rifiuti ricevuti fu lo stesso Repetto in un'intervista concessa a Sky TG24 nel settembre 2023, nella quale citò anche Con un deca e Finalmente tu tra le composizioni che non avevano incontrato il favore degli interlocutori. Pensare che alcune delle canzoni più riconoscibili del repertorio degli 883 siano state inizialmente accolte con scarso entusiasmo rende ancora più particolare la storia della loro affermazione.
Ma c'è un altro brano che merita attenzione: Come mai. La celebre ballata, pubblicata nel 1993 nell'album Nord Sud Ovest Est, avrebbe avuto infatti una destinazione completamente diversa da quella che il pubblico conosce oggi. Secondo il racconto di Mauro Repetto, la canzone nacque anche nell'ambito della ricerca di brani da proporre a Massimo Ranieri, con l'idea di un possibile utilizzo al Festival di Sanremo. Per Max e Mauro, che all'epoca erano soprattutto interessati a sperimentare un linguaggio musicale vicino al rap e al rock, scrivere una ballata tradizionale rappresentava una sfida insolita.
Nel settembre 2024, Michele Di Salvia, che aveva lavorato per la società dal 1970 al 2004, decise infatti di rispondere alle affermazioni contenute nell'autobiografia di Mauro Repetto. Attraverso una lettera aperta pubblicata da Rockol, l'ex responsabile del repertorio italiano contestò diversi particolari della ricostruzione, offrendo una versione differente di quanto accaduto. La prima precisazione riguardava proprio il contratto. Secondo Di Salvia, l'accordo sottoscritto nel 1989 aveva una durata di tre anni e prevedeva la consegna di almeno otto composizioni annuali, non venti.
Anche la cifra sarebbe stata diversa: l'ex dirigente parlò di un compenso di 330.000 lire, anziché delle 200.000 ricordate da Repetto. Una differenza importante, perché modifica la percezione delle condizioni alle quali i due giovani autori avevano iniziato a lavorare. Di Salvia respinse inoltre la descrizione dell'accordo come particolarmente penalizzante, sostenendo che si trattasse di un contratto ordinario per autori ancora sconosciuti. Le divergenze non riguardavano soltanto le condizioni economiche, ma anche il modo in cui furono accolte le prime canzoni.
E quel primo tentativo, indipendentemente dalle divergenze sui dettagli, non si trasformò nel successo che i due amici speravano di ottenere. La svolta arrivò soltanto in seguito, quando il loro percorso incrociò quello di Claudio Cecchetto. Prima ancora di incidere il disco d'esordio, Max e Mauro erano riusciti a esibirsi nella trasmissione 1, 2, 3 Jovanotti, dopo aver cercato insistentemente di entrare in contatto con Radio Deejay. In quel periodo utilizzavano ancora il nome I Pop e proponevano una musica diversa da quella che li avrebbe resi famosi.
Il passaggio decisivo arrivò con Non me la menare, il brano che convinse Cecchetto a scommettere concretamente sul loro talento. Repetto ha raccontato che la cassetta contenente la canzone venne lasciata addirittura al portinaio di Radio Deejay, prima di arrivare all'attenzione del produttore, ma questa volta la reazione fu differente. Cecchetto riconobbe qualcosa di particolare nello stile dei due ragazzi e decise di accompagnarli verso il debutto discografico. Nel 1991 arrivò la partecipazione al Festival di Castrocaro con Non me la menare, mentre l'anno successivo uscì Hanno ucciso l'Uomo Ragno, l'album che avrebbe trasformato gli 883 in un fenomeno nazionale. Il disco raggiunse il primo posto nelle classifiche italiane e vendette circa 650.000 copie, aprendo la strada a una stagione di successi destinata a proseguire con Nord Sud Ovest Est nel 1993.
Le testimonianze raccolte negli anni, invece, permettono di aggiungere altri tasselli alla storia reale. E forse il particolare più curioso riguarda proprio il destino di Hanno ucciso l'Uomo Ragno. Una canzone che, secondo i ricordi di Mauro Repetto, non aveva convinto i primi interlocutori musicali del duo sarebbe diventata il simbolo della loro esplosione. Una dimostrazione di quanto possa essere difficile riconoscere un successo prima che arrivi davvero. Perché, molto prima delle classifiche, dei concerti e della popolarità raccontata da Nord Sud Ovest Est, Max Pezzali e Mauro Repetto erano semplicemente due amici che cercavano qualcuno disposto a credere nelle loro canzoni. E la strada per arrivare a Claudio Cecchetto (che si rivelò fondamentale per il loro successo) fu molto meno lineare di quanto si potrebbe immaginare.