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Nord Sud Ovest Est, dalle canottiere a rete ai giubbotti di pelle: cosa c'è di vero nei look degli 883?

Gli 883 indossavano davvero le canottiere a rete mostrate in Nord Sud Ovest Est? Ecco cosa c'è di vero nei look di Max Pezzali e Mauro Repetto nel 1993.

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Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883 continua a riportare gli spettatori negli anni Novanta, ricostruendo non soltanto le canzoni che hanno reso celebri Max Pezzali e Mauro Repetto, ma anche i loro videoclip, i vestiti e le scelte che hanno contribuito a costruire l'immagine del duo. Nella quarta puntata della serie Sky, disponibile dal 23 ottobre su NOW, i due protagonisti si ritrovano alle prese con una situazione decisamente particolare: durante la preparazione del video di Sei un mito, qualcuno vorrebbe trasformarli in due autentici sex symbol, facendogli indossare canottiere a rete, catene e abiti molto lontani dal loro stile abituale. Ma gli 883 si sono davvero vestiti così? E quanto c'è di autentico nella ricostruzione televisiva?

La risposta è più interessante di quanto possa sembrare, perché il videoclip originale di Sei un mito esiste ancora oggi e permette di riscoprire l'immagine che Max e Mauro avevano scelto di mostrare al pubblico nel 1993. E c'è anche un altro dettaglio da considerare: le canottiere a rete raccontate dalla serie non sono documentate come un vero look adottato dagli 883, mentre alcuni elementi della lavorazione del video trovano riscontro nei ricordi dello stesso Pezzali. Nell'episodio, interpretato da Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, Max e Mauro arrivano sul set del videoclip e scoprono che la produzione ha preparato per loro un'immagine completamente diversa da quella alla quale sono abituati.

L'idea è quella di renderli più affascinanti e vicini ai modelli del pop internazionale, con abiti trasparenti, pose studiate e bellissime modelle a fare da contorno. Ma il risultato è tutt'altro che convincente, visto che i due ragazzi si sentono fuori posto, quasi costretti a interpretare una versione di sé stessi che non riconoscono. E proprio da questo disagio nasce uno dei momenti più significativi della puntata: Max e Mauro decidono di rivendicare la propria identità, scegliendo vestiti nei quali si sentono davvero a loro agio. Nella ricostruzione televisiva, la svolta arriva grazie a un look molto più vicino all'immaginario degli 883: giubbotti di pelle nera, magliette, camicie e occhiali scuri, capi semplici che permettono ai due protagonisti di smettere di imitare le popstar internazionali e tornare a essere sé stessi.

Ma questa scena corrisponde a qualcosa di realmente accaduto? Un elemento autentico riguarda proprio la realizzazione di Sei un mito, uno dei brani più famosi dell'album Nord Sud Ovest Est, pubblicato nel 1993. In un post condiviso sulla propria pagina Facebook ufficiale l'11 giugno 2014, Max Pezzali aveva ricordato il videoclip, spiegando che a lavorarci era stato il celebre fotografo Fabrizio Ferri, che aveva coinvolto alcune delle modelle più conosciute dell'epoca.

Si tratta di un particolare importante, perché conferma che il video originale puntava davvero su un'estetica legata alla moda e alla bellezza, proprio come suggerisce la serie. Tra le protagoniste del videoclip compare anche Yasmeen Ghauri, supermodella canadese che negli anni Novanta era uno dei volti più riconoscibili delle passerelle internazionali. Il collegamento tra il videoclip e il mondo della moda, dunque, non è un'invenzione degli sceneggiatori. A essere meno certa è invece la vicenda delle canottiere a rete e della ribellione sul set.

Non risultano infatti conferme indipendenti sufficienti per stabilire che, durante la lavorazione del video del 1993, a Max e Mauro siano stati realmente proposti quegli abiti o che i due abbiano contestato la scelta dei costumi esattamente come mostrato nella fiction. La scena va quindi considerata una rielaborazione narrativa, almeno fino all'emergere di testimonianze più precise. Questo, però, non significa che la serie abbia inventato completamente l'immagine degli 883. Al contrario, basta tornare alle loro apparizioni televisive del 1993 per ritrovare alcuni elementi che sono diventati parte integrante dello stile del gruppo.

Max Pezzali indossava spesso giubbotti di pelle, magliette e jeans, con un'immagine decisamente più vicina a quella di un ragazzo comune che a quella di una popstar costruita a tavolino. Mauro Repetto, invece, alternava camicie colorate, pantaloni comodi e abiti che gli permettevano di muoversi liberamente durante le sue esibizioni. Un esempio particolarmente significativo arriva proprio dal Festivalbar del 1993, quando gli 883 portarono sul palco Nord Sud Ovest Est e Come mai. In quelle immagini Max appare con un giubbotto di pelle, mentre Mauro indossa una camicia verde, confermando quanto i due avessero identità visive differenti pur facendo parte dello stesso gruppo.

Ed è una differenza che la serie ha scelto di valorizzare anche attraverso il lavoro sui costumi. Valentina Taviani, costumista di Nord Sud Ovest Est, ha spiegato che nella seconda stagione il guardaroba dei protagonisti cambia progressivamente, accompagnando la loro crescita personale. In particolare, Mauro abbandona gradualmente i colori più vivaci, scegliendo tonalità più scure e tessuti più raffinati. Max, invece, mantiene un'immagine maggiormente riconoscibile, modificandola attraverso piccoli dettagli. Una scelta che non riguarda soltanto la moda, ma che contribuisce a raccontare le differenze sempre più evidenti tra i due amici.

Anche gli altri videoclip dell'epoca permettono di comprendere quanto fosse variegato l'universo visivo degli 883. Rotta per casa di Dio, per esempio, appartiene allo stesso periodo di Sei un mito, ma segue un'impostazione narrativa differente. Il videoclip, diretto da Stefano Salvati e scritto con Carlo Lucarelli, utilizza la dimensione del racconto per accompagnare la canzone. Sei un mito, invece, si distingue per il coinvolgimento delle modelle e per un immaginario più vicino alla fotografia di moda. Non si può quindi parlare di un unico stile applicato indistintamente a tutti i video degli 883. Ogni canzone aveva un proprio linguaggio visivo, anche se l'immagine dei due protagonisti conservava alcuni tratti riconoscibili.

Nel 1993, inoltre, questi videoclip erano diventati così importanti da essere raccolti in Nord Sud Ovest Est Video LP, una videocassetta che comprendeva, tra gli altri, proprio Sei un mito, Rotta per casa di Dio, Come mai e Nord Sud Ovest Est. Un prodotto che dimostra quanto la componente visiva fosse ormai centrale nel successo del gruppo. È proprio su questo aspetto che insiste la quarta puntata della serie Sky. Dietro la scena apparentemente comica delle canottiere a rete si nasconde una questione molto più importante: quanto erano disposti a cambiare Max Pezzali e Mauro Repetto pur di diventare delle star? La fiction sceglie di raccontare questa domanda attraverso un momento di ribellione, nel quale i due protagonisti rifiutano un'immagine che non sentono propria.

La realtà documentata, invece, ci restituisce soprattutto un dato: gli 883 riuscirono a costruire un'identità riconoscibile senza rinunciare completamente alla loro normalità. Ed è forse questo il dettaglio che rende ancora oggi così particolari i loro vecchi videoclip. Mentre il mondo della musica cercava spesso di trasformare i cantanti in personaggi irraggiungibili, Max e Mauro continuavano ad assomigliare ai ragazzi che ascoltavano le loro canzoni. Le canottiere a rete della serie potrebbero quindi essere soprattutto un espediente narrativo, ma i giubbotti di pelle, le camicie e quell'aria da ragazzi di provincia appartengono davvero alla storia degli 883. E forse il loro segreto era proprio questo: non avevano bisogno di sembrare qualcun altro per diventare un mito, canzone nata per una ragazza ben precisa.

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