Odissea: Christopher Nolan ha inventato una tecnologia mai vista per girare l'intero film in IMAX
Anne Hathaway e Tom Holland raccontano l'innovativo sistema di specchi sviluppato da Christopher Nolan per girare The Odyssey interamente in IMAX con dialoghi in presa diretta.
Christopher Nolan non si accontenta mai ed ogni suo film è un'occasione per spingersi oltre i confini del possibile, per inventare ciò che non esiste e per dimostrare che il cinema può ancora sorprendere. Con Odissea, l'adattamento dell'epopea omerica che vede Matt Damon nei panni di Ulisse, il regista britannico ha raggiunto un traguardo che fino a ieri sembrava tecnicamente impossibile: girare un intero lungometraggio in IMAX, dialoghi compresi.
Per questo motivo, nessuno aveva mai osato girare un intero film con questo formato: avresti dovuto doppiare ogni singola battuta in post-produzione, perdendo quella spontaneità e autenticità che solo la presa diretta può garantire. Ma Nolan, insieme al direttore della fotografia Hoyte van Hoytema e al tecnico del suono Willie D. Burton, ha risolto il problema con un'intuizione geniale: costruire un "blimp", una sorta di dirigibile insonorizzante che avvolge completamente la telecamera IMAX. Una struttura che Anne Hathaway ha descritto con affetto come "un grande gigante amichevole", ma che si estende per diversi piedi in tutte le direzioni.
Però questo colosso tecnologico creava un nuovo problema, dato che nel cinema, specialmente nelle scene intime e dialogate, gli attori devono potersi avvicinare alla camera per questioni di inquadratura e linea degli occhi. Come fai a girare una scena d'amore o un confronto faccia a faccia quando tra te e l'obiettivo c'è una struttura grande quanto un'automobile? E la risposta di Nolan a questo problema è stata degna di un ingegnere rinascimentale: un sistema di specchi.
La tecnologia ha permesso momenti di recitazione così privati e raccolti che il set sembrava scomparire, lasciando solo gli attori e la storia. Ma Odissea non è stata solo una sfida tecnologica, con Tom Holland che ha descritto l'esperienza come "strana nel senso più bello del termine", un progetto che riusciva a essere nostalgico e futuristico allo stesso tempo. Da un lato, girare su pellicola IMAX fisica, senza la rete di sicurezza del digitale, riportava il cast e la troupe a un modo di fare cinema che sembrava appartenere a un'altra era. Dall'altro, stavano letteralmente infrangendo record e barriere tecnologiche.
L'approccio di Nolan sul set ha contribuito a creare questa atmosfera unica, ed Holland ha raccontato un aneddoto interessante: durante una delle sue scene più importanti con Matt Damon, lui e la star stavano analizzando ossessivamente ogni sfumatura, cercando la chiave giusta per interpretare un momento cruciale della storia. Nolan è intervenuto con il suo tipico humour britannico, dicendo: "Ehi, attorucoli, sbrigatevi. Vado a dirigere il cane". Un modo per alleggerire la tensione, per ricordare loro che pensare troppo può essere controproducente. Subito dopo quella battuta, la scena è venuta naturale.
La produzione ha anche beneficiato del lavoro della scenografa Ruth De Jong, che aveva già collaborato con Nolan su Tenet. Holland e Hathaway hanno descritto la sua ricostruzione dell'antica Grecia come talmente immersiva da sembrare davvero di aver viaggiato nel tempo. Non la Grecia mitologica e idealizzata di tante rappresentazioni hollywoodiane, ma una visione più terrena e tangibile, coerente con l'approccio realistico che Nolan porta in ogni suo progetto.
Ricordiamo comunque che il cast di Odissea è di primissimo livello ed oltre a Damon, Hathaway e Holland, il film vede Charlize Theron nei panni di Calipso, la ninfa che trattiene Ulisse per sette anni, Lupita Nyong'o come Elena, Zendaya nel ruolo della dea Atena, Robert Pattinson come Antinoo, il pretendente di Penelope, e Jon Bernthal nei panni di Menelao. Ancora una volta, Christopher Nolan ha trasformato un limite tecnico in un'opportunità per innovare e per girare Odissea interamente in IMAX ha prima sviluppato un sistema in grado di insonorizzare le enormi telecamere del formato e, quando quella soluzione rendeva impossibili le scene più intime, ha ideato un ingegnoso sistema di specchi che permetteva agli attori di recitare senza compromettere la messa in scena.