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Odissea sarà l'ultimo film di Nolan per anni: il regista si prenderà una lunghissima pausa

Christopher Nolan annuncia una lunga pausa dopo The Odyssey. Il regista rivela che ci vorranno almeno 3 anni per il prossimo film dopo il kolossal in IMAX 70mm.

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Dopo anni di anticipazione e mesi di prevendite sold outè arrivato nelle sale di Odissea, l'ultima fatica di Christopher Nolan. Ma per i fan del regista britannico c'è una notizia che pesa come un macigno: questo kolossal sarà l'ultimo film del maestro per un bel pezzo. Quando gli è stato chiesto se dovremo attendere altri tre anni come è successo tra Oppenheimer e Odissea, Nolan ha risposto senza esitazioni durante un'intervista a TODAY: "Oh, almeno".

Quella di Nolan è la consapevolezza di chi ha appena completato un'impresa titanica che lo ha portato ai limiti delle sue capacità fisiche e creative. Odissea è la realizzazione di un sogno coltivato per due decenni, un progetto che Nolan stesso definisce come qualcosa che "non avrebbe potuto realizzare prima d'ora". La mitologia greca su una tela cinematografica moderna di questa portata non si era mai vista, e il regista lo sa bene.

Nolan ricorda di aver avvertito Damon, durante una delle loro prime conversazioni sul progetto, che sarebbe stata dura. Molto dura. "Ho la sensazione che non abbia davvero capito fino a quando non siamo saliti sulla barca", ha rivelato il regista. "È solo quando arrivi lì e inizi, sai, a scalare un sentiero di capre verso la caverna del ciclope che realizzi". È stato in quel momento che Damon ha avuto "una sorta di lenta e strisciante consapevolezza" che le riprese "non sarebbero state facili".

Matt Damon in Odissea (Universal Pictures)



E infatti non lo sono state. Il premio Oscar ha confessato di aver "definitivamente raggiunto i limiti della mia resistenza e di quella di tutti, credo". Ma Nolan non si scusa per questo: "È l'Odissea, ovviamente deve essere difficile. Non staremmo facendo bene il nostro lavoro realizzando un film sull'Odissea se non sembrasse difficile".

Il film amalgama generi diversi in un'esperienza di quasi tre ore. "C'è così tanto per tutti", ha detto Nolan. "È una storia d'amore. È un coming-of-age. È una storia sulla guerra e sul ritorno a casa. E penso che questo sia l'appeal eterno dell'Odissea". Una struttura narrativa stratificata che rispecchia la complessità del poema originale e che si presta all'approccio cinematografico del regista, sempre attento a intrecciare piani temporali e tematici.

Questo progetto arriva tre anni dopo Oppenheimer, il biopic che ha fruttato a Nolan il suo primo Oscar come miglior regista e sette statuette complessive. Un trionfo che ha ulteriormente consolidato la sua posizione come uno dei filmmaker più influenti del cinema contemporaneo. Ma se Oppenheimer era un'esplorazione claustrofobica della coscienza umana di fronte alla distruzione atomica, Odissea rappresenta l'opposto: un viaggio epico attraverso mari mitologici, creature leggendarie e la ricerca ancestrale di casa.

Ma mentre i fan si preparano a immergersi nell'Odissea di Nolan, devono anche prepararsi a una lunga attesa prima del prossimo capitolo della sua filmografia. Il regista ha bisogno di tempo. Tempo per ricaricarsi dopo aver esplorato ogni angolo della mitologia greca con telecamere IMAX. Tempo per trovare il prossimo progetto che valga la pena di un impegno così totale. Tempo, forse, per vivere un po' senza scalare sentieri di capre verso caverne di ciclopi.

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