Odissea, Christopher Nolan spiega perché ha eliminato uno dei momenti più iconici del poema
Christopher Nolan rivela perché ha rinunciato al celebre stratagemma di Ulisse e Polifemo: il gioco di parole di Omero era impossibile da adattare al cinema.
Christopher Nolan è tornato a parlare di una delle scelte più discusse della sua trasposizione dell'Odissea: l'assenza del celebre stratagemma linguistico che permette a Ulisse di ingannare Polifemo e gli altri Ciclopi. Durante un'intervista a The Daily Show con Jon Stewart, il regista britannico ha spiegato le ragioni dietro questa omissione, che per molti appassionati del poema omerico rappresenta uno degli elementi più iconici dell'intera narrazione.
"I giochi di parole in traduzione sono difficili. Ci ho provato, ma non è stato possibile inserirlo", ha ammesso il regista. Una dichiarazione che apre uno spiraglio sul processo creativo di uno dei filmmaker più meticolosi del panorama contemporaneo, rivelando che la scelta non è stata frutto di superficialità, ma di un tentativo concreto andato a vuoto. Per comprendere appieno la portata di questa decisione, è necessario tornare al Canto IX dell'Odissea.
Quando Ulisse e i suoi compagni approdano sull'isola dei Ciclopi, invece di limitarsi a rubare provviste e fuggire, l'eroe decide di entrare nella grotta di Polifemo. È qui che si consuma uno degli inganni più sofisticati della letteratura occidentale: interrogato dal Ciclope sul suo nome, Ulisse risponde "Outis", che in greco antico significa letteralmente "Nessuno" ma suona straordinariamente simile a "Odysseus", il nome greco dell'eroe.
Questo espediente narrativo rappresenta molto più di un semplice trucco: è una dimostrazione della metis, l'intelligenza astuta che caratterizza Ulisse e lo distingue dagli eroi puramente guerrieri come Achille. Omero costruisce qui uno dei più antichi e raffinati giochi linguistici della cultura occidentale, sfruttando l'ambiguità semantica della lingua greca in modo che funziona perfettamente nel testo originale.
Il problema che Nolan ha dovuto affrontare è esattamente questo: come trasferire un gioco di parole che dipende dalle specificità fonetiche e semantiche del greco antico nell'inglese moderno, o in qualsiasi altra lingua contemporanea. La traduzione letterale del nome "Nessuno" in "Nobody" non produce lo stesso effetto sonoro né la stessa ambiguità del greco "Outis", perdendo completamente la genialità dell'espediente.
“Oppenheimer ha avuto molto più successo di quanto avessimo il diritto di aspettarci. Questo ti dà la possibilità di realizzare qualcosa che altrimenti non potresti fare” - Christopher Nolan
Le sue parole aiutano anche a comprendere meglio la scelta di eliminare il celebre gioco di parole tra Ulisse e Polifemo. Nolan ha spiegato di aver provato a trovare una soluzione, ma di essersi scontrato con un limite difficilmente superabile: quel meccanismo linguistico funziona solo nel greco antico. Piuttosto che proporne una versione forzata o poco efficace, ha preferito rinunciarvi, preservando lo spirito del poema anche a costo di sacrificarne uno dei passaggi più celebri.
D'altronde, questa non è la prima volta che Nolan sorprende i fan con la sua lettura del poema di Omero. Nella stessa serie di interviste dedicate al film aveva già spiegato di vedere Ulisse come un personaggio molto più vicino a Han Solo che a Luke Skywalker: un eroe imperfetto, astuto, costretto a cavarsela con l'ingegno più che con il destino. Anche la rinuncia al celebre gioco di parole con Polifemo va nella stessa direzione. Più che inseguire una trasposizione letterale del testo, Nolan sembra aver scelto di preservarne lo spirito, anche quando questo significa sacrificare uno dei passaggi più iconici dell'intera Odissea.