Odissea, per Christopher Nolan Odisseo assomiglia più a Han Solo che a Luke Skywalker
Christopher Nolan racconta come Oppenheimer abbia cambiato il suo approccio a Odissea e spiega perché il suo Odisseo è più simile a Han Solo che a Luke Skywalker.
Christopher Nolan non smette mai di sorprendere e dopo il trionfo di Oppenheimer, il regista britannico si è cimentato con una delle sfide più ambiziose della sua carriera: portare sul grande schermo l'Odissea, il poema epico di Omero composto intorno all'800 a.C. e pietra miliare della letteratura occidentale. Odissea, nelle sale dal 17 luglio 2026, ha già fatto storia conquistando un impressionante 96% su Rotten Tomatoes e diventando il primo lungometraggio commerciale girato interamente con camere IMAX 70mm.
"L'aggettivo più spesso associato a Odisseo è astuto, il che non è una caratteristica tipica di una figura eroica", ha spiegato il regista. Ed è qui che entra in gioco il paragone con Star Wars, un riferimento che illumina perfettamente la natura complessa del personaggio:
"Parte della sfida dell'adattamento, e qui Matt Damon ci ha aiutato enormemente, è stata capire come prendere quello che sarebbero più gli attributi di un personaggio di supporto, più il tuo Han Solo in Star Wars che il tuo Luke Skywalker, e spostare quella figura al centro della scena facendo sì che il pubblico lo segua." Christopher Nolan
Il paragone non è casuale, visto che Han Solo, il contrabbandiere dal cuore d'oro interpretato da Harrison Ford, è tecnicamente un personaggio principale della saga originale, ma non è il classico eroe destinato. È cinico, motivato dall'interesse personale, moralmente ambiguo. Luke Skywalker invece incarna l'eroe puro, il prescelto che segue il percorso del viaggio dell'eroe senza deviazioni. Odisseo, nella visione di Nolan, appartiene alla prima categoria: un protagonista riluttante, complesso, tutt'altro che lineare.
L'esperienza con Oppenheimer, interpretato da Cillian Murphy, ha profondamente influenzato l'approccio del regista all'Odissea. Entrambi i personaggi condividono una caratteristica fondamentale: non sono eroi tipici.
"Avendo lavorato su Oppenheimer per un paio d'anni e avendo lottato con la rappresentazione di questo personaggio che non è una figura eroica tipica, e Odisseo non è una figura eroica tipica neanche lui, ho portato tutto questo nella mia lettura dell'Odissea." - Christopher Nolan
C'è poi il tema della guerra e delle sue conseguenze. Nella traduzione di Robert Fitzgerald del poema omerico, Odisseo mostra rimorso per la caduta di Troia. Un particolare che ha immediatamente risuonato con Nolan dopo aver esplorato il peso morale che Oppenheimer ha dovuto portare dopo il test Trinity e l'uso delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
"Queste idee del costo della guerra, l'impatto di queste cose, le ho portate molto nella mia lettura dell'Odissea perché penso fossero così tanto nella mia mente dopo aver affrontato il personaggio di Oppenheimer." - Christopher Nolan
L'adattamento di Nolan divide la narrazione in molteplici linee parallele, dando spazio significativo non solo a Odisseo ma anche a Penelope, sua moglie interpretata da Anne Hathaway, e a Telemaco, loro figlio affidato a Tom Holland. Una scelta che arricchisce la trama originale e offre prospettive multiple su un'epopea che da secoli viene raccontata principalmente attraverso gli occhi del suo protagonista maschile.
Odissea arriva nelle sale con aspettative altissime e le ha già superate, con un punteggio del 97% dal pubblico e del 96% dalla critica su Rotten Tomatoes, i recensori lo hanno definito un "capolavoro". L'impresa tecnica di girare interamente in IMAX 70mm aggiunge un ulteriore strato di significato: Nolan non si è limitato a raccontare una storia antica, l'ha proiettata nel futuro del cinema.
E forse è proprio questo che rende l'Odissea di Nolan così rilevante oggi: ricorda che gli eroi veri non sono quelli senza macchia, ma quelli che portano il peso delle proprie scelte, che dubitano, che sbagliano e che alla fine trovano la strada di casa. Anche se ci mettono dieci anni. Una lettura che sembra aver colpito nel segno anche fuori dalla sala di montaggio: nei giorni scorsi Matt Damon ha raccontato che il film ha conquistato persino due dei suoi critici più severi, l'amico Ben Affleck e la figlia Isabella, che dopo la proiezione gli hanno riservato alcuni dei complimenti più significativi della sua carriera.