Odissea, un episodio dei Simpson di 24 anni fa è tornato improvvisamente d'attualità grazie a Nolan
Odissea di Christopher Nolan conquista pubblico e critica, ma I Simpson avevano già raccontato e reinventato il poema di Omero nel 2002.
Christopher Nolan sta raccogliendo consensi unanimi per Odissea, il suo adattamento in IMAX del poema epico di Omero che ha superato il miliardo di dollari al botteghino in tempo record. La critica lo celebra, l'Academy si prepara a incoronarlo agli Oscar e il pubblico mondiale riscopre un testo che risale a quasi tremila anni fa. Eppure, c'è un dettaglio che sfugge ai più: i Simpson avevano già fatto tutto questo, rendendo accessibile l'epica omerica ventiquattro anni fa.
Il punto di forza di Odissea di Nolan, secondo molti critici, risiede proprio in questo doppio registro. Il film non è una mera trasposizione fedele del poema omerico, ma una riflessione critica su di esso, una stratificazione di interpretazioni che si sono accumulate nei secoli. Nolan inserisce commenti, riferimenti e punti di vista che arrivano molto dopo la composizione originale dell'Odissea, creando un dialogo tra passato e presente. Ma questa operazione era già stata compiuta dai Simpson oltre vent'anni fa.
La struttura narrativa è simile in entrambe le versioni. Sia Nolan che i Simpson seguono il viaggio ventennale di Odisseo: la caduta di Troia, il lungo peregrinare tra isole popolate da creature leggendarie, il disperato tentativo di tornare a Itaca. Entrambi selezionano episodi iconici dal poema: l'incontro con Circe, la discesa negli inferi, le sirene, il cavallo di Troia. Ovviamente ci sono alcune differenze tra i due lavoro di "adattamento". Nel film di Nolan, la maga Circe trasforma gli uomini di Odisseo in maiali attraverso effetti pratici spettacolari, in una sequenza che dura diversi minuti e gioca sui temi della perdita di umanità e della tentazione.
La discesa nell'Ade offre un altro esempio lampante. Nell'interpretazione di Nolan, quando Matt Damon nei panni di Odisseo raggiunge il regno dei morti, si trova in una landa desolata dove gli spiriti emergono dal suolo nero come pece. È un'immagine potente, visivamente mozzafiato, che sfrutta al massimo il formato IMAX. I Simpson, invece, trasformano l'Ade in un inferno tradizionale, completo di fiume Stige attraversato mentre risuona "Lady" degli Styx, un gioco di parole musicale che è al tempo stesso colto e popolare.
Persino il cavallo di Troia rivela approcci diversi, visto che Nolan opta per un'immagine straniante: il cavallo sepolto nella sabbia, con solo la testa che emerge, un colpo visivo che ha fatto discutere per settimane. Invece I Simpson vanno sul classico: un enorme cavallo di legno su ruote, spinto dentro le mura di Troia. Mentre Odissea di Christopher Nolan marcia verso la notte degli Oscar e continua a macinare incassi stellari, forse vale la pena riscoprire quel vecchio episodio del 2002. Perché a volte, per raccontare un'epica che ha attraversato millenni, bastano sette minuti, un po' di ironia e la consapevolezza che Homer Simpson e Omero, in fondo, non sono poi così distanti.