Oscar, James Cameron attacca l'Academy: la fantascienza non viene mai premiata
James Cameron critica gli Oscar per le esclusioni di Denis Villeneuve come miglior regista per Dune. Il dibattito sul pregiudizio contro la fantascienza all'Academy.
Quando James Cameron parla, Hollywood ascolta. E quando il regista di Titanic e Avatar decide di puntare il dito contro l'Academy, le sue parole pesano come macigni. In una recente intervista rilasciata a Barry Hertz del Globe and Mail canadese, Cameron ha lanciato un attacco frontale agli Oscar, criticando apertamente il trattamento riservato alla fantascienza e, in particolare, le clamorose esclusioni di Denis Villeneuve dalle nomination come miglior regista per entrambi i suoi film di Dune.
Cameron non è nuovo a questo tipo di prese di posizione. Il regista ha ammesso candidamente di non pensare più molto agli Academy Awards quando sviluppa, realizza o promuove un film. "Non cerco di fare un film per piacere alla loro sensibilità", ha spiegato, sottolineando come l'Academy tenda sistematicamente a ignorare opere di fantascienza come la sua saga di Avatar. "La fantascienza non viene quasi mai riconosciuta come dovrebbe", ha aggiunto, mettendo il dito nella piaga di un pregiudizio che affligge l'industria cinematografica da decenni.
Il caso Villeneuve è emblematico. Dopo che il regista canadese era stato escluso dalla cinquina dei migliori registi per il primo Dune nel 2022, Josh Brolin, uno degli attori protagonisti del film, aveva lanciato un appello disperato: "Se non viene nominato quest'anno, smetterò di recitare", aveva dichiarato a Variety prima dell'uscita di Dune: Parte Due. "È un film migliore del primo. Quando l'ho visto, mi sembrava che il mio cervello si fosse aperto. È magistrale, e Denis è uno dei nostri maestri registi. Se gli Academy Awards hanno un qualche significato, lo riconosceranno".
Il discorso di Cameron, però, va oltre il singolo caso. Il regista sta mettendo in discussione l'intera filosofia che guida le scelte dell'Academy. Da una parte ci sono film che piacciono ai votanti, spesso opere drammatiche, biografiche o storiche realizzate con budget modesti e storie "umane". Dall'altra, ci sono colossi come Avatar o Dune, film che ridefiniscono il linguaggio cinematografico, che portano milioni di spettatori nelle sale e che rappresentano l'apice dell'innovazione tecnologica e narrativa. Eppure, quest'ultimi vengono sistematicamente trattati come cittadini di serie B nella corsa agli Oscar.