Peaky Blinders: dopo l'esordio in The Immortal Man, Rebecca Ferguson parla del suo possibile futuro nella serie
Rebecca Ferguson apre al ritorno in Peaky Blinders dopo The Immortal Man. L'attrice non esclude di riprendere il ruolo di Kaulo Chiriklo in futuri progetti Netflix.
Il successo globale di The Immortal Man, il film che ha riportato Tommy Shelby sul grande schermo dal 20 marzo, ha riacceso l'entusiasmo attorno all'universo di Peaky Blinders. E mentre i fan si interrogano sul futuro del franchise, una delle nuove protagoniste della pellicola ha lasciato aperta una porta intrigante: Rebecca Ferguson, interprete dell'enigmatica Kaulo Chiriklo, non esclude affatto un ritorno nel mondo creato da Steven Knight.
In un'intervista a Radio Times, l'attrice svedese ha mostrato una disponibilità cauta ma reale a riprendere il ruolo. "Non dico mai di no", ha dichiarato Ferguson quando le è stato chiesto se potrebbe tornare nei panni di Kaulo. Una risposta breve, misurata, ma che per chi conosce le dinamiche delle produzioni hollywoodiane suona come una promessa velata più che come un semplice gesto di cortesia.
La posizione di Ferguson è però più articolata di quanto possa sembrare. L'attrice ha voluto chiarire che il suo personaggio ha avuto un ruolo essenziale in The Immortal Man, ma che non necessariamente ogni storia richiede un seguito. "Penso che Kaulo sia stata così fondamentale per questo film, ma non sempre sento che un personaggio debba avere una continuazione. Possiamo essere soddisfatti anche senza essere soddisfatti", ha spiegato, mostrando una sensibilità narrativa rara in un'epoca di franchise infiniti.
Kaulo Chiriklo non è semplicemente una nuova aggiunta al cast. Il personaggio porta con sé una connessione profonda con la mitologia di Peaky Blinders: è infatti la sorella di Zelda Chiriklo, l'ex fiamma rom di Tommy Shelby che abbiamo conosciuto attraverso i flashback. E qui sta uno degli aspetti più affascinanti della performance di Ferguson: l'attrice interpreta entrambe le sorelle, destreggandosi tra le scene ambientate nel passato, dove veste i panni di Zelda, e quelle contemporanee alla narrazione principale, dove è Kaulo a muovere le pedine sulla scacchiera del potere.
Questo doppio ruolo non è un mero esercizio di bravura attoriale, ma un elemento strutturale della trama. Kaulo è una chiromante, una lettrice di palmi che sembra vedere oltre la superficie delle cose. Nel film, è lei a spingere Duke Shelby, interpretato da un magnetico Barry Keoghan, a reclamare il posto che gli spetta come erede del clan. Duke resiste, lotta contro le aspettative, ma alla fine del film lo troviamo al vertice della famiglia Shelby, con Kaulo al suo fianco come consigliera e forse qualcosa di più.
La dinamica tra i due personaggi è una delle sorprese meglio riuscite di The Immortal Man. Kaulo non è semplicemente una figura di supporto o una love interest: è descritta come "l'unica persona che può dire 'fermati' e lui ascolta". In un universo costruito su uomini violenti che non si piegano davanti a nulla, questa caratteristica conferisce a Kaulo un potere quasi soprannaturale. Non è forza fisica, non è ricchezza, non è nemmeno astuzia pura: è autorità morale, o forse solo la capacità di vedere nell'altro ciò che nemmeno lui sa di sé.
Con Duke ora al comando e Kaulo posizionata come sua principale confidente, il finale di The Immortal Man lascia intendere che il personaggio di Ferguson potrebbe avere un ruolo significativo in eventuali sviluppi futuri del franchise. Netflix non ha ancora confermato piani per sequel, serie spin-off o ulteriori film, ma il successo dello streamer con il marchio Peaky Blinders rende difficile immaginare che la saga si fermi qui.
La dichiarazione di Ferguson, per quanto diplomatica, sembra suggerire che le porte degli studi e della produzione non sono chiuse. Anzi. In un'industria dove gli attori spesso si legano contrattualmente a franchise per più film o stagioni prima ancora di girare la prima scena, il fatto che Ferguson abbia mantenuto un tono possibilista senza impegnarsi definitivamente potrebbe indicare che le conversazioni sono in corso, anche se sotterranee.
C'è poi la questione di cosa potrebbe significare un ritorno di Kaulo per la narrazione complessiva. The Immortal Man ha dimostrato che l'universo di Peaky Blinders può espandersi oltre Tommy Shelby, pur mantenendo intatta l'atmosfera cupa, violenta e poetica che ha reso celebre la serie originale. Duke Shelby rappresenta una nuova generazione, meno segnata dalla Prima Guerra Mondiale ma ugualmente tormentata. E Kaulo, con il suo legame con le tradizioni rom e il suo sguardo quasi profetico, potrebbe essere il ponte perfetto tra il vecchio e il nuovo.
L'approccio narrativo scelto da Steven Knight e dal regista Tom Harper per The Immortal Man è stato quello di creare un'opera che stesse in piedi da sola, senza richiedere necessariamente un seguito ma senza precluderne la possibilità. È una strategia intelligente, che lascia libertà creativa senza vincolare il franchise a una direzione predefinita. E Ferguson sembra condividere questa filosofia: disponibile a tornare se la storia lo richiede, ma consapevole che non ogni personaggio ha bisogno di esaurire tutte le possibilità narrative.