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Per la critica è un pasticcio incoerente, eppure tutti guardano questo film su Prime Video con De Niro

Questo film con De Niro e Foxx è un flop da 45 milioni con 8% su Rotten Tomatoes, ma conquista Prime Video. Ecco perché tutti lo guardano.

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Cosa ci fa un film stroncato dalla critica, con un misero 8% su Rotten Tomatoes e appena 89 mila dollari di incasso mondiale, nella top 10 di una delle piattaforme streaming più popolari degli Stati Uniti? La risposta è semplice quanto sconcertante: il pubblico, a volte, vuole vedere proprio i disastri. E Tin Soldier, il thriller su Prime Video diretto da Brad Furman con un cast stellare che include Robert De Niro, Jamie Foxx, Scott Eastwood e John Leguizamo, è diventato un improbabile fenomeno. Dal 30 gennaio 2026, data del suo debutto sulla piattaforma, il film si è arrampicato fino alla sesta posizione della classifica Top 15 di Prime Video Stati Uniti, dove è rimasto stabilmente per diversi giorni, raggiungendo addirittura il quarto posto in alcuni momenti. Si trova dietro colossi come Springsteen, Django Unchained e Ghostbusters, ma davanti a titoli del calibro di Black Panther, Spider-Man e Doctor Strange nel multiverso della follia. Un risultato che, sulla carta, sembrerebbe impossibile per un film che la critica ha definito un pasticcio incoerente e che il pubblico ha accolto con un altrettanto impietoso 9% di gradimento su Rotten Tomatoes.

La trama, almeno sulla carta, aveva tutte le carte in regola per funzionare. Un ex soldato torna in un compound di una setta pericolosa, che aveva abbandonato anni prima, per confrontarsi con il suo ex mentore e cercare la moglie scomparsa. Il tutto dopo che il leader della setta ha innescato uno scontro con le autorità. Un intreccio che richiama echi di thriller psicologici e action carichi di tensione, ma che secondo i critici è stato messo insieme in modo frammentario, confuso, privo di coerenza tonale e di mordente emotivo. Persino gli appassionati di film talmente brutti da diventare cult hanno trovato Tin Soldier estenuante e frustrante. Eppure, eccoci qui. Il film è un successo su Prime Video. Come è possibile? La risposta sta in una combinazione di fattori che rendono lo streaming un ecosistema completamente diverso dal cinema.

Innanzitutto, la presenza di nomi pesantissimi come De Niro e Foxx è sufficiente a generare curiosità, anche quando il prodotto è stato demolito dalla critica. Il pubblico streaming è spesso attratto dal morboso fascino dei disastri annunciati: guardare un film pessimo, soprattutto se ha un cast di livello, diventa quasi un'esperienza sociale, qualcosa di cui parlare, un guilty pleasure da condividere con amici o sui social. In secondo luogo, su piattaforme come Prime Video il rischio è quasi nullo. Non devi pagare un biglietto del cinema, non devi uscire di casa. Puoi premere play, dare un'occhiata, e se il film è davvero inguardabile, spegnere dopo dieci minuti senza perdere nulla. Questa barriera d'ingresso bassissima rende molto più facile provare prodotti che altrimenti eviteresti come la peste. C'è poi un altro elemento da considerare: il fenomeno del "così brutto che diventa interessante".

In un'epoca in cui i contenuti perfettamente confezionati e algoritmicamente ottimizzati dominano le piattaforme, un film che viene descritto come un disastro totale può risultare paradossalmente più intrigante di una commedia romantica ben fatta ma anonima. La gente vuole vedere con i propri occhi quanto può essere brutto un film che ha sprecato 45 milioni di dollari e un cast del genere. Resta il mistero di come un cast così prestigioso abbia accettato di far parte del progetto. De Niro, Foxx, Leguizamo, Scott Eastwood, perfino la cantante Rita Ora: tutti nomi che, sulla carta, avrebbero dovuto garantire un minimo di qualità. Forse il copione sembrava promettente, forse i contratti erano stati firmati prima che la produzione prendesse una piega disastrosa, forse c'erano obblighi contrattuali precedenti.

Sta di fatto che Tin Soldier è diventato uno dei casi più bizzarri e sconcertanti degli ultimi anni, un film la cui stessa esistenza solleva più domande di quante ne risolva. Tin Soldier rappresenta l'ennesima dimostrazione di come il successo nell'era dello streaming obbedisca a logiche completamente diverse rispetto al passato. Non serve più che un film sia buono per avere successo: basta che sia abbastanza curioso, controverso o famoso per i motivi sbagliati. E in questo senso, Tin Soldier è riuscito in un'impresa che nessun marketing tradizionale avrebbe potuto garantire: trasformare un flop colossale in un fenomeno di cui tutti vogliono parlare. Anche solo per capire quanto possa essere brutto.

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