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Per la prima volta i ruoli si ribaltano: su Netflix è Sherlock Holmes a essere salvato

Enola Holmes 3 arriva su Netflix con un caso che ribalta la saga: questa volta è Sherlock a scomparire e tocca a Enola ritrovarlo.

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Per due film Enola Holmes ha raccontato una detective costretta a costruire la propria identità all’ombra del cognome più famoso della letteratura. Sherlock è sempre stato un punto di riferimento, una presenza ingombrante ma anche rassicurante, qualcuno da cui imparare senza mai poter davvero prendere il posto. In Enola Holmes 3 la saga compie finalmente il passo successivo: Sherlock Holmes scompare e, per la prima volta, è lui ad aver bisogno di essere salvato.

È una scelta che cambia immediatamente gli equilibri del franchise. Il detective più brillante del mondo diventa il mistero da risolvere e tutta la responsabilità dell’indagine ricade su Enola. Non si tratta più di dimostrare di essere all’altezza del fratello maggiore, ma di fare quello che Sherlock ha sempre fatto per gli altri: ricostruire gli indizi, anticipare le mosse dell’avversario e trovare una persona scomparsa prima che sia troppo tardi.

La storia riprende circa un anno dopo gli eventi del secondo capitolo. Enola è pronta a sposare Lord Tewkesbury, ma il matrimonio viene interrotto dall’arrivo del dottor Watson, che le comunica una notizia sconvolgente: Sherlock è stato rapito. Da quel momento la giovane detective abbandona ogni progetto personale e parte per Malta seguendo le tracce lasciate dal fratello, in un’indagine che la porta lontano dalle atmosfere londinesi che avevano caratterizzato la saga fino a questo momento.

Una scena di Enola Holmes 3 (fonte: Netflix)

Il trasferimento sull’isola mediterranea rappresenta una delle principali novità del film. Vicoli assolati, fortezze, porti e paesaggi costieri sostituiscono le strade nebbiose della Londra vittoriana, regalando alla serie un’identità visiva diversa senza rinunciare allo spirito avventuroso che l’ha resa popolare. L’indagine assume così un respiro più internazionale e si intreccia con una vicenda che affonda le proprie radici nella storia dell’Impero britannico.

Anche il tono cambia leggermente. Se i primi due film erano soprattutto mystery con elementi coming of age, Enola Holmes 3 si avvicina maggiormente al thriller d’avventura. Il ritmo è più sostenuto, le scene d’azione aumentano e il mistero ruota attorno a una cospirazione più ampia. Il passaggio alla regia di Philip Barantini si nota soprattutto nel montaggio, molto più frenetico rispetto a quello dei capitoli diretti da Harry Bradbeer. Una scelta che rende il film dinamico, ma che in alcuni momenti sacrifica la chiarezza dell’indagine con un uso abbondante di flashback e cambi di prospettiva.

Rimangono invece intatti gli elementi che hanno sempre distinto il franchise. Enola continua a rompere la quarta parete, a coinvolgere direttamente lo spettatore nelle proprie deduzioni e a muoversi all’interno di una narrazione che alterna collage, animazioni e piccoli espedienti visivi ormai diventati il marchio di fabbrica della serie. Sono dettagli che mantengono vivo il tono leggero anche quando la storia affronta temi più drammatici.

Una scena di Enola Holmes 3 (fonte: Netflix)

Millie Bobby Brown resta il vero punto di forza del progetto. L’attrice interpreta una Enola ormai più adulta, sicura delle proprie capacità ma ancora combattuta tra il desiderio di vivere una vita normale e la necessità di seguire la propria natura. Accanto a lei Henry Cavill continua a offrire una versione di Sherlock molto diversa da quella vista in altri adattamenti: meno fredda, più ironica e soprattutto profondamente legata alla sorella. Anche se appare meno di quanto ci si potrebbe aspettare, ogni scena condivisa tra i due ricorda perché il loro rapporto sia diventato uno degli aspetti più apprezzati della saga.

Tra le sorprese del cast c’è anche Himesh Patel, che nei panni del dottor Watson ottiene finalmente uno spazio molto più importante. Il suo personaggio non è soltanto una spalla di Sherlock, ma diventa uno dei principali alleati di Enola, contribuendo ad alleggerire la narrazione con un’ironia che funziona particolarmente bene. Sharon Duncan-Brewster porta invece sullo schermo una Moriarty glaciale e imprevedibile, mentre Helena Bonham Carter torna nei panni dell’eccentrica Eudoria Holmes.

Come già accaduto nei capitoli precedenti, la sceneggiatura cerca di intrecciare il mistero con alcuni riferimenti storici legati all’Impero britannico, alle guerre coloniali e alle contraddizioni della società vittoriana. Non sempre questi temi trovano lo spazio necessario per essere sviluppati fino in fondo, ma continuano a rappresentare uno degli elementi che distinguono Enola Holmes da molte altre produzioni young adult.

Enola Holmes 3 resta comunque un intrattenimento solido, sostenuto da un cast affiatato e da una protagonista che continua a funzionare grazie al carisma di Millie Bobby Brown. È forse il capitolo meno sorprendente della trilogia, ma anche quello che prepara con maggiore decisione il futuro della saga. Se Netflix deciderà di proseguire con un quarto film, sarà probabilmente proprio da questo nuovo equilibrio tra Enola e Sherlock che dovrà ripartire.

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