Tutto chiede salvezza, la vera storia che ha ispirato la serie su Netflix: il dolore trasformato in un libro
Dal ricovero in psichiatria realmente vissuto da Daniele Mencarelli a uno dei romanzi italiani più intensi degli ultimi anni: ecco come è nato Tutto chiede salvezza, il libro autobiografico che ha dato vita all'acclamata serie Netflix.
Tutto chiede salvezza è la serie televisiva distribuita da Netflix che affronta il tema della salute mentale con estrema sensibilità. La serie ha conquistato il pubblico e la critica per il suo modo di raccontare i problemi psichiatrici evitando facili stereotipi e moralismi e mettendo in primo piano la fragilità umana. Anche la sceneggiatura ovviamente ha i suoi meriti, ma c'è una forza che nasce dalle origini e che si è espressa nel libro omonimo di Daniele Mencarelli. Si tratta infatti di uno dei romanzi più apprezzati degli ultimi anni, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore, vincitore del Premio Strega Giovani 2020 e finalista al Premio Strega. Un'opera nata da un'esperienza realmente vissuta dallo scrittore e che proprio per questo riesce a colpire il lettore con una rara sincerità rara.
L'origine di Tutto chiede salvezza è profondamente autobiografica. Daniele Mencarelli ha deciso di trasformare in letteratura uno dei momenti più difficili della sua vita, quando nel 1994 venne ricoverato in un reparto psichiatrico dopo essere stato sottoposto a un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). Lo scrittore ha raccontato più volte come tutto sia nato da una crisi improvvisa: un episodio apparentemente ordinario, vissuto durante una giornata di lavoro, fece emergere un dolore interiore che da tempo covava dentro di lui. La rabbia esplose fino a sfociare in un gesto distruttivo che rese inevitabile il ricovero.Quella settimana trascorsa nel reparto di psichiatria avrebbe potuto restare soltanto un ricordo traumatico. Invece, molti anni dopo, Mencarelli ha scelto di raccontarla attraverso un romanzo che è riuscito a trasformare un'esperienza personale in una riflessione universale sulla sofferenza, sull'amicizia e sulla possibilità di rinascere. Il libro non cerca di suscitare compassione, ma invita il lettore a guardare oltre le etichette con cui troppo spesso vengono giudicate le persone che affrontano un disagio psichico.
Il romanzo segue il protagonista durante i sette giorni trascorsi nel reparto psichiatrico. Ogni giornata rappresenta una tappa del suo cambiamento interiore. Inizialmente Daniele vive il ricovero con rabbia e incredulità. Si considera diverso dagli altri pazienti e fatica ad accettare la propria condizione. Con il passare del tempo, però, il contatto quotidiano con gli altri ricoverati modifica completamente il suo punto di vista. "Con loro non ho avuto possibilità di mentire, di recitare la parte del perfetto, mi hanno accolto per quello che sono, per la mia natura così simile alla loro. Con loro ho parlato di malattia, di Dio e di morte, del tempo e della bellezza, senza dovermi sentire giudicato, analizzato. Come mai avevo fatto prima. Quei cinque pazzi sono la cosa più simile all’amicizia che abbia mai incontrato, di più, sono fratelli offerti dalla vita, trovati sulla stessa barca, in mezzo alla medesima tempesta, tra pazzia e qualche altra cosa che un giorno saprò nominare." Si legge nel libro.
Nascono dialoghi profondi, amicizie inaspettate e momenti di grande umanità. Persone considerate "pazze" dalla società si rivelano invece in grado di offrire comprensione, solidarietà e affetto autentico. È proprio questo il cuore dell'opera di Mencarelli: dimostrare come dietro ogni diagnosi esista una persona con la propria storia, i propri sogni e le proprie ferite. La serie televisiva rimane fedele allo spirito del romanzo.Il protagonista è Daniele Cenni (interpretato da Federico Cesari), un ragazzo sensibile che, dopo un violento scatto di rabbia, viene ricoverato contro la sua volontà in un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC). Durante i sette giorni di degenza è costretto a confrontarsi non solo con i medici e gli infermieri, ma soprattutto con cinque compagni di stanza molto diversi tra loro. Quello che inizialmente appare come un incubo diventa gradualmente un percorso di crescita personale. Daniele scopre che proprio quelle persone, spesso giudicate soltanto attraverso la loro malattia, possiedono una straordinaria capacità di comprendere il dolore degli altri. Il ricovero diventa così un viaggio dentro sé stesso, fatto di paura, accettazione e speranza.
Le due stagioni finora trasmesse ingrandiscono il racconto. La prima stagione, composta da sette episodi, segue fedelmente l'impianto narrativo del romanzo. Ogni puntata corrisponde a uno dei sette giorni di ricovero, rispettando la scansione temporale immaginata da Mencarelli. Con la seconda stagione, invece, la storia prosegue oltre il finale del libro. Daniele torna nello stesso ospedale, questa volta come tirocinante infermiere, cercando di mettere al servizio degli altri ciò che lui stesso ha imparato durante il ricovero. Parallelamente deve affrontare nuove sfide personali, tra cui il difficile rapporto con Nina e la gestione della loro bambina.