Quattro donne, un centralino e un'attualissima Madrid del 1928, in questa serie Netflix da riscoprire
Cable Girls, il primo Original spagnolo di Netflix ambientato nella Madrid degli anni '20. Storia di emancipazione femminile, amori e tradimenti dimenticata dal pubblico.
C'è stata un'epoca, non troppo lontana, in cui Netflix sperimentava con coraggio, esplorando mercati e linguaggi televisivi al di fuori della comfort zone anglosassone. Era il 2017 quando la piattaforma lanciava Cable Girls - Le ragazze del centralino, o Las Chicas Del Cable per gli spagnoli, il suo primo Original iberico. Una scommessa che mescolava il glamour della Madrid anni Venti con storie di emancipazione femminile, tradimenti e amori impossibili. Eppure, nonostante la qualità e la rilevanza dei temi trattati, questa serie sembra essere scivolata nell'oblio del catalogo infinito, sommersa da produzioni più recenti e aggressive nel marketing.
Alba, interpretata da Blanca Suárez, è costretta ad assumere l'identità falsa di Lidia Aguilar per sfuggire a un passato oscuro. Il suo segreto la rende vulnerabile al ricatto di un funzionario corrotto, che la costringe a scelte moralmente ambigue pur di preservare la propria libertà. È una donna intrappolata tra il desiderio di autodeterminazione e la necessità di sopravvivere in un mondo che non le concede margini di errore. Accanto a lei c'è Marga, giovane donna di provincia spaesata dal ritmo frenetico della metropoli. Nadia de Santiago le conferisce un'innocenza quasi fragile, quella di chi si affaccia alla vita adulta con timore e meraviglia. Il suo percorso è quello della scoperta: del lavoro, dell'amore, di se stessa.
Angeles, invece, incarna il conflitto tra realizzazione professionale e pressioni domestiche. Maggie Civantos ne fa una donna divisa, che ama il proprio impiego ma si trova costantemente a negoziare con un marito convinto che il suo posto sia tra le mura di casa, non dietro una centralinista. E poi c'è Carlota, forse il personaggio più radicale. Ana Fernández la interpreta come una ribelle nata, una donna di estrazione borghese che rifiuta il destino preconfezionato di matrimonio e sottomissione. Il padre autoritario, la violenza domestica mascherata da rispettabilità, la scelta tra sicurezza economica e libertà personale: Carlota rappresenta tutte quelle donne che hanno dovuto scegliere tra il tetto sopra la testa e la dignità.
Quello che colpisce, a distanza di anni, è quanto questa serie sia stata pionieristica per Netflix. Nel 2017 la piattaforma stava ancora definendo la propria identità globale, cercando di capire come esportare modelli narrativi locali verso audience internazionali. Cable Girls dimostrava che una storia spagnola, ambientata negli anni Venti, poteva parlare a chiunque si fosse mai sentito intrappolato tra ciò che desidera essere e ciò che gli altri si aspettano. È un viaggio nella Spagna che si affacciava alla modernità, ma anche uno specchio in cui riconoscere battaglie che non sono mai state davvero vinte. Quelle quattro donne davanti ai centralini di Madrid continuano a porre domande che meritano risposte, anche nel 2024.