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Questa commedia su Netflix con Justin Timberlake ha anticipato le relazioni moderne di 15 anni

Mila Kunis e Justin Timberlake nella commedia che ha anticipato le relazioni moderne. Analisi di come il film ha fotografato i cambiamenti dell'amore.

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Nel 2011, mentre il cinema romantico ancora si aggrappava alle formule rassicuranti del "vissero felici e contenti", Friends with Benefits - Amici di letto (disponibile su Netflix) osava esplorare un territorio più scivoloso: quello delle relazioni senza etichette, del sesso senza obblighi, delle connessioni umane che rifiutano le categorie tradizionali. Oggi, più di quindici anni dopo, quel film diretto da Will Gluck appare quasi profetico nel suo ritratto di una generazione che ha riscritto le regole dell'amore. La trama è apparentemente semplice, quasi uno schema da manuale. Jamie, interpretata da Mila Kunis, è una headhunter newyorkese tutta pepe e ambizione. Dylan, il personaggio di Justin Timberlake, è un editor che lei recluta per una prestigiosa rivista di Manhattan. Tra loro scatta qualcosa, ma nessuno dei due vuole complicazioni. La soluzione? Un patto suggellato persino su una Bibbia virtuale evocata dall'iPad di Jamie: sesso sì, sentimenti no. Copulazione senza obbligazioni, per dirla con le parole crude che il film stesso non teme di usare.

Ma questa non è una semplice commedia romantica camuffata. Friends with Benefits appartiene a quella categoria che potremmo definire "comédie à thèse", film che non si accontentano di intrattenere ma vogliono discutere, analizzare, mettere alla prova un'idea. E l'idea qui è proprio quella dei "fuck-friends", termine tecnico dell'industria cinematografica per descrivere relazioni basate sul piacere fisico ma svuotate di coinvolgimento emotivo. Solo poche settimane prima era uscito No Strings Attached con Natalie Portman e Ashton Kutcher, che esplorava lo stesso territorio. Due film quasi gemelli, nati dalla stessa domanda: può funzionare davvero? Ciò che distingue Friends with Benefits è la sua autoconsapevolezza. I protagonisti sono logorroici, parlano incessantemente della loro relazione, la analizzano, la decostruiscono. Sono affiancati dal collega gay di Dylan alla rivista GQ, interpretato da un Woody Harrelson che non perde occasione per commentare e provocare.

Questo incessante chiacchiericcio potrebbe risultare fastidioso, ma riflette qualcosa di profondamente reale: la nostra epoca è ossessionata dal definire, categorizzare, discutere le relazioni. Ogni rapporto viene sezionato attraverso messaggi, conversazioni con amici, post sui social. Il film però non dimentica di scavare nelle radici emotive dei suoi personaggi. Dietro il cinismo apparente si nascondono ferite familiari ben precise. La madre di Jamie, interpretata dalla sempre affascinante Patricia Clarkson, è una hippie impenitente con ricordi vaghi del padre asiatico o mediorientale della figlia, un dettaglio che racconta abbandoni e identità frammentate. Dylan invece porta il peso di un padre malato di Alzheimer, il magnifico Richard Jenkins, che ha dimenticato che sua moglie lo ha lasciato un decennio prima. Questi elementi non sono semplici espedienti narrativi: spiegano perché entrambi i protagonisti abbiano paura dell'impegno, perché preferiscano la superficie sicura del sesso alla profondità rischiosa dell'amore.

Guardato oggi, il film appare come una capsula del tempo. L'iPad su cui Jamie evoca la Bibbia digitale era ancora una novità nel 2011. Le app di dating che avrebbero trasformato radicalmente il panorama delle relazioni erano agli albori. Tinder sarebbe arrivato solo l'anno successivo. Eppure Friends with Benefits intercettava già il bisogno di ridefinire i confini tra amicizia, attrazione fisica e amore romantico, un processo che sarebbe esploso nei dieci anni successivi. La chimica tra Kunis e Timberlake funziona proprio perché entrambi portano sullo schermo una vulnerabilità nascosta dietro la facciata cool. Lei, con la sua parlantina veloce e la determinazione professionale, nasconde l'insicurezza di chi non ha mai avuto radici solide. Lui, apparentemente rilassato e ironico, combatte con il dolore di vedere un padre svanire nella nebbia della malattia. Quando finalmente crollano le barriere che si erano imposti, non sembra un tradimento della premessa ma una conseguenza inevitabile.

Forse la vera eredità di Friends with Benefits non sta nelle risposte che fornisce, ma nelle domande che pone. È davvero possibile separare il sesso dai sentimenti? Siamo più liberi quando rifiutiamo l'impegno o semplicemente più soli? La vulnerabilità è una debolezza da evitare o l'unica strada verso connessioni autentiche? Quindici anni dopo, mentre continuiamo a dibattere gli stessi temi su podcast, articoli e conversazioni notturne, quel film con Justin Timberlake e Mila Kunis che fingevano di non innamorarsi appare meno leggero di quanto sembrasse allora.

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