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Questa serie animata su Netflix è l'anti-The Boys (che tutti stavano cercando senza saperlo)

La serie su Netflix che offre un finale migliore di The Boys: scopri come la serie anime ha concluso la sua storia sovversiva mantenendo coerenza narrativa.

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Quando si parla di decostruire il mito del supereroe, The Boys di Amazon Prime Video è diventato il punto di riferimento assoluto. Cinque stagioni di satira feroce, violenza grafica e una critica spietata al capitalismo delle corporation hanno reso la serie un fenomeno culturale. Eppure, dopo anni di tensione crescente e promesse di uno scontro apocalittico, il finale ha lasciato un sapore amaro in bocca a molti fan. Mentre milioni di spettatori discutevano animatamente della conclusione di The Boys, pochi si sono accorti che Netflix aveva già offerto una risposta migliore alla stessa domanda narrativa: come si chiude degnamente una storia che sovverte le convenzioni del genere supereroistico. La risposta si chiama Super Crooks, serie anime del 2021 tratta dal fumetto di Mark Millar e Leinil Francis Yu, ambientata nello stesso universo condiviso di Jupiter's Legacy.

The Boys ha costruito la sua fortuna sulla decostruzione del supereroe come icona morale. Patriota non è Superman: è un narcisista sanguinario con la stabilità emotiva di un bambino capriccioso. A-Train non è Flash: è un tossico spericolato il cui egoismo causa morti su morti. I Sette non sono la Justice League: sono una congrega spietata dove tradimenti, ricatti e violenze sessuali sono all'ordine del giorno, tutto in nome del marketing e dei contratti milionari per i film. Per cinque stagioni, lo show ha affilato le sue armi contro il culto delle celebrità e lo sfruttamento commerciale dell'eroismo. Poi, invece di un confronto epico contro l'impero fascista costruito dalla Vought, il finale ha optato per uno shock value che ha tradito le sue stesse premesse. Billy Butcher scatena un virus letale all'interno della Vought Tower e muore per mano del suo stesso apprendista, Hughie Campbell. Migliaia di civili innocenti vengono massacrati brutalmente, ma l'epilogo vira inspiegabilmente verso toni sentimentali e leggeri per i personaggi sopravvissuti.

La dissonanza è stridente. Una serie che ha fatto della cinismo la sua bandiera improvvisamente offre finali dolci e risolutivi, lasciando evidentemente la porta aperta a sequel e spinoff. La critica feroce al sistema si sgonfia in un finale che sembra più preoccupato di non chiudere troppi fili narrativi che di onorare il proprio DNA narrativo. Ed è qui che Super Crooks dimostra una comprensione più profonda di cosa significhi davvero sovvertire le aspettative del genere. Invece di concentrarsi su supereroi corrotti al vertice della piramide sociale, la serie anime di Netflix sposta il focus sui perdenti del sistema: supercriminali di basso livello che usano i loro poteri semplicemente per sbarcare il lunario. Non parliamo di conquista del mondo o di rovesciare eroi corrotti. Johnny Bolt, criminale elettrico di mezza tacca, deve organizzare una rapina impossibile perché il suo vecchio mentore, The Heat, ha accumulato un debito da gioco di 100 milioni di dollari con la mafia.

La soluzione? Fuggire in Spagna e svaligiare il caveau del supercriminale più temibile del mondo, noto semplicemente come "il Bastardo". Dove The Boys promette grandiosità e poi si sgonfia, Super Crooks promette una rapina impossibile e la consegna con precisione chirurgica. La serie non cerca di fare più di quello che serve: vuole raccontare la storia di un gruppo di sfigati con superpoteri che tentano il colpo della vita, e lo fa senza tradire mai la sua premessa. Il finale di Super Crooks è l'antitesi di quello di The Boys. Non ci sono virus mortali, non ci sono massacri di massa seguiti da epiloghi inspiegabilmente zuccherosi. Johnny Bolt e la sua banda riescono nell'impresa: infiltrano il caveau impenetrabile, recuperano gli 800 milioni necessari a saldare il debito di The Heat, incastrano gli eroi corrotti del Super-Shed per il crimine, e si ritirano su un'isola paradisiaca a godersi il bottino.

È un finale semplice, diretto, perfettamente coerente con tutto ciò che la serie ha costruito. Non c'è bisogno di sovvertire se stessi per sembrare profondi. Non serve uccidere personaggi amati solo per dimostrare quanto si è edgy. Super Crooks capisce che una storia cinica può ancora dare ai suoi personaggi ciò che meritano senza trasformarsi in un esercizio di autoindulgenza narrativa. La differenza fondamentale sta nell'onestà delle intenzioni. The Boys ha iniziato come una critica feroce al sistema, ma il suo finale sembra più interessato a mantenere vivo il franchise che a concludere degnamente la storia. Super Crooks, invece, non ha pretese di essere più di quello che è: una rapina con supereroi, eseguita alla perfezione. Mentre The Boys crolla sotto il peso della propria sentimentalità immeritata, Super Crooks dimostra che si può essere sovversivi fino alla fine senza perdere la bussola narrativa.

Il cattivo principale finisce rovinato, i piccoli criminali si godono la pensione dorata, e nessuno deve morire in modo gratuito per generare titoli clickbait sui social media. La serie anime di Netflix non ha avuto lo stesso clamore mediatico di The Boys, e probabilmente non lo avrà mai. Ma per chi cerca una storia supereroistica sovversiva che mantiene le sue promesse dall'inizio alla fine, Super Crooks rappresenta un modello di come si dovrebbe chiudere un racconto che sfida le convenzioni del genere. Non servono cinque stagioni di buildup se poi il payoff tradisce lo spirito della serie. A volte, tredici episodi ben costruiti valgono più di un finale roboante che dimentica perché il pubblico si è affezionato alla storia in primo luogo. Super Crooks lo ha capito. The Boys, evidentemente, no.

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