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Questa serie con Steve Carell e Domhnall Gleeson su Prime Video trasforma la terapia in un incubo

La miniserie FX su Prime Video con Steve Carell e Domhnall Gleeson è thriller psicologico innovativo che sfida le convenzioni del genere crime.

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FX continua a dimostrare una padronanza invidiabile nel formato da mezz'ora, e The Patient (disponibile su prime Video) rappresenta l'ennesima prova di questa capacità. Creata da Joel Fields e Joseph Weisberg, la coppia dietro il successo di The Americans, questa miniserie in dieci episodi offre qualcosa di genuinamente diverso nel panorama affollato dei thriller psicologici. Non si tratta del solito dramma crime che ci si potrebbe aspettare: The Patient sfuma i confini tra i generi, mescolando tensione psicologica con sfumature di commedia nera, risultando in un'esperienza televisiva leggermente eccentrica e deliberatamente fuori dagli schemi. Al centro della narrazione troviamo il dottor Alan Strauss, interpretato da Steve Carell, un terapeuta che sta attraversando un momento difficile della sua vita. La morte della moglie e l'allontanamento dal figlio hanno segnato profondamente la sua quotidianità.

La sua esistenza tranquilla viene brutalmente interrotta dall'arrivo di un nuovo paziente, inizialmente presentato come "Jean", interpretato da Domhnall Gleeson. Il giovane uomo cerca aiuto per superare alcuni impulsi vagamente descritti e per affrontare il rapporto abusivo con il padre. Le sedute terapeutiche, però, non procedono come previsto. Quando le sessioni non producono i risultati sperati, "Jean" decide di prendere in mano la situazione nel modo più radicale possibile: rapisce il suo terapeuta e lo trasferisce nella sua casa isolata. È qui che Alan scopre la verità agghiacciante. Il suo paziente si chiama Sam ed è un serial killer che desidera disperatamente combattere l'impulso di uccidere ancora. La premessa potrebbe sembrare da thriller convenzionale, ma The Patient si distingue proprio per come gestisce questa dinamica. C'è una compostezza nella narrazione che rinuncia alle solite acrobazie drammatiche per creare coinvolgimento emotivo. Nonostante la tensione e il senso di minaccia costante, la serie non si sforza artificialmente di far sentire allo spettatore lo stress e il panico che Alan sta vivendo.

La situazione viene presentata con un approccio leggermente bizzarro che espone l'assurdità della circostanza più che il pericolo immediato. È anche profondamente introspettiva, con l'analisi del personaggio focalizzata su Alan piuttosto che su Sam. Proprio questo elemento la distingue dal tipico dramma incentrato sui serial killer. Steve Carell e Domhnall Gleeson sono due attori che continuano sistematicamente a sfidare ogni tentativo di incasellarli, nonostante siano entrambi incredibilmente abili nelle performance comiche. The Patient è un progetto che spinge ulteriormente i confini che Hollywood tenta di imporre loro. Nella serie, gli attori giocano con la loro capacità di lavorare con note di commedia nera, mentre il team creativo si concentra principalmente sulla costruzione dell'atmosfera tesa del thriller psicologico. La colonna sonora e il sound design sono cruciali nel creare questa atmosfera, ma Carell e Gleeson dimostrano di saper oscillare perfettamente tra emozioni estremi e mantenere il gioco di stallo tra serial killer e terapeuta.

Gleeson è particolarmente efficace nel ruolo del serial killer inquieto e calcolatore che cerca di frenare le sue tendenze omicide attraverso la terapia. Sam non corrisponde allo stereotipo del serial killer che siamo abituati a vedere in film o serie TV. La serie fa un ottimo lavoro nel mostrare le sue idiosincrasie che, a prima vista, non si prestano al tipico stampo del killer seriale. Carell offre una vulnerabilità significativa come uomo sconvolto dal lutto che cerca di essere più astuto del suo rapitore nonostante il suo stato mentale in deterioramento. The Patient non è Mindhunter, il dramma crime di Netflix durato due stagioni. Non è una serie che scava nelle sfumature e nei dettagli di ciò che crea un serial killer. Non cerca di descrivere clinicamente la formazione di un assassino seriale, né utilizza quelle informazioni per ottenere una reazione viscerale dal pubblico. Questa serie sfida le aspettative essendo volutamente sottotono e consapevolmente assurda.

The Patient mette davvero alla prova la pazienza dello spettatore perché il formato invita al binge-watching. L'attesa settimanale potrebbe giocare contro la serie, dato che gli episodi sotto i trenta minuti non contengono abbastanza materiale da giustificare discussioni o riflessioni approfondite. La serie come unità coesa, però, susciterà probabilmente una risposta più robusta. The Patient si presenta come qualcosa che diventerà più di quello che sembra in seguito, ma non è questo il caso. Segue una traiettoria facilmente identificabile, ma la destinazione non è ciò che preoccupa lo show. Il viaggio, tuttavia, può risultare alquanto noioso, con fermate e ripartenze che potrebbero essere evitate con un modello di visione compulsiva.

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