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Questa serie in tendenza su Prime Video ha rivoluzionato le fiabe Disney in 7 stagioni (e omaggia Lost)

Questa serie ha rivoluzionato le fiabe Disney in TV. Cast, curiosità e collegamenti con Lost.

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C'era una volta una serie che ha osato l'impensabile: prendere i personaggi più iconici dell'universo Disney e trasformarli in qualcosa che nessuno aveva mai visto prima in televisione. Biancaneve che impugna una spada. La stessa Biancaneve, incinta, che combatte per la sua sopravvivenza. Una Regina Cattiva che diventa sindaco di una cittadina del Maine. Tremotino trasformato in un losco antiquario chiamato Mr. Gold. Benvenuti nel mondo di C'era una volta, la serie in tendenza su Prime Video che per sette stagioni ha riscritto le regole delle fiabe che credevamo di conoscere. La storia inizia a Storybrooke, una città costiera apparentemente normale nel Maine, dove il tempo si è fermato da 28 anni. I suoi abitanti vivono un'esistenza immutabile, senza invecchiare, senza ricordare chi sono veramente. Perché sotto le sembianze di gente comune si nascondono i protagonisti delle più celebri fiabe mai raccontate, vittime di una maledizione lanciata dalla Regina Cattiva, qui nota come Regina Mills, interpretata magistralmente da Lana Parrilla.

Regina non è solo la villain della situazione: è anche il sindaco della città, colei che tiene tutti sotto controllo in questa prigione senza sbarre. La maledizione è opera di Tremotino, il leggendario Robert Carlyle, che nella serie veste i panni di un personaggio dalle molteplici identità: Mr. Gold nel mondo reale, Rumplestiltskin nella Foresta Incantata, persino la Bestia e il Coccodrillo in altre incarnazioni. Un antieroe complesso, manipolatore, affascinante nella sua ambiguità morale. Ma ogni maledizione ha la sua chiave, e in questo caso si chiama Emma Swan. Emma, interpretata da Jennifer Morrison, è la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro, Ginnifer Goodwin e Josh Dallas nella vita reale si sono innamorati sul set, trasportata nel mondo reale attraverso un albero magico quando era solo una neonata, un attimo prima che la maledizione si abbattesse sulla Foresta Incantata. Cresciuta senza sapere nulla delle sue origini, Emma è l'unica in grado di spezzare l'incantesimo e restituire ai cittadini di Storybrooke i loro ricordi perduti.

A guidarla in questa missione c'è Henry, il ragazzo che ha dato in adozione alla nascita e che dieci anni dopo si presenta alla sua porta con un libro di fiabe e una convinzione incrollabile: tutti quei racconti sono veri. Henry, interpretato da Jared S. Gilmore nelle prime stagioni e da Andrew J. West in quelle successive, è il figlio adottivo di Regina. Questa triangolazione crea uno dei conflitti più interessanti della serie: due madri, una biologica e una adottiva, unite e divise da un bambino che rappresenta la speranza per l'una e il controllo per l'altra. Un tema universale, quello della maternità contesa, che risuona con forza nella sensibilità italiana, dove i legami familiari sono sacri e le dinamiche madre-figlio assumono sempre una profondità particolare.

Gli omaggi a Lost sono disseminati ovunque per chi sa dove guardare. Nel pilota, un mostro di fumo inghiotte la Foresta Incantata, esattamente come il fumo nero terrorizzava i sopravvissuti dell'Oceanic 815. L'orologio di Storybrooke è bloccato sulle 8:15, lo stesso numero del volo maledetto. In una scena compare persino un adesivo dei Geranimo Jackson, la band fittizia che Charlie ed Hurley scoprirono nella stazione Il Cigno. Dettagli che premiano i fan più attenti e creano un ponte emotivo tra due mondi narrativi apparentemente distanti. La serie ha attraversato sette stagioni, evolvendosi e reinventandosi continuamente. Dalla Foresta Incantata ai mondi di Frozen, con l'apparizione di Elsa interpretata da Georgina Haig e Anna da Elizabeth Lail. Da Camelot con Re Artù a Neverland con Peter Pan, un inquietante Robbie Kay. Dai deserti di Agrabah con Aladdin e Jasmine alle terre di Oz, dove Dorothy Gale incontra la Strega dell'Ovest. Ogni stagione ha ampliato l'universo narrativo, intrecciando mitologie diverse in un unico grande arazzo.

La serie ha funzionato perché ha fatto qualcosa di semplice ma potentissimo: ha preso le storie che tutti conosciamo e ha chiesto "e se". E se Biancaneve fosse una guerriera. E se il Principe Azzurro fosse un uomo comune che deve ritrovare il suo coraggio. E se la Regina Cattiva avesse una ragione per il suo odio? E se le fiabe non fossero mai finite, ma solo dimenticate? In un'epoca in cui il pubblico cerca narrazioni complesse, personaggi sfaccettati, universi espansi, C'era una volta ha anticipato i tempi, dimostrando che anche le storie più antiche possono essere riscritte, reinterpretate, rivissute. Perché in fondo, come recita il titolo stesso, ogni grande storia inizia sempre allo stesso modo: c'era una volta.

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