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Questa serie romantica su Netflix si divora in 7 ore (ed è più coinvolgente di Bridgerton)

Su Netflix, la serie romantica da 14 episodi che si guarda in 7 ore. Scopri perché supera Bridgerton e conquista con la storia di Emma e Dexter.

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Nel vasto catalogo Netflix, dove dominano i colossi come Stranger Things e Mercoledì, esiste una gemma romantica che in sole sette ore può conquistare il cuore anche dello spettatore più cinico. Stiamo parlando di One Day, la serie che ha trasformato il romanzo di David Nicholls del 2009 in un'esperienza televisiva capace di rivaleggiare con le produzioni romantiche più celebrate della piattaforma. One Day rappresenta la seconda volta che la storia di Emma Morley e Dexter Mayhew approda sullo schermo, dopo il film del 2011 con Anne Hathaway e Jim Sturgess. Ma questa volta il formato seriale ha permesso di fare ciò che un lungometraggio di due ore non poteva: restituire profondità, respiro e autenticità a una relazione che si dipana nell'arco di oltre un decennio.

La serie si compone di 14 episodi, ciascuno dedicato a un anno diverso della vita dei protagonisti, dal 1988 al 2001. È una struttura narrativa audace e potente, che rinuncia alla linearità tradizionale delle storie d'amore televisive per abbracciare qualcosa di più ambizioso. Non vedremo la classica progressione romantica fatta di primi appuntamenti, litigi, riconciliazioni e matrimonio. Invece, One Day ci offre istantanee annuali di due vite che si intrecciano, si allontanano, si cercano e si ritrovano. Emma, interpretata da Ambika Mod, e Dexter, cui dà volto Leo Woodall, non sono i soliti personaggi da commedia romantica. Non c'è la ragazza sognatrice ossessionata dall'amore eterno, né il dongiovanni cinico che deve imparare ad aprire il cuore. Sono persone autentiche, complete, con ambizioni professionali, insicurezze, errori e una vita che va ben oltre la loro relazione sentimentale.

Emma aspira a diventare una scrittrice di successo, lotta con lavori poco gratificanti, affronta la frustrazione di veder rimandati i propri sogni. Dexter cerca la sua strada nel mondo della televisione, combatte con il privilegio delle sue origini, con la superficialità della giovinezza e con la ricerca di un'identità autentica. La serie tratta le loro carriere con la stessa importanza riservata alla storia d'amore, ed è proprio questa scelta a renderla così credibile. La struttura a episodi annuali rende il binge-watching praticamente irresistibile. Ogni puntata ti lascia con la voglia di sapere cosa accadrà l'anno successivo, quali scelte avranno fatto i protagonisti, se finalmente si saranno dichiarati o se continueranno a danzare attorno ai loro sentimenti. È come sfogliare le pagine di un diario segreto, scoprendo frammenti di una vita che sembra durare decenni ma scorre sotto i tuoi occhi in poche ore.



E qui sta la grande differenza con altre serie romantiche di Netflix. Bridgerton è sontuoso, patinato, ricco di intrighi e passione in costume d'epoca, ma è anche prevedibile nei suoi archetipi. Never Have I Ever è fresco e divertente, ma resta ancorato ai canoni della commedia per adolescenti. Nobody Wants This ha mostrato potenziale ma ha deluso nella seconda stagione, scivolando in dinamiche già viste. One Day, invece, è realistica senza essere deprimente, romantica senza scadere nel melenso, intelligente senza risultare fredda. È una serie coinvolgente che rispetta l'intelligenza dello spettatore, che non ha bisogno di ricorrere a cliché stantii o a colpi di scena forzati per mantenere alta l'attenzione.

La sua forza sta nella scrittura raffinata (David Nicholls ha adattato il proprio romanzo insieme a Nicole Taylor), nelle interpretazioni misurate e nella capacità di catturare quei piccoli momenti che definiscono una relazione. Guardare One Day significa investire sette ore del proprio tempo in un viaggio emotivo che attraversa la giovinezza, la maturità, le scelte che definiscono chi siamo, gli amori che ci cambiano. Significa riconoscersi nelle incertezze di Emma, nelle fragilità di Dexter, nella difficoltà di comunicare ciò che davvero sentiamo, nel coraggio che serve per essere vulnerabili.

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