TV

Questa sitcom cult anni '90 su Prime Video con Fran Dresher è la versione moderna di Io e Lucy

Scopri perché la sitcom con Fran Drescher su Prime Video ha fatto la storia della televisione anni '90 con il suo stile unico.

Condividi

Quando si parla di sitcom che hanno cambiato la televisione, Io e Lucy è il nome che viene pronunciato con reverenza. Trasmessa dalla CBS dal 1951 al 1957, la serie con Lucille Ball e Desi Arnaz ha letteralmente inventato regole che ancora oggi governano il genere: il cast corale, la struttura a episodi autoconclusivi, il perfetto equilibrio tra caos e cuore. Ma 36 anni dopo la fine di quella rivoluzione, un'altra sitcom è riuscita nell'impresa di catturarne l'essenza senza scadere nella copia servile. Il suo nome è La tata (su Prime Video), e anche se magari non lo sapevi, è stata ufficialmente incoronata come la Io e Lucy moderna. Creata da Fran Drescher e Peter Marc Jacobson, The Nanny ha debuttato sulla CBS nel 1993 e ha conquistato sei stagioni di successo fino al 1999. Francesca Cacace, una giovane donna del Queens licenziata dal fidanzato e dal lavoro nel giro di poche ore, si ritrova a vendere cosmetici porta a porta.

Il destino la conduce alla villa dei Sheffield, dove Maxwell, un produttore teatrale vedovo britannico, la scambia per una candidata al ruolo di tata per i suoi tre figli. Dopo qualche iniziale incomprensione, Fran ottiene il lavoro e diventa il cuore pulsante di quella casa, creando legami profondi con i bambini e innescando una tensione romantica con Maxwell che accompagnerà tutta la serie. Il collegamento con I Love Lucy non è un'etichetta appiccicata dalla critica per pigrizia. È qualcosa di organico, radicato nel DNA stesso dello show. Come Lucy Ricardo, Francesca si caccia regolarmente in situazioni assurde, spesso per propria iniziativa, e deve poi ingegnarsi per uscirne con soluzioni creative e esilaranti. Drescher ha ammesso apertamente l'influenza del classico degli anni Cinquanta, e lo show stesso è pieno di riferimenti espliciti a Io e Lucy, come un omaggio costante alla propria madre spirituale.

Anche la struttura narrativa gioca un ruolo chiave in questa parentela. Come Io e Lucy si appoggiava al rapporto tra i vicini di casa Ethel e Fred Mertz per creare dinamiche comiche secondarie, La tata ha costruito un sottotesto esilarante nel duello continuo tra Niles, il maggiordomo sarcastico, e C.C. Babcock, la glaciale partner in affari di Maxwell. Quelle schermaglie, cariche di battute taglienti e situazioni imbarazzanti, sono l'equivalente moderno delle bizze coniugali dei Mertz, e funzionano con la stessa efficacia nel creare ritmo e varietà. Nonostante le somiglianze, La tata non è mai stata un clone. Ha saputo costruire una propria identità, grazie a elementi distintivi che l'hanno resa unica nel panorama televisivo degli anni Novanta. La voce nasale di Francesca, che inizialmente poteva sembrare un ostacolo, è diventata uno dei tratti più riconoscibili e amati della serie. Il suo stile fashion, un tripudio di colori vivaci, pellicce ecologiche, stampe audaci e tacchi vertiginosi, ne ha fatto un'icona di stile che ancora oggi ispira collezioni vintage e pagine Instagram dedicate.

L'umorismo di La tata era diverso da quello dei contemporanei Friends o Seinfeld. Più teatrale, più fisico, più radicato in una comicità yiddish che Drescher portava con orgoglio dalle sue radici ebraiche del Queens. Le running gag basate sui personaggi, come la mamma iperprotettiva di Francesca che telefona continuamente o il cibo kosher che compare in situazioni improbabili, davano allo show un sapore culturale specifico che lo rendeva riconoscibile in mezzo al mare di sitcom dell'epoca. Il successo di La tata è stato tale da generare adattamenti in tutto il mondo: Messico, Grecia, Polonia, Russia, Turchia. Ogni versione ha cercato di mantenere vivo quello spirito, adattandolo alle sensibilità locali ma conservando il cuore pulsante della formula originale. È il tipo di eredità che solo pochi show possono vantare, un riconoscimento del fatto che certe storie, certi personaggi, certe dinamiche sono universali.

La tata ha avuto un finale perfetto, con Fran e Maxwell che si sposano e formano finalmente la famiglia che lo show aveva promesso sin dal primo episodio. La serie è rimasta costantemente brillante dall'inizio alla fine, cosa rara per le sitcom, e continua a essere divertente e coinvolgente anche a distanza di decenni. Come ci sono voluti 36 anni perché una sitcom raggiungesse il livello di Io e Lucy, potrebbe volerci altrettanto tempo prima che un altro show arrivi al livello di La tata. Non si tratta solo di replicare una formula, ma di catturare un'alchimia irripetibile fatta di talento, tempismo, cuore e capacità di far ridere senza mai perdere di vista l'umanità dei personaggi. Francesca Cacace, con la sua voce squillante e il suo cuore enorme, ha dimostrato che si può essere erede di un gigante senza perdere la propria voce. E questa, forse, è la lezione più importante che La tata ci ha lasciato.

Continua a leggere su BadTaste