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Questo film di vendetta con Mark Wahlberg sta spopolando su Netflix 21 anni dopo la sua uscita

Questo film con Mark Wahlberg è quinto su Netflix in 42 paesi nel 2026. Il thriller del 2005 di John Singleton torna a dominare le classifiche streaming globali.

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Ci sono film che attraversano gli anni come fantasmi silenziosi, dimenticati nei cataloghi delle piattaforme streaming, relegati negli angoli polverosi della memoria collettiva. E poi, improvvisamente, tornano. Non con un sussurro, ma con un ruggito che spacca le classifiche globali. È il caso di Four Brothers - Quattro fratelli, il thriller criminale del 2005 diretto da John Singleton che sta vivendo una seconda, inaspettata primavera su Netflix. A oltre vent'anni dalla sua uscita cinematografica, Four Brothers si è arrampicato fino alla quinta posizione della Top 10 globale di Netflix per il 14 aprile 2026. Non stiamo parlando di un successo di nicchia o di un fenomeno limitato a pochi mercati: il film è presente nella classifica di ben 42 paesi e territori sparsi tra Europa, Medio Oriente, Asia, Africa, Oceania e Caraibi. Un ritorno che ha del miracoloso per una pellicola che molti avevano archiviato come l'ennesimo action movie violento dei primi anni Duemila.

Quattro fratelli adottivi tornano nella loro Detroit natale per il funerale della madre adottiva, assassinata durante una rapina. Bobby Mercer, interpretato da Mark Wahlberg, è il leader naturale del gruppo: duro, impulsivo, guidato da un senso di giustizia che confina con la vendetta. Al suo fianco ci sono Angel, il fratello interpretato da Tyrese Gibson, André 3000 e Garrett Hedlund. Insieme decidono di fare quello che le autorità sembrano incapaci di fare: trovare gli assassini e farli pagare. Ma quello che inizia come una semplice caccia all'uomo si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più oscuro e complicato, svelando verità scomode e tradimenti inaspettati. John Singleton, che aveva esordito con il seminale Boyz n the Hood guadagnandosi una nomination all'Oscar come miglior regista, porta in Four Brothers la stessa sensibilità urbana e cruda che aveva caratterizzato i suoi lavori precedenti.

Il film non risparmia nulla allo spettatore: la violenza è esplicita, le sparatorie sono caotiche e brutali, l'ambientazione di Detroit è dipinta con tinte cupe e realistiche. È cinema che non chiede scusa per quello che mostra, che non cerca di addolcire la pillola con moralismi posticci. Il cast è uno di quei miracoli di casting che raramente si ripetono. Oltre a Wahlberg, Gibson e André 3000, il film vanta la presenza di Terrence Howard, Chiwetel Ejiofor, Taraji P. Henson, Josh Charles, Sofía Vergara e Fionnula Flanagan. Nomi che oggi brillano nelle nomination agli Oscar e agli Emmy, ma che all'epoca erano ancora in ascesa o conosciuti principalmente per ruoli televisivi. La chimica tra i quattro fratelli protagonisti è palpabile, autentica: litigano, si prendono in giro, si proteggono con quella ferocia tipica dei legami familiari forgiati nella difficoltà piuttosto che nel sangue.

Quando uscì nelle sale nell'agosto del 2005, Four Brothers divise la critica. Su Rotten Tomatoes il film ottenne un modesto 53 percento di recensioni positive dai critici professionisti, molti dei quali criticarono proprio quella violenza spietata e vigilante che oggi sembra invece essere uno dei suoi punti di forza. Il film fu accusato di essere disorganizzato, di frammentarsi in troppi sottotemi senza approfondirne nessuno davvero, di cedere alla tentazione dello spettacolo action a scapito della sostanza narrativa. Ma il pubblico la pensava diversamente. All'epoca come oggi. L'80 percento di gradimento del pubblico su Rotten Tomatoes racconta una storia diversa da quella della critica. Al botteghino, Four Brothers incassò 92,5 milioni di dollari in tutto il mondo, più di tre volte il budget di produzione di 30 milioni. Non male per un film che secondo alcuni avrebbe dovuto affondare sotto il peso delle sue stesse contraddizioni.

E ora, eccolo di nuovo qui: su Netflix, Four Brothers sta dimostrando che certe storie hanno una capacità di resistenza che va oltre le mode passeggere e i giudizi critici del momento. Cosa rende questo film così immortale? Forse è proprio quella sincerità brutale, quella mancanza di compromessi che oggi risulta persino rinfrescante in un panorama cinematografico sempre più levigato e preoccupato di non offendere nessuno. Forse è il tema della famiglia scelta contro quella biologica, un concetto che risuona con forza in un'epoca in cui le strutture familiari tradizionali si sono moltiplicate e trasformate. O forse è semplicemente un buon action movie old school, con attori carismatici, sparatorie spettacolari e una trama che non perde tempo in inutili complicazioni.

Il successo streaming di Four Brothers si inserisce in un fenomeno più ampio che abbiamo osservato negli ultimi anni: il ritorno prepotente di film che sembravano destinati all'oblio. Pellicole che nelle sale erano passate senza troppo clamore, o che la critica aveva stroncato, trovano nuova vita sulle piattaforme digitali, dove algoritmi sofisticati e un pubblico globale sempre affamato di contenuti possono resuscitare anche i titoli più improbabili. Con Four Brothers, Singleton ha creato un film che appartiene pienamente al suo tempo ma che riesce anche a trascenderlo. È un prodotto dei primi anni Duemila, con quella particolare estetica action e quella colonna sonora hip-hop che caratterizzavano il cinema di quel periodo. Ma è anche una storia universale di famiglia, lealtà e vendetta che continua a parlare a nuove generazioni di spettatori.

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