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Questo nuovo film horror norvegese su Prime Video fa rivivere uno dei mostri marini più temuti di sempre

Il film horror norvegese di Pål Øie che porta sullo schermo il leggendario mostro marino. Trama, analisi e voto del creature-feature 2024.

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Il Kraken appartiene all'immaginario collettivo da secoli. Già nel 1500, i marinai che solcavano il Mare di Norvegia raccontavano storie di un mostro simile a un calamaro gigante capace di affondare intere navi. Il cinema se ne è appropriato presto: il pioniere Georges Méliès lo portò sullo schermo nel 1906 con Under the Seas, seguito da interpretazioni variegate in tutto, da Clash of the Titans a Pirates of the Caribbean. Ma mai, fino ad ora, la creatura aveva ottenuto un film tutto suo. Con Kraken (nuovo film disponibile su Prime Video), il regista norvegese Pål Øie firma quella che potrebbe essere una delle migliori rappresentazioni cinematografiche del mostro marino. Un'opera che, pur con evidenti imperfezioni, riesce a onorare la tradizione del creature-feature senza scadere nel ridicolo.

La trama segue Johanne, interpretata da Sara Khorami, una giovane biologa marina che lavora per il Marine Research norvegese. Viene inviata nella cittadina di Vangsnes per indagare su una serie di eventi inspiegabili legati all'allevamento ittico locale. Inizialmente riluttante a causa di un passato complicato con gli abitanti del posto, Johanne decide di partire dopo aver visto un video di denuncia inquietante. Una volta arrivata, la protagonista si ritrova costretta a confrontarsi non solo con l'ex partner Erik, ma anche con scoperte allarmanti: nuove specie acquatiche sconosciute e un numero crescente di turisti morti in circostanze misteriose. Le indagini puntano verso gli esperimenti condotti dalla fattoria ittica sul fiordo vicino, innescando una lotta disperata per la sopravvivenza.

Particolarmente interessante è il doppio livello di lettura: Kraken funziona anche come monito ambientale sui danni causati dagli allevamenti ittici nei fiordi norvegesi. Certo, l'approccio rimane più superficiale rispetto alla critica devastante sulla guerra nucleare dei primi film di Godzilla, ma il fatto che l'intervento umano e la sperimentazione sulla fauna marina siano il catalizzatore principale della furia del Kraken rappresenta un omaggio apprezzabile alla storia del genere. Nonostante alcune lacune narrative, Kraken riesce a mantenere alta la tensione grazie all'efficacia delle sue sequenze horror. Øie ha studiato attentamente la lezione di Jaws, tenendo il mostro protagonista fuori campo per la maggior parte della durata, creando suspense attraverso ciò che non vediamo. Un tocco di modernità arriva con l'introduzione di parassiti-discendenti del Kraken che attaccano i personaggi in modi che la creatura madre non può, ampliando le possibilità del terrore.

Kraken non passerà alla storia come hanno fatto Lo squalo o Godzilla, questo è certo. Ma ha imparato le lezioni giuste dai suoi predecessori di genere per offrire un'esperienza cinematografica godibile. Il sottotesto ambientale conferisce spessore a quella che potrebbe essere stata solo un'altra storia di mostri, e la scelta di mantenere la tensione attraverso il non-visto prima di mostrare la creatura dimostra una maturità registica apprezzabile. Il film è arrivato nelle sale selezionate e sulle piattaforme digitali il 12 giugno, offrendo agli appassionati di creature marine la possibilità di vedere finalmente il leggendario Kraken protagonista della propria storia. Con i suoi 94 minuti di durata, rappresenta un intrattenimento solido per chi cerca horror acquatico senza pretese di capolavoro ma con abbastanza sostanza da non sentirsi derubato del proprio tempo.

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