Questo horror su Netflix ha battuto L'Esorcista - Il credente su un punto (ma ha fallito altrove)
Su Netflix, il film di possessione che batte L'Esorcista - Il credente in un punto. Analisi approfondita di trama, dramma familiare e horror soprannaturale.
Netflix ha recentemente arricchito il suo catalogo horror con The Deliverance - La redenzione, il film diretto da Lee Daniels che ha rapidamente conquistato le classifiche della piattaforma. Ispirato al celebre caso Ammons, noto anche come Demon House o 2000 Demons House, il film racconta la storia di Ebony Jackson, interpretata da Andra Day, una madre con problemi di dipendenza che si trasferisce con i suoi tre figli in una nuova casa. Ad accompagnarli c'è Alberta, la madre di Ebony interpretata da Glenn Close, malata di cancro. Ma la casa nasconde una presenza oscura che prende di mira i bambini, a partire dal piccolo Andre, che inizia a parlare con un'entità invisibile chiamata Trey.
La storia porta con sé il peso di un trauma passato: tredici anni prima degli eventi del film, Victor e sua moglie Sorenne erano in luna di miele ad Haiti quando un terremoto devastante li ha colpiti. Sorenne, incinta di Angela, è rimasta gravemente ferita, costringendo Victor a una scelta impossibile: salvare sua moglie o la figlia non ancora nata. Nonostante questa premessa emotivamente carica e i legami con il capolavoro originale di William Friedkin, il film non è riuscito a sviluppare adeguatamente il suo dramma familiare. Il film accenna alla distanza tra Chris MacNeil e sua figlia Regan, tocca le dinamiche della famiglia battista di Katherine, ma tutto rimane superficiale, non approfondito. La narrazione si perde in una trama confusa, con fili narrativi lasciati irrisolti e una combinazione caotica di rituali e metodi che rende la sequenza dell'esorcismo più ingarbugliata che spaventosa.
Ed è proprio qui che The Deliverance ha fatto meglio. Il film di Lee Daniels dedica tempo ed energie considerevoli al ritratto della famiglia Jackson, costruendo una rete complessa di relazioni disfunzionali che diventano il vero cuore pulsante della storia. Ebony ha un passato criminale e una storia di abusi fisici sui figli, comportamenti per lo più scatenati dal suo disturbo da uso di sostanze. I servizi sociali la tengono sotto stretto controllo, e il rapporto con i suoi bambini è teso, segnato dalla paura e dalla sfiducia reciproca. La relazione tra Ebony e sua madre Alberta è sfaccettata e dolorosa: Alberta stessa è stata una madre violenta, e il film lascia intendere che abbia permesso ad altri di abusare di sua figlia. Questo intreccio di traumi generazionali, dipendenza, violenza domestica e tentativo di redenzione conferisce a The Deliverance una profondità emotiva che raramente si trova nei film di possessione demoniaca. Il dramma familiare non è solo uno sfondo, ma diventa la sostanza stessa del film, l'elemento che cattura l'attenzione e genera empatia.
In definitiva, sia The Deliverance che Il credente si rivelano titoli deludenti nel sottogenere della possessione demoniaca, ma per ragioni opposte. Il credente, pur essendo il sequel diretto del classico di Friedkin, non porta nulla di nuovo al franchise. Si limita a ripetere formule già viste senza l'intensità o la maestria dell'originale, con una trama disordinata che disperde l'attenzione invece di concentrarla. Il tentativo di mescolare tradizioni culturali diverse nell'esorcismo si traduce in confusione piuttosto che in ricchezza narrativa. The Deliverance non sarà ricordato come un grande film di possessione demoniaca, e probabilmente entrambi i titoli rischiano di finire nell'oblio del genere, dimenticati a favore di opere che hanno saputo bilanciare meglio i loro elementi narrativi o che hanno avuto il coraggio di essere ciò che promettevano di essere.