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Reboot X-Men, Patrick Wilson e Adam Driver in pole position per i ruoli del Professor X e Magneto

Patrick Wilson e Adam Driver saranno i nuovi Professor X e Magneto? Scopri i clamorosi retroscena sul casting che rivoluzionerà il reboot degli X-Men

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L’eredità lasciata dalla saga mutante targata Fox è un’arma a doppio taglio che farebbe tremare i polsi a qualunque produttore. Da un lato c’è il glorioso viale del tramonto di un franchise che ha fatto la storia del genere; dall’altro, la necessità vitale per Kevin Feige di resettare tutto dopo la colossale catarsi di Avengers: Secret Wars.

La domanda che agita i corridoi dei Marvel Studios non è tanto se rifare gli X-Men, ma con quali volti rimpiazzare l'indelebile magnetismo shakespeariano di Patrick Stewart e Ian McKellen (o l'altrettanto riuscito ringiovanimento firmato James McAvoy e Michael Fassbender).

Le prime indiscrezioni sul casting, rimbalzate con insistenza sulla scia dei leak di insider come MyTimeToShine e Apoc Horseman, suggeriscono una direzione audace. Per i ruoli di Charles Xavier e Magneto, la Casa delle Idee starebbe corteggiando due pesi massimi del cinema contemporaneo: Patrick Wilson e Adam Driver. Una scelta che, se confermata, riscriverebbe radicalmente la chimica cerebrale e politica del nucleo mutante.

Due attori amatissimi nel reboot?

Per anni abbiamo associato la figura del Professor X a una squisita ed elegante flemma britannica, tutta tazze di tè, accenti della Royal Shakespeare Company e filantropia d'altri tempi. L'ipotesi Patrick Wilson spazza via questa impostazione classica per abbracciare un canone decisamente più fedele ai fumetti delle origini: un Xavier fieramente americano, pragmatico, forse meno idealista e più calato nelle ombre della politica e della difesa sociale.

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Wilson ha quel tipo di presenza scenica rassicurante ma ambiguamente granitica, già ampiamente testata in franchise di successo come The Conjuring e Aquaman. Non è difficile immaginarlo sulla sedia a rotelle tecnologica della Marvel, intento a proiettare la propria voce mentale con un piglio decisamente più dinamico e, perché no, d'azione. Sarebbe una transizione netta dalla figura del "nonno saggio" a quella di un leader militare e ideologico nel pieno delle sue forze.

Se l'idea di Wilson nei panni di Xavier intriga, quella di Adam Driver nel ruolo di Erik Lehnsherr (Magneto) accende letteralmente le fantasie della critica cinematografica. Driver possiede un'intensità drammatica quasi spaventosa, una fisicità imponente e una capacità innata di interpretare figure tormentate, perennemente in bilico sul baratro del fanatismo ideologico — come ben sanno i fan di Star Wars e del suo Kylo Ren.

Affidare a lui il ruolo di Magneto vuol dire scommettere su un villain (o antieroe) viscerale, rabbioso, dominato da un dolore profondo che non ha bisogno di monologhi teatrali per manifestarsi. Il contrasto estetico e recitativo con la pulizia formale di Patrick Wilson creerebbe una tensione drammatica magnetica — è proprio il caso di dirlo — capace di reggere da sola l'intero peso emotivo del reboot.

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