Richard Madden e Idris Elba scatenati, in questo thriller su Prime Video che sembra un'audizione per 007
Analisi del thriller action diretto da James Watkins su Prime Video. Un film che ha mostrato l'attore britannico come perfetto candidato per James Bond.
Nel panorama saturo dei thriller action contemporanei, dove la seriosità autocompiaciuta e le trame convolute rischiano di soffocare il puro divertimento, Bastille Day - Il colpo del secolo, disponibile su Prime Video, si distingue per una qualità sempre più rara: la leggerezza consapevole. Diretto da James Watkins, già noto per Eden Lake e The Woman in Black, questo film del 2016 ambientato a Parigi rappresenta un ritorno a un cinema d'azione che non ha paura di essere quello che è, senza pretese intellettuali ma con una solida dose di carisma e adrenalina. La trama segue un impianto classico ma efficace: Sean Briar, agente della CIA interpretato da Idris Elba, si trova a collaborare forzatamente con un giovane borseggiatore, il Michael Mason di Richard Madden, per sventare un piano orchestrato da un'unità antiterrorismo corrotta che intende mettere a segno una rapina ad alto rischio.
Idris Elba è, come prevedibile, il fulcro attorno a cui ruota l'intero progetto. La sua interpretazione di Briar è stata immediatamente letta dalla critica come un'audizione non ufficiale per il ruolo di James Bond, e non è difficile capire perché. L'attore britannico porta sullo schermo quel mix di durezza fisica, eleganza innata che sono il marchio di fabbrica dell'agente segreto più famoso del cinema. Il suo Briar è un americano duro e pragmatico, con poche sfumature caratteriali ma una presenza scenica magnetica. Non abbiamo bisogno di conoscere il suo passato o le sue fragilità: ci basta vederlo muoversi, combattere, parlare con quel carisma disinvolto che rende ogni scena credibile. Accanto a lui, Richard Madden dimostra di possedere le carte in regola per sostenere il peso di un co-protagonista in un film d'azione di respiro internazionale. Il suo Mason è il classico giovane spaccone, un ladro di strada che si trova improvvisamente coinvolto in una spirale di eventi più grandi di lui.
La chimica tra Elba e Madden funziona proprio perché entrambi hanno il talento necessario per far funzionare archetipi collaudati: il poliziotto autoritario e il teppista zelante formano una coppia che scorre via liscia, anche se probabilmente destinata a essere dimenticata poco dopo i titoli di coda. Ma questo non è un difetto: è la natura stessa di certi film, pensati per intrattenere nel momento presente senza ambire all'immortalità. La sceneggiatura di Andrew Baldwin, alla sua prova d'esordio, tenta di inserire tematiche più ambiziose del previsto. Si intravedono riferimenti ai problemi della società francese contemporanea, alle tensioni tra destra e sinistra politica, alla corruzione nelle forze dell'ordine, all'attivismo via social media. Sono spunti interessanti che aggiungono uno strato di contemporaneità al racconto, anche se inevitabilmente le convenzioni del genere impediscono un approfondimento davvero significativo. Il film fa una scelta prudente evitando qualsiasi allusione diretta alle tragedie terroristiche che hanno colpito la Francia negli anni precedenti l'uscita, una decisione comprensibile dal punto di vista del rispetto e del tatto.
Bastille Day è un esempio riuscito di come si possa confezionare un thriller action moderno senza rinnegare le radici del genere. James Watkins dimostra di saper maneggiare con sicurezza registri diversi, Idris Elba conferma ancora una volta perché il suo nome continui a essere associato a ruoli iconici come quello di 007, e Richard Madden si ritaglia uno spazio credibile accanto a lui. Il tutto condito da una Parigi fotografata con occhio attento, sequenze d'azione ben orchestrate e un ritmo che non concede pause inutili. Un film che non rivoluziona nulla, ma che sa esattamente cosa vuole essere: un godibile passatempo ad alto tasso di ottano, da gustare senza pretese e con la giusta dose di popcorn.