Ridley Scott, Denzel Washington e gli anni '70 del crimine a New York, in questo cult su Netflix
Denzel Washington interpreta Frank Lucas in questo film di Ridley Scott: analisi del carisma oscuro del gangster che costruì un impero della droga a New York.
Vedere Denzel Washington nei panni del cattivo non è esattamente una cosa comune. Eppure in American Gangster, il film diretto da Ridley Scott nel 2007, disponibile su Netflix, l'attore si cala con intensità magnetica nella pelle di Frank Lucas, un gangster afroamericano che negli anni della guerra del Vietnam costruì un impero della droga a New York che avrebbe fatto impallidire persino la mafia italiana. E lo fa con quella particolare miscela di carisma e oscurità che rende il personaggio impossibile da ignorare, anche quando compie azioni spregevoli. La storia è vera, o almeno basata su fatti realmente accaduti. Nel 1968 Frank Lucas è l'autista di Bumpy Johnson, il boss della droga del quartiere che per anni ha rappresentato anche una figura paterna per lui.
Ma autista è un eufemismo: Lucas è bodyguard, braccio armato, esecutore. La scena d'apertura non lascia dubbi sulla sua capacità di violenza brutale. Quando Bumpy muore di morte naturale, cosa abbastanza sorprendente per uno del suo calibro, si crea un vuoto di potere che Lucas decide di riempire con rapidità ed efficienza spietata. Il personaggio di Johnson viene descritto con quella strana dicotomia morale che caratterizza certi gangster del cinema: da un lato rovina vite distribuendo eroina, dall'altro si lamenta dell'arrivo dei supermercati perché hanno fatto sparire il servizio clienti di una volta e nel Giorno del Ringraziamento distribuisce tacchini ai poveri. Probabilmente gli stessi poveri i cui figli sono diventati tossicodipendenti grazie alla sua merce. È una contraddizione che Lucas eredita e porta avanti, quel codice etico familiare che convive con attività criminali devastanti.Lucas non apprezza i nuovi pretendenti al trono. Gente senza il senso di "fair play" del suo mentore, se questa espressione può avere senso in un contesto del genere. Così decide di prendere il controllo, muovendosi con quella determinazione che Denzel Washington riesce a trasmettere anche solo con lo sguardo. Il problema è che deve competere con la mafia, ben radicata e potente. Come superarla? Con un'idea tanto audace quanto spietata: andare direttamente alla fonte. Lucas vola in Asia, nel pieno della guerra del Vietnam, e organizza un sistema per importare eroina pura direttamente dal produttore, saltando tutti gli intermediari. Corrompe membri della catena di comando militare per far arrivare la droga negli Stati Uniti su trasporti militari.
Il risultato è un prodotto due volte più potente e che costa la metà di quello della concorrenza. In pochissimo tempo diventa ricco oltre ogni immaginazione e porta tutta la famiglia estesa dal sud per espandere la rete di distribuzione. Dall'altra parte della barricata c'è Richie Roberts, interpretato da Russell Crowe che ancora una volta sparisce completamente nel personaggio. Roberts è un poliziotto ossessionato dal lavoro, al punto da sacrificare tutto, famiglia inclusa. Quando lui e il suo partner si imbattono in un milione di dollari in contanti non tracciabili, il partner insiste per tenerseli. Roberts invece decide di consegnarli, e questa scelta si rivela un boomerang..
Ridley Scott orchestra il tutto con la maestria che ci si aspetta da lui. La ricostruzione della fine degli anni Sessanta e inizio Settanta è meticolosa, dai costumi alle auto, dall'atmosfera alla cultura dell'epoca. Riesce a farti immergere completamente in quel periodo, a farti sentire il peso sociale e culturale del momento storico. La famiglia Lucas prende vita sullo schermo con una credibilità che rende tutto ancora più inquietante: non sono mostri unidimensionali, sono persone con legami, affetti, tradizioni. Che però guadagnano dalla disperazione altrui.
Le interpretazioni sono straordinarie. Crowe è eccellente come sempre, capace di sparire dietro al personaggio con naturalezza. Ma Denzel Washington è semplicemente ipnotico. American Gangster è un dramma criminale solido, un affresco di un'epoca e di un mondo dove i confini morali sono sfumati e le contraddizioni convivono senza apparente conflitto. Frank Lucas distribuisce tacchini ed eroina con la stessa facilità, Richie Roberts persegue la giustizia mentre il suo matrimonio va in pezzi. È il tipo di film che ti tiene incollato allo schermo, non con effetti speciali o colpi di scena artificiosi, ma con la forza pura della narrazione e delle performance.