Su Netflix, il film dimenticato del 2016 in cui Selena Gomez dà la miglior prova della sua carriera
Su Netflix, il film del 2016 che contiene la migliore performance di Selena Gomez, un ruolo dimenticato che dimostra il suo vero talento drammatico.
Quando si parla di Selena Gomez, la mente corre subito a I maghi di Weaverly, la serie Disney che l'ha lanciata nell'immaginario collettivo come la maghetta simpatica e un po' pasticciona. Oppure a Only Murders in the Building, dove il suo personaggio di Mabel continua a giocare con quell'equilibrio tra dolcezza e sarcasmo che sembra essere diventato il suo marchio di fabbrica. Nel 2024, la sua performance in Emilia Perez le ha persino portato una candidatura agli Oscar, consolidando la sua credibilità come attrice drammatica. Eppure, nascosto nel catalogo Netflix dal 2016, esiste un film che racchiude la migliore interpretazione che Selena Gomez abbia mai regalato allo schermo: The Fundamentals of Caring - Altruisti si diventa.
Non è un blockbuster. Non ha fatto rumore ai botteghini né ha dominato le classifiche di streaming per settimane. Ma questo dramedy diretto da Rob Burnett, con Paul Rudd e Craig Roberts come protagonisti, rappresenta un piccolo gioiello capace di mostrare una Gomez completamente diversa da quella a cui siamo abituati. Una Gomez che fuma, che guarda dritto negli occhi con uno sguardo penetrante, che dice esattamente quello che pensa senza filtri. Una Gomez, insomma, che finalmente si libera dall'energia infantile dei suoi ruoli precedenti e abbraccia una complessità rara nella sua filmografia.
The Fundamentals of Caring racconta il viaggio on the road di Trevor, un ragazzo affetto da distrofia muscolare interpretato da Craig Roberts, e del suo assistente Ben, un Paul Rudd in una delle sue prove più toccanti. Ben è un uomo distrutto dal senso di colpa per la morte del figlio piccolo, che cerca nella professione di caregiver una forma di redenzione. Trevor, dal canto suo, è un giovane sarcastico e chiuso in una routine rigida, incapace di connettersi davvero con il mondo esterno. Il loro rapporto inizia in modo disastroso, tra scherzi di cattivo gusto e imbarazzi reciproci, ma si trasforma gradualmente in qualcosa di profondo e genuino.
Il film esplora con delicatezza il tema della cura reciproca, mostrando come il prendersi cura degli altri vada ben oltre il rapporto professionale o medico. Entrambi i protagonisti portano ferite invisibili che nessuna terapia tradizionale può sanare. Ben non può riportare indietro suo figlio, ma aiutare Trevor gli permette di sentire di aver restituito qualcosa al mondo dopo aver creduto di avergli tolto la cosa più preziosa. Trevor, d'altra parte, non ha bisogno solo di assistenza fisica, ma di qualcuno che lo sfidi a uscire dal suo isolamento emotivo. Il mantra del film, A.L.O.H.A. (ask, listen, observe, help, ask again), diventa la filosofia di fondo di un viaggio geografico e interiore.
La performance di Gomez in questo ruolo dimostra una maturità attoriale che molti non le riconoscono. Gran parte della complessità di Dot emerge attraverso lo sguardo. Quando incontra per la prima volta Trevor e Ben, i suoi occhi sono socchiusi, penetranti, quasi minacciosi. È uno sguardo che comunica perspicacia, come se potesse vedere oltre le apparenze e cogliere immediatamente chi hai davanti. Questo sguardo funziona perfettamente con la personalità schietta e un po' intimidatoria del personaggio, alimentando il nervosismo iniziale di Trevor.
The Fundamentals of Caring non ha ricevuto l'attenzione che meritava al momento dell'uscita. Forse perché è un film piccolo, modesto nei suoi mezzi e nelle sue ambizioni. Forse perché il pubblico non era ancora pronto a vedere Selena Gomez in un ruolo così distante dalla sua immagine consolidata. Eppure, chi ha avuto la fortuna di vederlo sa che contiene alcune delle scene più autentiche e toccanti che il cinema indipendente americano abbia regalato negli ultimi anni.