Ritardi, litigi e un produttore sul punto di crollare: Paramount licenzia una delle colonne portanti di MobLand
Tom Hardy licenziato da Mobland stagione 3: ritardi sul set, tensioni con il cast e il produttore Jez Butterworth pronto ad abbandonare. Tutti i dettagli.
Nel panorama delle serie televisive dedicate al crimine organizzato, Mobland si era rapidamente affermata come uno dei prodotti di punta di Paramount Plus. Il debutto della prima stagione aveva infranto ogni record per la piattaforma, raggiungendo 26 milioni di visualizzazioni globali e conquistando sia la critica che il pubblico. Eppure, dietro il successo apparente, si nascondeva una tempesta che stava per abbattersi sulla produzione.
Secondo quanto riportato da Puck News, testata nota per l'affidabilità delle sue fonti nell'industria dell'intrattenimento, Tom Hardy è stato licenziato dalla terza stagione della serie. Una notizia che ha l'effetto di un terremoto, considerando che l'attore britannico era il volto e il motore narrativo dello show, interpretando Harry Da Souza, il protagonista attorno al quale ruotava l'intera vicenda criminale.
Le ragioni del licenziamento, secondo il report, sono molteplici e dipingono il quadro di una produzione sempre più tesa durante le riprese della seconda stagione. Hardy avrebbe accumulato ritardi costanti sul set, una condotta che in televisione, dove i tempi sono serrati e i budget rigidamente controllati, rappresenta un problema serio. Ma non si tratta solo di puntualità.
L'attore avrebbe anche fornito frequenti note sulle sceneggiature, modificando dialoghi e intervenendo attivamente sulla scrittura. Un comportamento che, in alcuni contesti creativi, può essere visto come coinvolgimento appassionato, ma che in altri viene percepito come ingerenza destabilizzante, specialmente quando gli showrunner hanno già una visione definita. Nel caso di Mobland, sembra che questa dinamica abbia creato frizioni significative.
C'è poi la questione del cast corale. Hardy si sarebbe mostrato insofferente rispetto alla presenza di nomi di calibro come Helen Mirren e Pierce Brosnan, che nella serie interpretano i leader della famiglia criminale Harrigan. Mirren e Brosnan portano nella produzione non solo talento, ma anche un peso specifico che compete con quello del protagonista. Questa tensione avrebbe contribuito a esacerbare un clima già difficile.
Il punto di rottura sembra essere stato raggiunto quando il produttore Jez Butterworth, figura chiave dietro la serie, ha considerato seriamente di abbandonare il progetto a causa del comportamento di Hardy. A quel punto, Paramount avrebbe preso la decisione drastica: licenziare la star piuttosto che rischiare di perdere il produttore e destabilizzare ulteriormente la produzione.
Al momento né Paramount Plus né Tom Hardy hanno rilasciato commenti ufficiali sulla vicenda. Il silenzio di entrambe le parti è eloquente: da un lato lo studio non vuole alimentare ulteriormente la controversia, dall'altro l'attore probabilmente sta valutando con il suo team legale e di pubbliche relazioni come gestire una situazione delicata per la sua immagine.
La seconda stagione di Mobland, che dovrebbe debuttare nell'autunno del 2026, vedrà ancora Hardy nei panni di Harry Da Souza. Le riprese erano già state completate quando è maturata la decisione del licenziamento. Gli spettatori potranno quindi vedere l'ultima performance dell'attore nella serie, ignari, almeno inizialmente, del terremoto che stava scuotendo il backstage.
La terza stagione era già stata confermata ben prima dell'uscita della seconda, segno della fiducia di Paramount nel franchise. Ma ora lo studio si trova di fronte a una sfida complessa: come procedere senza il protagonista che ha contribuito a rendere la serie un successo. Le opzioni sul tavolo sono diverse, e nessuna è priva di rischi.
La prima possibilità è quella di ricalibrare la narrazione attorno agli altri personaggi. Paddy Considine, che interpreta Kevin Harrigan, potrebbe assumere un ruolo più centrale, così come Helen Mirren e Pierce Brosnan, che hanno già dimostrato di poter reggere una produzione di questo calibro. La serie ha un cast corale sufficientemente forte da sopravvivere a un cambio di protagonista, ma l'operazione richiederebbe una riscrittura significativa e comporterebbe il rischio di alienare parte del pubblico affezionato al personaggio di Da Souza.
La seconda opzione, più audace, sarebbe quella di sostituire Hardy con un altro attore. Non sarebbe la prima volta che una serie televisiva procede a un recasting importante. Nel settore, l'esempio di Logan Marshall-Green, attore spesso scambiato per Hardy per la somiglianza fisica, è già stato citato come possibile sostituto. Tuttavia, replicare la presenza scenica e soprattutto la voce distintiva di Tom Hardy è un'impresa ardua. L'accento, le inflessioni, il timbro: tutti elementi che hanno contribuito a definire il personaggio.
Una terza strada potrebbe essere quella di introdurre un nuovo personaggio principale, magari legato narrativamente a Harry Da Souza, che prenda le redini della storia. Questo permetterebbe di mantenere una continuità tematica senza dover spiegare un cambio di volto.
Quel che appare certo è che Paramount non intende abbandonare la serie. Con i numeri della prima stagione e gli investimenti già fatti, Mobland rappresenta un asset troppo prezioso per essere sacrificato. La piattaforma streaming sta combattendo una guerra di contenuti con Netflix, Disney Plus, Apple TV Plus e Amazon Prime Video e ogni titolo di successo è una trincea da difendere.