Ryan Gosling e Jared Leto su Netflix, nel sequel sofisticato che ha ridefinito la fantascienza moderna
Ryan Gosling e Jared Leto su Netflix. Il capolavoro di Denis Villeneuve con Harrison Ford e in streaming.
A volte i capolavori hanno bisogno di tempo per essere riconosciuti. È il caso di Blade Runner 2049 (disponibile su Netflix) il sequel fantascientifico del 2017 diretto da Denis Villeneuve che, nonostante un'accoglienza tiepida al botteghino, è diventato nel corso degli anni uno dei film di genere più acclamati del ventunesimo secolo. Harrison Ford torna nei panni di Rick Deckard, il leggendario blade runner che aveva dato il volto umano al primo film. Ma stavolta non è solo. Al suo fianco c'è Ryan Gosling, che interpreta l'Agente K, un nuovo cacciatore di replicanti la cui indagine porta alla luce segreti capaci di stravolgere ciò che resta della società. La chimica tra i due attori, unita alla regia meticolosa di Villeneuve, ha creato un'esperienza cinematografica che trascende il semplice intrattenimento.
Ciò che rende Blade Runner 2049 così speciale non è solo la narrazione ambiziosa, ma il modo in cui espande tematicamente l'universo originale senza tradirne lo spirito. Il film affronta questioni di identità, memoria e umanità con una profondità filosofica rara nel cinema blockbuster contemporaneo. Denis Villeneuve, già acclamato per pellicole come Arrival e Sicario, qui raggiunge probabilmente il suo apice artistico, costruendo un mondo che è insieme familiare e alienante. La fotografia di Roger Deakins merita un capitolo a sé. Il leggendario direttore della fotografia ha finalmente conquistato il suo meritatissimo Oscar proprio grazie a questo film, dopo innumerevoli nomination.
Ogni inquadratura di Blade Runner 2049 è un quadro: dalle distese arancioni e desolate di Las Vegas sommersa dalla sabbia, agli interni claustrofobici illuminati da neon tremolanti, fino alle vedute aeree di una Los Angeles ancora più cupa e stratificata di quella immaginata da Scott. Non è solo bella da vedere, è arte applicata al servizio della narrazione. Il destino commerciale del film rimane uno dei grandi paradossi di Hollywood. Nonostante recensioni entusiastiche e un passaparola positivo, Blade Runner 2049 non raggiunse il successo al botteghino che lo studio sperava. Il budget elevato e la durata impegnativa lo resero un'opera difficile da monetizzare nell'epoca dei cicli di distribuzione rapidi.
Ma come il suo predecessore, che nel 1982 fu inizialmente un flop commerciale prima di diventare un film di culto, anche il sequel ha trovato la sua redenzione nel tempo. Oggi è frequentemente citato come uno dei migliori sequel legacy mai realizzati, quella particolare categoria di film che riprende franchise storici dopo decenni di pausa. A differenza di molti tentativi nostalgici che si limitano a riproporre formule collaudate, Blade Runner 2049 ha il coraggio di essere audace, lento, meditativo. Non cerca il facile applauso, ma la riflessione. E questo, paradossalmente, lo ha reso immortale.
Il Deckard invecchiato di Harrison Ford, nascosto dal mondo e dai suoi fantasmi, porta con sé tutto il peso di una vita vissuta ai margini della legalità e della moralità. È un ruolo breve ma cruciale, e Ford lo interpreta con quella gravitas malinconica che solo un attore della sua esperienza può trasmettere. Con la serie Blade Runner 2099 in arrivo su Amazon a novembre, l'intero franchise sta vivendo una rinascita d'interesse. Il momento non potrebbe essere più appropriato per riscoprire l'ultimo capitolo cinematografico della saga, che funge da ponte cruciale tra il classico del 1982 di Ridley Scott e il futuro televisivo del brand.