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Se sei fan di The Office, su Prime Video c'è una serie che rischiò il flop prima di diventare un cult

La prima stagione di Parks and Recreation del 2009 fu un fallimento che rischiò la cancellazione. Scopri come la serie si trasformò da copia di The Office a cult.

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Parks and Recreation è oggi considerata una delle migliori comedy televisive di sempre, una serie capace di regalare personaggi indimenticabili e di lanciare le carriere di attori come Chris Pratt, Aubrey Plaza, Nick Offerman e Adam Scott. Eppure, pochi ricordano che la serie rischiò seriamente di non sopravvivere alla sua prima stagione, trasmessa nel 2009 su NBC come rimpiazzo di metà stagione. In Italia, la serie è disponibile per l'acquisto su Prime Video.

La storia di questa sitcom ambientata nel dipartimento parchi e ricreazione di Pawnee, Indiana, è l'esempio perfetto di come una serie possa trasformarsi completamente, passando da prodotto derivativo e mal riuscito a cult. Ma cosa andò storto all'inizio? E come fecero gli autori a salvare una nave che stava affondando? La serie venne concepita inizialmente da Greg Daniels e Michael Schur come spin-off di The Office, l'adattamento americano della serie BBC che aveva conquistato il pubblico statunitense.

Anche se l'idea dello spin-off venne abbandonata durante lo sviluppo, il DNA di The Office rimase profondamente radicato nel progetto: stesso formato mockumentary, stessa ambientazione da ufficio, stesso tipo di umorismo basato sull'imbarazzo. L'unica differenza sostanziale era il settore: invece delle vendite di carta, Parks and Recreation si concentrava sulla burocrazia governativa di medio livello. Il problema è che Parks and Recreation della prima stagione non era altro che The Office ambientato in Indiana. E il pubblico se ne accorse immediatamente.

I critici furono spietati. La serie venne giudicata prevedibile, lenta, priva di quella comicità basata sul cringe che aveva reso celebre il suo predecessore. Ma soprattutto, il personaggio principale sembrava una brutta copia di uno già esistente: Leslie Knope, interpretata da Amy Poehler, appariva come una versione femminile di Michael Scott di Steve Carell. Ma il problema più grande era di natura strutturale. Il cinismo di The Office funziona perché tutti possiamo identificarci con l'idea che il nostro lavoro faccia schifo e che il nostro capo sia un idiota.

Parks and Recreation provò a replicare quel cinismo, ma fallì miseramente. Una serie sul governo non può permettersi di essere troppo cinica: il governo, per definizione, deve funzionare per i cittadini. Popolare un dipartimento pubblico con personaggi inetti, inefficaci e disinteressati suonava semplicemente falso. La serie venne prodotta in fretta, risultando in una stagione di appena sei episodi. NBC, pur non entusiasta, decise comunque di rinnovarla per una seconda stagione. Fu una decisione che cambiò tutto. Gli autori presero quel regalo insperato e lo sfruttarono al meglio.

Invece di continuare sulla strada sbagliata, analizzarono spietatamente cosa non aveva funzionato e operarono una trasformazione radicale. Ma lo fecero con intelligenza, senza stravolgere tutto dall'oggi al domani, bensì attraverso una progressione naturale che aveva senso per i personaggi. La seconda stagione segnò l'inizio di quella che sarebbe diventata una delle comedy più amate della televisione americana. Parks and Recreation trovò la sua voce unica, abbracciando l'ottimismo invece del cinismo, creando personaggi che aspiravano sinceramente a fare del bene, modelli positivi in un panorama televisivo che ne era largamente privo.

La serie riuscì a camminare sul filo sottile tra umorismo assurdo e satira politica senza cadere nella slapstick o nella faziosità. Creò relazioni autentiche tra i personaggi, sviluppando dinamiche che sembravano genuine anziché forzate. E lo fece mantenendo quella comicità intelligente e quella capacità di sorprendere che sono il marchio di una grande sitcom. La trasformazione di Parks and Recreation dalla prima alla seconda stagione rimane uno degli esempi più notevoli di come una serie televisiva possa reinventarsi. Non attraverso un reboot completo, ma attraverso un'evoluzione attenta e rispettosa dei personaggi e del pubblico.

Gli autori capirono che copiare The Office non era la strada giusta, che avevano bisogno di trovare una propria identità. E quella identità si rivelò essere qualcosa di raro in televisione: una serie genuinamente positiva, piena di personaggi che si preoccupano gli uni degli altri, che lavorano insieme per obiettivi comuni, che credono sinceramente nel valore del servizio pubblico. In un'epoca di anti-eroi e cinismo televisivo, Parks and Recreation riuscì a evitare la cancellazione osando essere diversa, mostrando che l'ottimismo e la gentilezza potevano essere divertenti quanto il sarcasmo e la cattiveria.

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