FILM

Seth Green e Jessica Alba insieme su Netflix, nel film ritirato dai cinema dopo una tragedia nel 1999

Idle Hands, commedia horror del 1999 con Devon Sawa, fu ritirato dai cinema 10 giorni dopo. La storia di un flop causato da una tragedia nazionale.

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Ci sono film che falliscono al botteghino per ragioni creative, altri per scelte di marketing sbagliate. E poi c'è Idle Hands - Giovani diavoli, una commedia horror del 1999, disponibile su Netflix, che si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato, travolta da una delle tragedie più devastanti della storia americana recente. Diretto da Rodman Flender, già dietro la macchina da presa del divertente Leprechaun 3, Idle Hands racconta la storia sopra le righe di Anton Tobias, uno studente liceale interpretato da Devon Sawa. Anton è il classico fannullone che passa le giornate a sballarsi con gli amici, fino a quando Satana in persona decide di impossessarsi della sua mano destra, trasformandola in un'arma omicida. Un'applicazione letterale del vecchio proverbio secondo cui le mani oziose sono il parco giochi del diavolo.

Il film vantava un cast che sarebbe diventato una collezione di volti noti della cultura pop. Devon Sawa avrebbe raggiunto il suo apice horror l'anno successivo con Final Destination, mentre Seth Green era già sulla strada per diventare un'icona della cultura popolare. Elden Henson avrebbe trovato fama come Foggy nella serie Daredevil, e Jessica Alba era destinata a eclissare tutti i suoi colleghi di set, almeno per un periodo. Ma nonostante il talento coinvolto e il potenziale cult del progetto, Idle Hands è stato travolto da eventi completamente al di fuori del suo controllo. Il film è uscito nelle sale americane il 30 aprile 1999, una data che potrebbe sembrare ordinaria ma che invece si è rivelata maledetta. Esattamente dieci giorni prima, il 20 aprile, si era consumata la strage della Columbine High School in Colorado.

Due studenti avevano fatto irruzione nella scuola armati, uccidendo tredici persone in quello che all'epoca rappresentò uno degli episodi più scioccanti di violenza scolastica nella storia degli Stati Uniti. Non era il primo caso di sparatoria in un istituto scolastico americano, ma il bilancio delle vittime aveva scosso l'intero paese in un modo che pochi eventi avevano fatto prima. Nel clima di dolore e ricerca di capri espiatori che seguì, molti politici americani puntarono il dito contro i media violenti, dai videogiochi ai film. L'ex senatore Joe Lieberman arrivò a citare Idle Hands per nome, nonostante il film non avesse alcuna connessione tematica reale con la tragedia di Columbine oltre al fatto di essere ambientato in un liceo.

Il risultato fu un disastro commerciale. Idle Hands incassò appena 4,2 milioni di dollari a fronte di un budget di 25 milioni. Un flop totale che cancellò ogni possibilità di successo immediato per un film che, in circostanze diverse, avrebbe potuto almeno recuperare i costi di produzione o trovare un pubblico di nicchia disposto a sostenerlo. Non sapremo mai se Idle Hands sarebbe diventato un successo senza la tempesta perfetta che lo ha travolto. Forse sarebbe comunque rimasto un titolo di culto minore, apprezzato da una ristretta cerchia di appassionati. O forse avrebbe trovato il suo pubblico, come tante altre commedie horror irriverenti degli anni Novanta.

Quello che è certo è che negli anni successivi il film ha costruito quella base di fan fedeli che gli era stata negata nelle sale. Il passaparola, le proiezioni notturne e l'home video hanno permesso a Idle Hands di trovare finalmente il suo posto nella cultura pop, dimostrando che anche quando il sistema ti abbandona, c'è sempre la possibilità di una seconda vita. La vicenda di Idle Hands resta un esempio di come eventi esterni possano schiacciare un prodotto culturale indipendentemente dai suoi meriti. Una lezione su quanto fragile possa essere il confine tra il successo e l'oblio nel mondo dello spettacolo, dove a volte basta trovarsi nel calendario sbagliato per vedere i propri sogni andare in fumo.

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