Spider-Noir, i produttori su Nicholas Cage: "Lo interpreta come se fosse un ragno che finge di essere umano"
Nicolas Cage interpreta Spider-Noir come "un ragno che finge di essere umano". La serie live-action debutta il 25 maggio su MGM+ e Prime Video in bianco e nero.
di Alba Rossi
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Il 2026 si sta rivelando un anno straordinario per gli appassionati dell'Uomo Ragno. Mentre Tom Holland si prepara a tornare sul grande schermo con Spider-Man: Brand New Day e l'animazione promette una seconda stagione di Your Friendly Neighborhood Spider-Man in autunno, è un'altra incarnazione del celebre arrampicamuri a catalizzare le attenzioni più curiose: Spider-Noir, la serie live-action con Nicolas Cage che debutterà su MGM+ il 25 maggio e successivamente, due giorni dopo, su Prime Video con tutti gli episodi disponibili.
Durante un'intervista rilasciata a Collider in occasione della promozione di Project Hail Mary, Christopher Miller e Phil Lord, produttori esecutivi della serie e menti creative dietro l'universo Spider-Verse, hanno svelato dettagli illuminanti sull'approccio interpretativo di Cage e sulla genesi del progetto. Lord ha elogiato senza riserve il trailer recentemente diffuso e soprattutto la performance dell'attore premio Oscar: "È fantastico. Ha avuto questa grande idea: 'Voglio interpretarlo come un ragno che finge di essere una persona'".
Lord ha rivelato un dettaglio ancora più suggestivo sull'interpretazione di Cage: "A volte il suo personaggio va al cinema e studia quello che fanno gli attori, per poi utilizzarlo nella vita reale". Un meta-riferimento affascinante che trasforma Ben Reilly, questo il nome del protagonista nella serie, in un osservatore distaccato della condizione umana, costretto a recitare una parte anche quando non indossa la maschera.
La scelta di chiamare il personaggio Ben Reilly invece di Peter Parker non è casuale e apre scenari narrativi intriganti. Nei fumetti, Reilly è tipicamente raffigurato come un clone di Peter Parker, ma nella serie assume un'identità propria: un investigatore in difficoltà che ha abbandonato la sua carriera da supereroe noto come "The Spider" dopo una tragedia personale profonda. Solo un caso straordinario lo costringerà a tornare in azione, riportando l'unico supereroe di New York a tessere di nuovo la sua tela.
Miller ha sottolineato come l'équipe di registi, guidata da Harry Bradbeer (noto per Enola Holmes), fosse composta da veri aficionados del noir, entusiasti di poter finalmente esplorare a fondo il linguaggio visivo del genere. "Avevano aspettato di fare qualcosa del genere. È stata l'opportunità di fare qualcosa di artistico con le ombre, le angolazioni olandesi e tutte le cose folli che associ al noir, ma questa volta non come semplice decorazione: era il cuore della narrazione".
Il noir non è solo estetica in Spider-Noir, ma diventa struttura portante della storia, un filtro attraverso cui reinterpretare il mito del supereroe. Il detective tormentato, l'investigatore che beve troppo, la città pericolosa immersa nelle tenebre: archetipi che si fondono con l'iconografia di Spider-Man creando qualcosa di radicalmente diverso dalle interpretazioni mainstream del personaggio.
La domanda che aleggia ora è se il pubblico sarà pronto ad accogliere un Uomo Ragno così lontano dalle versioni canoniche, un detective più interessato a risolvere casi che a salvare gattini dagli alberi, un eroe che si sente più ragno che uomo e che studia gli esseri umani come un antropologo studia una tribù sconosciuta. La risposta arriverà a fine maggio, quando le ombre di Spider-Noir inizieranno a danzare sugli schermi in un bianco e nero che promette di essere tutt'altro che monocromatico.
Fonte /
Collider.com