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Stanley Tucci e un furto impossibile al Louvre: su Prime Video, il primo film originale franco-italiano

Stanley Tucci ruba la Gioconda con i figli in Masterplan, film Prime Video. Heist movie e dramma familiare con Simona Tabasco e Victor Belmondo.

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Cosa succederebbe se il colpo del secolo diventasse anche l'occasione per la reunion familiare più imbarazzante della storia? È la premessa di Masterplan, il nuovo film originale Prime Video che mescola l'adrenalina del grande furto d'arte con le dinamiche esplosive di una famiglia che famiglia non è mai stata. Il risultato è un cocktail di azione, humor nero e sentimenti repressi che promette di tenere incollati allo schermo. La pellicola, diretta da Thomas Vincent e scritta dallo stesso regista insieme allo sceneggiatore premiato David Wolstencroft, rappresenta un traguardo nella collaborazione cinematografica europea: è infatti il primo film Original franco-italiano prodotto da Prime Video.

Un progetto ambizioso che unisce le forze produttive di Gaumont e Amazon MGM Studios, girato interamente in lingua inglese tra diverse location suggestive di Francia e Italia. Al centro della storia c'è Victor, interpretato da Stanley Tucci, un ladro internazionale leggendario che ha deciso di puntare all'obiettivo più impossibile che esista: rubare la Gioconda dal Louvre. Per un'impresa di questa portata serve una squadra impeccabile, ma Victor ha in mente qualcosa di più articolato di un semplice colpo. Recluta due giovani sconosciuti: Chiara, una geniale hacker italiana con un passato ai margini della legalità interpretata da Simona Tabasco, e Jay, uno specialista francese di esplosivi dall'ego smisurato e l'impulso costante di cercare gloria, cui presta il volto Victor Belmondo.

Sembrano scelti unicamente per le loro competenze tecniche, ma Victor nasconde un piano molto più personale. Solo dopo averli messi al lavoro insieme rivela la bomba: Chiara e Jay sono fratelli, separati alla nascita, e lui non è semplicemente il loro datore di lavoro. È loro padre. Catapultati in una riunione di famiglia che nessuno ha mai chiesto né desiderato, i tre si trovano costretti a collaborare tra litigi, tradimenti reciproci e rivelazioni scomode che riaprono ferite mai cicatrizzate.

Imparare a lavorare insieme senza uccidersi a vicenda diventa una sfida quasi più complessa del furto stesso, con un museo blindato da superare, tradimenti in agguato e un bagaglio emotivo pesante quanto un quadro del Cinquecento. La struttura narrativa gioca sul doppio binario: da una parte l'heist movie classico con tutti i suoi cliché amatissimi, dall'altra il dramma familiare con le sue dinamiche universali di abbandono, rabbia e possibile redenzione. Il vero capolavoro da portare a casa, suggerisce il film, potrebbe non essere la Gioconda ma la costruzione di legami autentici tra persone che condividono il sangue ma non la storia.

La vera scommessa del film sta nella capacità di bilanciare tensione e tenerezza, spettacolo e introspezione. Rubare la Gioconda è l'obiettivo dichiarato, ma il sottotesto parla di cose che non si possono rubare: il tempo perduto, la fiducia tradita, la possibilità di una seconda occasione. Resta da vedere se questa famiglia improvvisata riuscirà a portare a termine il colpo prima che tutto salti letteralmente in aria, insieme alle loro ultime possibilità di costruire qualcosa che assomigli a un legame autentico.

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