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Stasera su Rai 3 un film sulla scuola diverso dal solito: trama, significato e curiosità

Stasera, venerdì 11 settembre, Rai 3 propone alle 21.20 Guida pratica per insegnanti, il film di Thomas Lilti che porta sul grande schermo la vita quotidiana dei docenti, tra difficoltà, fragilità personali e solidarietà.

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Un giovane dottorando che si ritrova a insegnare matematica senza avere mai immaginato di diventare professore. È da questa situazione apparentemente semplice che Thomas Lilti costruisce Guida pratica per insegnanti (Un métier sérieux), commedia drammatica del 2023 in onda stasera, venerdì 11 settembre, su Rai 3 alle 21.20. Al centro della storia c'è Benjamin, interpretato da Vincent Lacoste. Il ragazzo sta svolgendo un dottorato ma non riesce a ottenere una borsa di studio e, anche per ragioni economiche, accetta un incarico come supplente in un collège della periferia parigina. Una scelta nata più dalla necessità che da una vocazione.

L'ingresso in aula, però, cambia rapidamente le prospettive. Benjamin scopre che conoscere bene la matematica non significa necessariamente saper insegnare. Davanti a una classe bisogna conquistare autorevolezza, comprendere gli studenti, gestire i conflitti e prendere decisioni anche quando non esiste una soluzione perfetta. A sostenerlo c'è un gruppo di colleghi molto diversi tra loro: Pierre, interpretato da François Cluzet, è uno dei professori più esperti e diventa per Benjamin una sorta di punto di riferimento; Meriem, affidata ad Adèle Exarchopoulos, è una docente che riesce a mantenere un rapporto equilibrato con gli studenti mentre cerca di conciliare il lavoro con la vita familiare.

Fouad, interpretato da William Lebghil, introduce invece una componente più ironica e scanzonata, mentre Sandrine, interpretata da Louise Bourgoin, mostra il volto più vulnerabile della professione. Anche gli altri insegnanti contribuiscono a costruire un ritratto collettivo nel quale le vicende personali finiscono inevitabilmente per intrecciarsi con quelle professionali. Il film segue dunque Benjamin durante il suo primo confronto con la scuola, ma la vera storia è quella della scoperta di un mestiere complesso, nel quale la preparazione conta, ma non è sufficiente.

Una scena di Guida pratica per insegnanti - Fonte: Le Pacte

Il titolo italiano potrebbe far pensare a una sorta di manuale per chi vuole intraprendere la professione. In realtà, il film di Lilti procede nella direzione opposta: non offre vere istruzioni su come diventare un buon professore. Il titolo originale, Un métier sérieux, contiene infatti una sfumatura ironica e autobiografica. Lilti ha raccontato che l'espressione richiama una frase legata alla sua famiglia: quando aveva manifestato interesse per il cinema, il padre gli aveva suggerito di dedicarsi a un "mestiere serio". Il senso del film va quindi oltre la scuola. Lilti si interroga sul valore che attribuiamo al lavoro e, soprattutto, sulla difficoltà di continuare a credere in una professione quando l'istituzione alla quale si appartiene appare fragile.

Dopo avere raccontato medici e operatori sanitari in Hippocrate, Médecin de campagne e Première année, il regista sposta la propria attenzione sul mondo dell'insegnamento. Del resto entrambi sono mestieri basati sulla responsabilità verso gli altri e richiedono una forte componente umana. La domanda centrale diventa allora: perché continuare a insegnare quando il lavoro è faticoso, poco riconosciuto e inserito in un sistema pieno di difficoltà? La risposta di Lilti non passa dalla retorica dell'eroe. I suoi professori sono persone normali, con problemi economici, familiari e sentimentali, momenti di stanchezza e qualche fallimento. Proprio per questo risultano credibili.

Una delle intuizioni più interessanti di Guida pratica per insegnanti riguarda un ambiente che gli studenti conoscono poco: la sala professori. Lilti era affascinato da questo spazio già prima di realizzare il film. È il luogo nel quale gli insegnanti, una volta chiusa la porta dell'aula, possono finalmente parlare tra loro, scherzare, confrontarsi e mostrare anche le proprie debolezze. Il regista ha descritto la scuola come un luogo nel quale gli adulti, in qualche modo, continuano a crescere e ad essere legati al mondo scolastico che hanno conosciuto da ragazzi.

Uno dei temi più importanti del film emerge proprio qui: il valore del gruppo. Il professore entra in classe da solo, ma non necessariamente deve affrontare tutto da solo. Il sostegno dei colleghi diventa una forma di resistenza alla fatica quotidiana. Lilti preferisce mostrare questa solidarietà piuttosto che costruire un film esclusivamente polemico sulla crisi della scuola. Un'altra scelta significativa riguarda l'ambientazione. Il regista non voleva raccontare né un istituto d'élite né una scuola presentata come luogo eccezionalmente problematico. L'obiettivo era rappresentare un collège ordinario, socialmente composito, nel quale potessero riconoscersi molti spettatori.

Per ricreare questo ambiente sono state utilizzate diverse strutture scolastiche dell'Île-de-France: gli esterni sono stati realizzati a Meudon, le aule nell'ex collège Gustave-Monod di Vitry-sur-Seine e altri ambienti, compresa la sala professori, a Pantin. Le riprese si sono svolte principalmente tra marzo e aprile 2022 e hanno coinvolto anche veri studenti, contribuendo a dare maggiore naturalezza alle scene ambientate nelle classi.

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