Steve Carell innamorato della ragazza sbagliata: la commedia su Prime Video che ci mostra l'amore vero
Analisi della commedia romantica che racconta l'amore impossibile per la fidanzata del fratello. Una storia vera e dolorosa.
Dan in real life - L'amore secondo Dan, disponibile su Prime Video, è una di quelle commedie romantiche che non fanno rumore, ma che sanno scavare dove fa più male. Il tipo di film che Steve Martin avrebbe interpretato negli anni Novanta, quando ancora si permetteva di essere vulnerabile sullo schermo invece di inseguire remake insensati di Clouseau. Oggi quel ruolo tocca a Steve Carell, che qui mette da parte le smorfie infantili e le gag sopra le righe per fare qualcosa di più rischioso: interpretare un adulto con problemi da adulto. Il punto di partenza è semplice e devastante. Dan Burns è un vedovo con tre figlie, columnist che dispensa consigli di vita mentre la sua è un disastro controllato. Durante una fuga in libreria, prima della solita riunione di famiglia sulla costa atlantica, incontra Marie. Lei cerca "qualcosa di umano e divertente, che possa sorprenderti quando meno te lo aspetti". È praticamente la mission statement del film stesso, e Dan ci casca. Il problema arriva quando Marie si presenta alla casa di famiglia: è la nuova fidanzata di suo fratello minore Mitch.
Steve Carell è bravo nel trattenere. I suoi nervi tesi, il suo disagio fisico nello stesso spazio di Marie, la consapevolezza che ogni sguardo di troppo potrebbe tradirlo: tutto viene gestito con una sottigliezza che stride piacevolmente con il suo personaggio in The Office. Ma è Juliette Binoche a rubare la scena. La sua Marie è abbastanza enigmatica da tenere in sospeso l'esito fino alla fine. Non sappiamo mai davvero cosa pensa, cosa prova, dove pende il suo cuore. C'è un momento, una sola occhiata di irritazione quando Dan balla con Emily Blunt, che vale il prezzo del biglietto: in quello sguardo c'è gelosia, frustrazione, desiderio represso. Tutto insieme, in una frazione di secondo. Il film gioca anche con un contrasto interessante: mentre Dan vive questo amore adulto, complicato, impossibile, sua figlia di mezzo Cara sta attraversando i tormenti dell'amore adolescenziale per un ragazzo che lui ha bandito dalla sua vita. Due storie parallele che si specchiano: alla fine, l'amore rende tutti bambini. Non importa quanti anni hai, quanta saggezza pensi di aver accumulato. Quando ti colpisce, sei indifeso.
Il problema di Dan in real life arriva nel finale. Più il dilemma si prolunga, più la sceneggiatura inizia a mostrare i suoi meccanismi. Quello che sembrava naturale diventa costruito. Il film, che aveva avuto il coraggio di stare nella zona grigia e scomoda della vita reale, alla fine deve cedere alla logica hollywoodiana del lieto fine confezionato. È un peccato, perché i finali ordinati non sono roba da vita vera. E questo film, fino a quel momento, aveva fatto di tutto per starci dentro, nella vita vera, con tutte le sue contraddizioni e le sue zone d'ombra. Rimane comunque una piccola gemma: una commedia romantica che non ha paura di essere dolorosa, che sceglie l'imbarazzo sulla risata facile, che tratta i suoi personaggi come persone e non come macchiette. In un panorama sempre più affollato di commedie senza spina dorsale, Dan in real life prova almeno a raccontare qualcosa di riconoscibile. Qualcosa che potrebbe succedere alla prossima riunione di famiglia, quando qualcuno si presenta con la persona sbagliata e gli sguardi iniziano a dire più delle parole.