Stranger Things, Sadie Sink rompe il silenzio sul finale: "Penso che Undici sia morta"
Sadie Sink parla del finale di Stranger Things e rivela la sua teoria shock: "Penso che Undici sia morta". Ecco le dichiarazioni dell'attrice su Max e i progetti futuri.
Il sipario si è chiuso su Stranger Things, e con esso si conclude un'era che ha definito il volto del teen drama fantascientifico per quasi un decennio. Per Sadie Sink, l'attrice che ha dato vita a Max Mayfield dal 2017, dire addio alla serie Netflix significa voltare pagina dopo nove anni intensi, che l'hanno vista crescere dai 14 ai 23 anni sotto i riflettori mondiali. Ma mentre i fan continuano a discutere animatamente del finale controverso della quinta stagione, Sink ha iniziato a parlare apertamente della sua esperienza, delle sue emozioni e persino delle sue teorie su cosa sia davvero accaduto ai personaggi che hanno accompagnato milioni di spettatori.
La quinta stagione di Stranger Things ha posto Max al centro della narrazione in modo inaspettato. Dopo gli eventi traumatici della quarta stagione, che avevano lasciato il personaggio in bilico tra la vita e la morte, i fratelli Duffer hanno scelto una strada narrativa audace per l'ultimo capitolo. In un'intervista a The Hollywood Reporter rilasciata a dicembre, Sink ha espresso la sua soddisfazione per l'arco narrativo del suo personaggio.
"Ho davvero amato la sua storia quest'anno" ha dichiarato l'attrice. "È stata così inaspettata, eppure aveva anche senso ed era un modo perfetto per tenerla ancora nello show e farle guidare la trama in qualche modo, ma non fisicamente con il gruppo nel mondo reale. Ho trovato intelligente il modo in cui l'hanno fatto".
Ma cosa ha provato davvero Sink quando ha letto per la prima volta il copione finale? "Leggerlo è stato una cosa, viverlo un'altra", ha spiegato. "Sembrava così surreale girare quelle scene finali". L'attrice ha citato le parole del suo collega Finn Wolfhard, che ha definito l'ultimo giorno di riprese "il giorno migliore della sua vita", un'affermazione che suona paradossale considerando il carico emotivo del momento.
"Ha detto così perché tutto quello che la serie ha significato per noi è emerso in superficie in quel giorno finale", ha continuato Sink. "Provare tutta quella gratitudine, tristezza e il mix di emozioni è stato così memorabile. Mi sento banale a parlarne, ma non ho mai vissuto niente del genere". Parole che restituiscono l'intensità di un'esperienza che ha segnato profondamente non solo la carriera, ma la vita stessa degli attori coinvolti.
Quella stessa emotività l'ha travolta completamente durante le ultime riprese. Sink ha confessato di aver pianto per tutto il giorno, devastata dalla consapevolezza che un capitolo così significativo della sua vita si stava chiudendo. Un addio che segnava la fine dell'adolescenza, vissuta interamente davanti alle telecamere, e l'inizio di una nuova fase.
"L'equilibrio è qualcosa che ho tenuto davvero a mente, specialmente con la fine dello show", ha spiegato a The Hollywood Reporter. "Una cosa bella di Stranger Things è che filmi per un anno, ed è un impegno molto intenso, ma c'è anche molta sicurezza in questo, e ti permette nelle stagioni di pausa di andare a prenderti del tempo libero o provare cose nuove".
Quella formula le è piaciuta così tanto che intende replicarla anche nelle sue scelte future. "Penso che continuerò a cercare l'equilibrio tra un progetto più grande o un franchise che sia un impegno a lungo termine, e poi permettere che questo si alterni a qualsiasi altro progetto io voglia fare, in particolare teatro, perché è lì che imparo di più".
E di progetti in cantiere ce ne sono parecchi. Sink sta per entrare nell'universo Marvel con Spider-Man: Brand New Day, in uscita a luglio, un salto che la porterà da un franchise all'altro, mantenendo quella sicurezza strutturale di cui parla. Parallelamente, sta collaborando con Tina Fey per l'adattamento cinematografico di John Proctor is the Villain, dopo essere stata candidata ai Tony Awards per la produzione teatrale nel 2025. E questa primavera tornerà sul palcoscenico londinese con una produzione West End di Romeo e Giulietta.
"È più un sollievo che sia completo e una tale gioia condividerlo con le persone", ha detto a British Vogue parlando della chiusura di Stranger Things. "O forse il mio cervello è così disperso che non riesco nemmeno a pensare al fatto che sia finita".
Ma c'è una dichiarazione che ha fatto tremare i social media e acceso dibattiti feroci tra i fan: la sua teoria sul destino di Undici. Durante un'apparizione al Tonight Show con Jimmy Fallon il mese scorso, Sink non ha usato mezzi termini.
"Penso che sia morta, non lo so", ha detto candidamente, riferendosi al personaggio interpretato da Millie Bobby Brown. Nel finale della quinta stagione, Undici sembra sacrificarsi rimanendo nel Sottosopra che sta collassando, per assicurarne la distruzione permanente. Una scena ambigua che ha lasciato molti spettatori nel dubbio.
Sink ha poi elaborato la sua interpretazione: "Penso che la storia di Mike sia solo un'ultima storia, e poi dicono addio all'infanzia, ma è solo un ultimo racconto. È tutto qui. E penso sia solo, tipo, una cosa per affrontare il lutto".
Una lettura sorprendentemente cupa per una serie che, pur affrontando temi oscuri, ha sempre mantenuto un filo di speranza. Secondo Sink, quella che molti fan interpretano come un finale aperto o addirittura positivo sarebbe in realtà una narrazione di coping, un modo per i personaggi di elaborare una perdita definitiva. "Controverso o no", ha aggiunto, "quella è la mia interpretazione e ci resto attaccata".
Quando Entertainment Weekly le ha chiesto cosa ci sia in serbo per lei, la risposta è stata volutamente evasiva: "Le persone dovranno solo aspettare e vedere". Un'attrice che ha imparato bene le regole del gioco hollywoodiano, che sa mantenere il mistero e dosare le rivelazioni.
Quello che è certo è che la chiusura di Stranger Things non segna affatto un rallentamento per Sadie Sink. Al contrario, sembra l'inizio di una fase ancora più intensa e variegata, in cui l'attrice potrà finalmente scegliere senza vincoli, alternando blockbuster, autorialità, palcoscenico e magari qualche progetto ancora top secret.